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Vandana
Shiva |
Monoculture
e monopoli simboleggiano la mascolinizzazione dell’agricoltura
e la mentalità di guerra
alla base dell’agricoltura militare-
industriale è evidente nei nomi assegnati agli erbicidi che distruggono le basi
economiche per la sopravvivenza delle donne più povere nelle aree rurali del
terzo mondo.
Gli
erbicidi prodotti dalle imprese Monsanto sono battezzati “Farla finita”,
“Machete” ecc. Un’altra ditta,
l’American Home Products chiama
i suoi erbicidi “Pentagono”,
“Squadrone”, “Vendetta” ecc.
Questo
è linguaggio di guerra non di sostenibilità, la sostenibilità si basa sulla
pace con la terra.
I
prodotti Monsanto quando vengono introdotti nei sistemi agricoli del terzo mondo
portano ad un aumento nell’uso dei prodotti chimici e quindi ad un maggior
numero di problemi ambientali. Essi
distruggono la biodiversità che rappresenta la base per il sostentamento delle
donne in ambito rurale.
Ciò
che per Monsanto sono erbacce da sterminare per le donne del terzo mondo sono
cibo, foraggio e medicine.
Così,
mentre i mercati crescono per Monsanto, si riduce l’abbondanza della natura e
quella a disposizione degli agricoltori.
Per
millenni le donne hanno mantenuto la continuità dei semi nonostante
guerre, inondazioni e carestie,
la mascolinizzazione della biodiversità ha portato ad utilizzare tecnologie
violente che impediscono ai semi di germinare in tempi di raccolto.
Tecnologia
da loro stessi descritta come “Terminator Tecnology”
, mentre
quando seminiamo noi preghiamo
“possa questo seme essere eterno”, Monsanto e il dipartimento
dell’agricoltura degli Stati Uniti ripetono “che questo seme sia sterminato
in modo che i nostri profitti e il monopolio siano eterni”.
È
una violenza che si contrappone alle diverse vie nonviolente delle donne di
conoscere la natura e garantire la sicurezza alimentare per loro stessi, i loro
figli e le generazioni a venire.
Cenni
biografici: Vandana Shiva, indiana, è
laureata in Fisica Nucleare è direttrice
della Fondazione per la Ricerca, la scienza e la tecnologia applicata alle
risorse naturali rispettose
dell’eco-sistema. La fondazione ha sede a New Delhi.
Nel
’91 ha fondato ”Navdanya”, movimento che si batte per la difesa della
biodiversità e dell’agricoltura autoctona. Ha partecipato come militante alla
resistenza delle contadine del movimento Chipko
(Abbraccio) che nell’ Imalaya si oppose alla monocultura del pino. Animatrice
di grandi battaglie ecologiche, ha vinto la battaglia contro le multinazionali
che volevano brevettare il “Neem”, pianta medicinale usata da sempre dalla
popolazione indiana che rischiava di diventare proprietà privata.
Altre
battaglie vinte: contro il glutaminato monosodico,
giudicato molto pericoloso a livello mondiale e usato come additivo nei polli
che la kentucky Friend Chicken, consociata alla Pepsi, intendeva somministrare
attraverso l’apertura di 30 fast food;
Anche Mcdonald’s si è fermata nella
ricerca di espansione nel mercato indiano dopo i blocchi stradali
per liberare le mandrie prima che esse giungessero ai macelli. Vandana
Shiva è anche tra le protagoniste della rete internazionale di associazioni e
singoli individui che studiano le relazioni Nord-Sud del mondo: Twn, ha sede a
Penang, Malesia.