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IL PROGRAMMA DI MOSE' E LA GLOBALIZZAZIONE 

Dall'annuncio "andate e annunciate la buona novella a tutti gli uomini" (cfr. Matteo, 28, 19-20; Marco 16, 15-16; Atti degli Apostoli 1,8) si ricava il mandato da cui la Chiesa trae origine e destino; cattolica, ovvero universale e quindi anche globale tanto da poter dire di se stessa che o sarā globale o non sarā affatto. La Chiesa cattolica si configura strutturalmente e da sempre come "globale", a partire dai capisaldi stessi della sua fede e della sua vita e missione. Essa professa la fede in un unico Dio Creatore e Padre, sicchč tutti gli uomini formano una singolarissima unitā, in forza non solo della comune natura umana ma anche della comune chiamata a diventare figli di Dio. La Chiesa crede in Gesų Cristo come unico e universale Salvatore: č lui - secondo la fede cristiana - a vincere la disgregazione del male morale e ad operare la riconciliazione degli uomini con Dio, tra di loro e con il creato, generando cosė nella storia una rinnovata umanitā. La Chiesa č cosciente di aver ricevuto una missione veramente globale, secondo le stesse parole di Gesų Criso: "Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura."

Questa vocazione alla missione "globale" della Chiesa č confermata dal programma di salvezza e uguaglianza affidato da Dio a Mosč.

Il programma puō essere riassunto - secondo uno dei migliori biblisti americani - in tre parole:

 

  1. Dio sogna una economia di uguaglianza, dove i beni di questo mondo vanno a beneficio di tutti. Ma per avere una economia di uguaglianza, occorre avere una politica di giustizia. E per avere questo abbiamo bisogno di una esperienza religiosa in cui Dio non č il Dio del sistema, ma č Il dio delle vittime. E Mosč č l'inviato da Jahvč per andare in Egitto. L'Egitto č il simbolo di ogni impero. Guardate che le differenze fra l'impero del denaro e quello egiziano non sono molte. In Egitto costruivano piramidi, ed il sistema faraonico imperiale era piramidale. In cima alla piramide vi era un 10% composto da faraoni, sacerdoti, principi - un 10% di pance piene - a spese di un 90% di pance vuote. Guardate che le piramidi non le hanno costruite i faraoni, ma il 90% formato dagli schiavi.

  2. E demanda ad una politica di oppressione, una economia di opulenza dove il 10% delle persone vive da nababbi, demanda necessariamente ad una politica di oppressione. Non ci si scappa. Era cosė per i faraoni, era cosė Babilonia, era cosė Roma. La Roma imperiale era guidata dal 10% degli abitanti. Nel momento d'oro c'erano un milione di abitanti - ed il 90% erano schiavi. Una economia di opulenza demanda sempre ad una politica di oppressione.

  3. E questo demanda, seconda conclusione, ad una religione in cui Dio č prigioniero del sistema, degli dei e dei faraoni. Una religione che č funzionale al sistema, che ci convince che il nostro mondo sia il migliore, il pių bello.

Mosč arrivō con un sogno, di una economia di uguaglianza, una politica di giustizia, una religione in cui Dio č libero. E proprio perché č libero non puō essere il Dio del sistema, ma č il Dio nomade, il Dio delle vittime. Nasce uno scontro inevitabile fra il sogno di Dio ed il sogno del faraone.


L'esodo ci proclama che Dio ha vinto, con toni epici. Dio vince il faraone, vince il mare - simbolo del caos, delle forze caotiche - vince l'esercito del faraone. E questo piccolo clan di Mosč va verso una esperienza nuova.


Questo popolo unendosi facilmente ad altre tribų che si erano ribellate alle cittā stato, ha visto in questa esperienza mosaica, che si era purificata nel deserto, in questa esperienza di Jahvč, il Dio delle vittime, il Dio delle vedove; un Dio che viene in questa terra e tenta di riesprimere questo sogno in termini concreti, con una economia di uguaglianza.


Tutta la terra č divisa equamente fra le famiglie: la terra non si capitalizza. Come la manna nel deserto - simbolo di Mosč - se tu raccoglievi troppo cibo, esso marciva.
I beni di questo mondo sono al servizio di tutti e non di pochi. E' una economia di uguaglianza che demanda ad una economia di giustizia. Nella lega delle 12 tribų non c'era un potere centrale, non c'era un re. La politica era fatta alla base, dal consiglio di anziani, era un potere che nasceva da basso.


C'era una esperienza religiosa essenzialmente vissuta: una volta all'anno si celebrava la Pasqua, con la promessa dell'Alleanza del sapere che questo Dio č il Dio dei poveri, dei miserabili, delle schiave, delle vedove. E' il Dio della vittima di questo sistema. Ecco il cuore dell'esperienza.

 

 

 

 

 

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