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PRIMA
PARTE
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L'outsourcing
emerge come uno degli strumenti manageriali, di carattere tattico e strategico,
che hanno conosciuto la maggiore espansione nel corso dell'ultimo decennio e
che, secondo autorevoli e diffuse proiezioni, continuerà a proporsi nei suoi
diversi ambiti e nelle sue varie applicazioni come una via obbligata per la
sopravvivenza sul mercato delle imprese, senza distinzione di industria,
dimensione o missione aziendale.
Liberarsi
di alcune funzioni per puntare sulle attività in cui l'azienda si sente più
forte: è questo in sostanza il motivo principale, affiancato a quello della
riduzione dei costi, che spinge un numero sempre maggiore di imprese a ricorrere
all'outsourcing.
Delegare
a fornitori esterni la gestione di attività considerate non strategiche per le
imprese costituisce l'unica via concretamente praticabile per raggiungere
l'obiettivo di concentrarsi sul core
business, obiettivo che oggi è imposto dai mercati.
Si
potrebbe fornire una serie di definizioni di outsourcing,
di varia provenienza e di volta in volta orientate a metterne in risalto
particolari aspetti; tuttavia il concetto generale può essere espresso in forma
estremamente sintetica, descrivendo l'outsourcing
come quel processo che porta alla "acquisizione da un fornitore esterno di
prodotti o servizi attualmente risultanti dalla diretta attività produttiva e
di gestione interna dell'azienda".
Nei
Paesi anglosassoni ed in particolare negli Stati Uniti l'outsourcing
ha acquisito fama in seguito alla crisi economica degli anni ottanta: alcuni
giganti dell'industria automobilistica, le cui dimensioni erano divenute abnormi
anche per effetto dello sviluppo di aree complementari al core-business, adottarono come soluzione fondamentale al problema
del risanamento contabile proprio l'outsourcing.
Il
principio era semplice: far fare agli altri ciò che fanno meglio di noi, in
modo tale da ridurre i costi, migliorare la qualità dei servizi o dei prodotti
intermedi di cui si ha bisogno, e liberare così le risorse necessarie per lo
sviluppo di ciò che costituisce la vera attività d'impresa.
Affinché
l'outsourcing si sviluppi come tecnica
di gestione aziendale è necessario che siano soddisfatte, fra l'altro, due
condizioni: la prima ha carattere oggettivo e consiste nella presenza sul
mercato di operatori sufficientemente professionali e specializzati, che
garantiscano un efficiente espletamento della funzione da esternalizzare; la
seconda ha invece natura più soggettiva e riguarda il superamento da parte del management
societario di varie remore psicologiche, in particolare il timore di un "autoridimensionamento"
professionale.
L'introduzione
dell'outsourcing all'interno di un'azienda è operazione non facile, che
incontra resistenze di ogni genere a tutti i livelli della struttura gerarchica
aziendale oltre che sindacale.
Solamente
a livello di top management si è ormai diffusa la consapevolezza del fatto che
un'impresa agile e snella, la quale abbia il meno possibile di struttura fissa
ed acquisti all'esterno i servizi "generali" sia il modello vincente
nei mercati attuali e che solo delegando tutte le funzioni ausiliarie a
fornitori specializzati diviene possibile concentrarsi sulle attività per le
quali si possiede un'effettiva competenza ed un vantaggio competitivo.
A
testimonianza di questa circostanza può essere riportata una recente ricerca
del Benchmarking Club di Business
International, secondo la quale nel 93% dei casi è il top
management a definire le politiche di outsourcing
anche quando questo tipo di decisione non riguardi aspetti strategici .
Molto
di rado accade che sia un dirigente di funzione ad assumersi tale responsabilità:
ricorrendo all'outsourcing infatti, questi correrebbe il rischio di trovarsi con
minor potere all'interno dell'azienda.
Viceversa
i top manager propendono più che in
passato per il ricorso all'outsourcing,
in quanto ritengono che ciò possa portare ad una riduzione dei costi (in
particolare di quelli fissi) e ad una maggiore flessibilità dell'impresa.
La
situazione di "scollamento", spesso riscontrabile tra i top
manager ed i manager di funzione o
di dipartimento, fa sì che i fornitori di servizi tendano oggi a rivolgersi
sempre più ai primi piuttosto che ai secondi.
L'esperienza
pratica mostra inoltre come spesso i responsabili di funzione tendano ad
ostacolare il corretto svolgimento del rapporto cliente-provider,
specie nella fase sperimentale tendente ad affinare la collaborazione tra provider
e personale interno dell'azienda-cliente, il quale deve necessariamente
collaborare all'espletamento della funzione da delegare.
Quest'ultima
circostanza evidenzia come outsourcing
e decentramento non ridiano di per sé competitività all'impresa, perché la
rigenerazione possibile attraverso questi strumenti richiede cambiamenti di
cultura, architetture organizzative e capacità di coordinamento estremamente
complesse.
Nonostante
tutte queste difficoltà, per i prossimi anni il movimento verso un ruolo più
rilevante dell'outsourcing è irreversibile: le grandi imprese cercheranno di
decentrare tutte le attività che possono essere prodotte all'esterno in modo più
competitivo, concentrandosi invece su quelle in cui vi siano competenze
distintive ben evidenti e non riproducibili altrove.
È
evidente che nel corso di questo processo la grande impresa si "snellirà",
nel senso che avrà meno dipendenti in organico, mentre i compiti della
direzione assumeranno sempre più funzioni di regia differenti da quelle
tradizionali; ma non è affatto detto che la sua forza complessiva, in termini
di network che essa
"comanda", sia destinata a diminuire.
Oggi
il business dell'impresa ha nuovi
confini; outsourcing,
terziarizzazione, specializzazione ed internazionalizzazione sono parole
d'ordine che devono essere prese seriamente in considerazione da tutte le
aziende, se si vuole aumentare l'efficienza complessiva del sistema produttivo.
In
quest'ottica le aziende sono obbligate a rivedere quale debba essere la propria
configurazione. Normalmente questo ripensamento porta a quattro conclusioni:
1.
il business è più globale di
quanto non si pensi;
2.
il prodotto è sempre più servizio ed il servizio è sempre più
integrato;
3.
le funzioni interne che possono essere fatte fare da altri sono
moltissime;
4.
ci sono molti nuovi business:
una volta che l'azienda si sarà alleggerita delle funzioni delegabili
all'esterno, si potranno perseguire anche i business
che sono potenzialmente presenti nei servizi interni.
