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SECONDA
PARTE
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Questi
quattro punti verranno approfonditi nel prosieguo della trattazione; tuttavia è
importante sottolineare da subito che il ripensamento strategico dipende dalla
struttura mentale del top management:
fino a quando le funzioni verranno viste come attività di servizio e non come business,
sarà difficile identificare le opportunità di sviluppo conseguenti ad una loro
esternalizzazione e gestione come centro di profitto.
L'esperienza
internazionale degli ultimi anni dimostra ampiamente come sia possibile gestire
le singole funzioni quali centri al contempo di costo e di profitto.
Una
volta che si sia accettata l'idea di esternalizzare la maggior parte delle
funzioni aziendali, la difficoltà diventa, come sempre, l'esecuzione. Nelle
aziende si riscontrano sempre forti resistenze nel momento in cui si deve
diminuire la dimensione complessiva delle proprie attività; esse sono restie a
privarsi della gestione diretta di alcuni servizi, quando non possano
contestualmente acquisirne la gestione di altri.
La
diffusione dell'outsourcing viene dunque ostacolata dalla preoccupazione comune a
molti responsabili di perdere il controllo di una parte del sistema aziendale.
Le domande che essi si pongono sono: "Se l'informazione e la conoscenza di
tutti gli aspetti dell'impresa sono l'arma più importante, perché disarmarsi?
Perché delegare completamente una risorsa competitiva vitale?". In realtà,
la domanda che il responsabile dell'azienda dovrebbe più correttamente porsi è:
"In quale misura e in quale forma devo delegare, affinché possa perseguire
la missione della mia azienda?".
Non
bisogna infatti dimenticare che l'outsourcing
non solo riguarda esclusivamente attività non direttamente legate alla missione
aziendale, ma è anche destinato a fallire nel raggiungimento dei propri
obiettivi, ove venga adottato come soluzione finalizzata esclusivamente alla
riduzione dei costi aziendali e dunque quando la sua implementazione non sia
direttamente mirata ad una maggiore focalizzazione dell'impresa verso il proprio
core-business. In altre parole e come dimostrano i successi e gli
insuccessi conseguiti nelle diverse implementazioni dell'outsourcing, esso è destinato a produrre successi solo se ben
inserito in un piano strategico aziendale, del quale costituisca sicuramente
parte fondamentale, ma allo stesso tempo subordinata al raggiungimento di
obiettivi di crescita dimensionale o quanto meno di aumento di produttività
nelle attività proprie dell'azienda.
La
soluzione delle difficoltà citate deve consistere, in primo luogo, nel mettere
in moto un meccanismo di riallocazione pressoché simultanea (operazione
dipendente esclusivamente dalle capacità del top management
interno) e, in secondo luogo, nella capacità di introdurre l'outsourcing
in modo graduale, così da non aumentare le difficoltà che inevitabilmente
comporta l'impatto di questa decisione all'interno dell'azienda (questo tipo di
operazione dipende invece dalla flessibilità e professionalità del provider).
Un
ultimo aspetto del complesso discorso sull'outsourcing,
da considerarsi a conclusione di questo panorama introduttivo, è costituito dal
suo effetto sui problemi dell'occupazione.
Non
rientra negli obiettivi di questo lavoro un'analisi macroeconomica delle
influenze che la terziarizzazione delle attività, per le quali si decide di
implementare soluzioni di outsourcing,
può avere sul livello complessivo di occupazione.
Un'analisi
di questo genere deve necessariamente farsi rientrare nel più ampio dibattito
riguardante gli effetti della globalizzazione, dell'internazionalizzazione e del
progresso tecnologico sui livelli di occupazione e sulla distribuzione delle
risorse.
Tali
fattori sono infatti all'origine di quelle esigenze di maggiore specializzazione
e flessibilità che a loro volta costituiscono le premesse necessarie per
l'applicazione di soluzioni esterne di outsourcing.
Pur
essendo indubbio tuttavia che, a livello di singola impresa, l'effetto di una
delega all'esterno di attività precedentemente svolte in proprio non possa che
produrre in un primo momento una minore necessità di manodopera, lo stesso
discorso non può essere fatto per l'insieme del network
di aziende che gravita intorno all'impresa considerata.
Motivazioni
alla base dell'outsourcing
Esaminiamo
ora le ragioni che fanno scegliere l'outsourcing,
così come esse emergono dalle testimonianze dirette delle imprese che hanno
sperimentato questo tipo di riorganizzazione aziendale.
La
seguente analisi si basa principalmente su una ricerca condotta dal The
Outsourcing Institute a partire dal 1991, per la durata di cinque anni su un
campione di oltre 1.200 imprese statunitensi. Il risultato di tale ricerca porta
ad identificare le otto principali motivazioni che inducono all'outsourcing,
le quali possono essere suddivise in due gruppi: le prime quattro di carattere
tattico, le successive di carattere prevalentemente strategico.
Tale
ultima distinzione non ha puramente scopo descrittivo, essendo appurato che,
ogniqualvolta nella decisione di ricorrere all'outsourcing
le ragioni tattiche prevalgono su quelle strategiche, le possibilità di
ottenere risultati insoddisfacenti aumentano in misura considerevole.
Un'eccessiva
enfasi su obiettivi di breve termine connessi alla necessità di far fronte alle
emergenze costituisce dunque un segnale d'allarme su un modo di procedere che
non di rado conduce a risultati ben al di sotto delle aspettative. Si prenda il
caso di aziende sottocapitalizzate, o passate attraverso acquisizioni, le quali,
prive di una forte solidità finanziaria e soffrendo per carenza di liquidità
hanno scelto di convertire "assets"
in spese correnti. In questi casi, la decisione viene imposta dal bisogno di
garantire la sopravvivenza dell'azienda ed i risparmi ottenibili sul breve
termine, conseguenti alla cessione di parte del patrimonio, sono l'elemento
primario di decisione, indipendentemente dagli effetti di medio-lungo periodo.
Un
altro esempio può essere rappresentato dalla presenza di relazioni aziendali
difficili, situazioni di stallo permanente che ostacolano la soddisfazione
dell'utenza e che sono spie di incertezza sulle capacità di gestione e
controllo.
Anche
in tal frangente, il motivo principale della decisione di procedere ad una
soluzione di outsourcing è
riconducibile a fattori che non garantiscono una stabilità delle motivazioni
nel medio-lungo andare.
Viceversa
costituiscono una solida base per un efficace outsourcing
le decisioni fondate su
considerazioni di carattere strategico, tendenti a concentrare le proprie
attività nelle aree in cui l'azienda costruisce il proprio vantaggio
competitivo.
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