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IL MOBBING (14/04/2003)

 

Ascolta il servizio di Amedeo Lomonaco sul mobbing

 

Cuore in pericolo per le vittime di mobbing. Ingiustizie e discriminazioni in ufficio, ma anche ansia, malinconia, stress e isolamento sociale moltiplicano il rischio di malattie cardiovascolari. E’ questo il quadro tracciato durante il primo Meeting mediterraneo di cardiologia, svoltosi a Taormina dal 10 al 12 aprile. Il termine mobbing, proveniente dalla lingua inglese e precisamente dal verbo to mob, che significa attaccare, assalire, si riferisce originariamente al comportamento di alcune specie animali che sono solite circondare minacciosamente un membro del gruppo per allontanarlo. 

Ma il mobbing si manifesta con gravi ripercussioni anche nella società umana. Sul significato di questo fenomeno ascoltiamo al microfono di Amedeo Lomonaco uno studioso del mobbing, l’ispettore generale dell’Inps, l’Istituto nazionale di previdenza sociale in Italia,  Guido Mancinelli: 

R. – Nella società umana esistono problemi di aggressioni psicologiche, di comportamenti vessatori, che si riscontrano nel mondo del lavoro con moltissima frequenza. In realtà abbiamo degli attori: uno è il ‘mobbizzato’, che è la vittima del mobbing, e l’altro è il ‘mobber’. Il ‘mobber’ è colui che pone in essere queste azioni ‘mobbizzanti’. Si tratta molte volte di un collega o di un superiore della vittima. Sono comportamenti che il ‘mobber’ usa per allontanare questo membro dal luogo di lavoro e per indurlo al licenziamento. 

D. – Come si manifesta, dunque, il mobbing nei luoghi di lavoro? 

R. – Le espressioni sono molteplici e si traducono in un danno psichico per una dequalificazione forzata in attività. Ci può essere uno stress psicofisico che viene accusato dal lavoratore per il super lavoro. Ci possono essere molestie sessuali oppure il disconoscimento del datore di lavoro di meriti e di diritti.  

D. – Il mobbing viene esercitato soprattutto sui lavoratori della pubblica amministrazione, ma anche delle istituzioni, dei partiti e delle forze armate. Qual è la causa di questa diffusione così ampia? 

R. – E’ sempre la soggezione del sottoposto al superiore, soprattutto nella vita militare. Non dimentichiamo che fino a poco tempo fa si sentiva parlare spesso di fenomeni di ‘nonnismo’. Poi, soprattutto nelle comunità, c’è una gerarchia che è abbastanza predominante. 

D. – Analizziamo ora il rapporto tra la giurisprudenza ed il mobbing. Quali sono gli strumenti giuridici a tutela del lavoratore? 

R. – Gli strumenti giuridici a tutela del lavoratore sono molteplici in questo campo. Ci si può rivolgere direttamente al giudice del lavoro per cercare di avere giustizia. Nel diritto del lavoro non sono espressamente previste e regolamentate le persecuzioni psicologiche. Questo però non deve comportarne la impunibilità per coloro che si rendono colpevoli di questo comportamento.

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Per la Radio Vaticana, Amedeo Lomonaco (14/04/2003)

 

 

 

 

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