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Fonte,
Radio Vaticana, 6 agosto 2008
Ascolta il servizio di
Amedeo Lomonaco
E’
importante che la Cina si apra al Vangelo: così
il Papa in visita presso la casa natale di San
Giuseppe Freinademetz, missionario verbita in
terra cinese
La
Cina e San Giuseppe Freinademetz, evangelizzatore
nel Paese asiatico per quasi 30 anni, sono stati
al centro della visita di Benedetto XVI, ieri
pomeriggio ad Oies, in Val Badia, alla casa natale
del missionario canonizzato da Giovanni Paolo II
nel 2003. In questo luogo, diventato meta di tanti
pellegrini e devoti provenienti da ogni parte
dell’Europa e del mondo, il Papa ha sottolineato
l’importanza per la Cina di aprirsi al Vangelo.
Il servizio di Amedeo Lomonaco:
(musica)
La strada percorsa da San Giuseppe Freinademetz,
partito nel 1879 da Oies - paese incastonato tra
le montagne della Val Badia - per tradurre in Cina
la propria vocazione missionaria, è anche un
segno per il futuro della Chiesa. Il Papa,
riferendosi a questa straordinaria figura di
missionario in terra cinese, ha ricordato
l’attuale fase storica della Cina:
“Un Santo di grandissima attualità:
sappiamo che la Cina diventa sempre più
importante nella vita politica, economica e anche
nella vita delle idee. E’ importante che questo
grande Paese si apra al Vangelo”.
San Giuseppe Freinademetz – ha osservato il
Papa – “voleva non solo vivere e morire come
cinese, ma anche in Cielo rimanere cinese: così
si è idealmente identificato con questo popolo,
nella certezza che esso si sarebbe aperto alla
fede in Gesù Cristo”. Preghiamo – ha aggiunto
Benedetto XVI – che sia un incoraggiamento ad
“andare verso Cristo perché Lui solo, Cristo,
può unire i popoli, può unire le culture”:
“E San Giuseppe Freinademetz ci mostra che
la fede non è una alienazione per nessuna
cultura, per nessun popolo, perché tutte le
culture aspettano Cristo e non vanno distrutte dal
Signore: giungono anzi alla loro maturità”.
Il Papa si era soffermato sulla Cina anche
domenica scorsa dopo l’Angelus, quando ha
rivolto il proprio saluto agli organizzatori e
agli atleti delle Olimpiadi che si apriranno
venerdì a Pechino. Il Papa ha auspicato, in
quell’occasione, che i Giochi Olimpici offrano
“alla comunità internazionale un valido esempio
di convivenza tra persone delle più diverse
provenienze, nel rispetto della comune dignità”.
(musica)
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