GIORNATA
INTERNAZIONALE DELLA NON VIOLENZA (2/10/2007)
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Ascolta il servizio di Amedeo Lomonaco
Si
celebra oggi, nell'anniversario della nascita di Gandhi, la
prima Giornata internazionale della Non Violenza indetta
dall'ONU. Un commento di Staffan de Mistura
A
distanza di 138 anni dal 2 ottobre del 1869, data della
nascita di Gandhi, si celebra oggi, per la prima volta, la
Giornata internazionale della Non Violenza indetta
dall’ONU. Gandhi, “personificando la non violenza nella
vita di tutti i giorni - scrive nel messaggio per questa
Giornata il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban
Ki-moon - ha ispirato innumerevoli persone a condurre
un’esistenza migliore e più significativa”. Il servizio
di Amedeo Lomonaco:
“Le Nazioni Unite sono state create nella speranza che
l’umanità non solo mettesse fine alle guerre, ma potesse
un giorno renderle inutili”, diffondendo “la cultura
della pace, promuovendo la tolleranza e migliorando la
dignità umana”. Questi ideali - scrive Ban Ki-moon - sono
gli stessi lasciati in eredità da Gandhi: il suo impegno
pacifico - si legge nel documento - e l’ispirazione nata
dai suoi insegnamenti oggi sono sempre più necessari. Ci
sono infatti comunità, osserva Ban Ki-moon, “sempre più
invischiate nell’intolleranza e nelle tensioni tra
culture”, segnate da estremismi e ideologie violente. Oggi
- spiega ancora il segretario generale dell’ONU - “c’è
un gran bisogno di contrastare queste tendenze e promuovere
una reale tolleranza”. Sull’importanza del dialogo e del
rispetto reciproco, ascoltiamo Staffan de Mistura,
recentemente nominato inviato speciale delle Nazioni Unite
in Iraq:
R. - Noi abbiamo visto quante volte l’ONU sia utile a
facilitare il dialogo, la conoscenza tra una parte e
l’altra, il mutuo rispetto; è un grande contributo ad
evitare che dei piccoli conflitti, o grette tensioni
territoriali, si trasformino in una situazione di guerra. In
fondo, la guerra è un terribile fallimento: è un terribile
fallimento della diplomazia, è un terribile fallimento di
tutti coloro che vorrebbero vedere una soluzione a un
problema. La guerra non pone altro risultato che tragedie e,
in questo senso, la violenza, è spesso nient’altro che un
sintomo di una malattia molto grave. La violenza si può di
nuovo evitare se si parla e si dialoga. Da qui deriva il
dialogo tra civiltà, dialogo tra nazioni. La funzione
dell’ONU, con tutti i suoi grandi limiti e difetti, rimane
quindi essenziale.
Di recente - aggiunge poi nel messaggio Ban Ki-Moon
riferendosi alla situazione in Birmania - “siamo stati
testimoni della forza usata contro manifestanti disarmati e
non violenti”. La non violenza spaventa e scandalizza
regimi e sistemi autoritari. Lo stesso Gandhi, che rifiutava
la violenza in quanto fonte di altra violenza, fu
assassinato il 30 gennaio del 1948. Diceva sempre che si
deve imparare a trattare gli altri come si vorrebbe essere
trattati. Questo insegnamento rimane il vero messaggio, già
lanciato da Gesù, per costruire realmente un mondo di pace.
Amedeo Lomonaco per la Radio
Vaticana, 2/10/2007

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