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RIUNIONE DEI MINISTRI DEGLI ESTERI DEI PAESI DEL G8 (23/06/2005 )

Fonte: Radio Vaticana, 23 giugno

I ministri degli Esteri degli otto Paesi del G8 si incontrano oggi a Londra per preparare il vertice dei capi di Stato e di governo che si terrà a Gleneagles, in Scozia, dal sei all’otto luglio. Tra i temi in discussione: il Medio Oriente, l’Afghanistan, la povertà in Africa e la regolamentazione della vendita delle armi ai Paesi in via di sviluppo. E proprio a questo proposito, organizzazioni non governative come Amnesty International hanno lanciato un appello ai Grandi del G8, invitandoli a prendere misure opportune per ridurre il fenomeno. Ascoltiamo da Londra Sagida Syed: 

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Ogni minuto, una mano armata uccide un essere umano. Di solito si tratta di armi acquistate legalmente o illegalmente da una qualche potenza del G8. Le cifre parlano chiaro: circa l’80 per cento di tutto il commercio mondiale di armi fa capo alle 8 super potenze, che trovano Paesi pronti all’acquisto soprattutto tra quelli più poveri e laddove vengono regolarmente violati i diritti umani: tra di essi, il Sudan, il Congo, la Colombia, le Filippine, ma anche l’Arabia Saudita, il Pakistan e la Cina. Granate, munizioni, mine e bombe a mano, e quant’altro si può immaginare, vengono vendute a Paesi infestati da guerriglie e lotte fratricide. I ministri degli Esteri delle super potenze, riuniti oggi a Londra, cercheranno di trovare un accordo per una regolamentazione della vendita di armi per poter spianare la strada al vertice in Scozia. Altrimenti, come ricorda il segretario generale di Amnesty International, è inutile cancellare i debiti a questi Paesi, se non si creano le basi per la crescita economica. La vendita di armi che genera guerra e instabilità politica sarebbe una vera contraddizione per i leader del G8. 

Da Londra, per la Radio Vaticana, Sagida Syed.

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Fonte: Radio vaticana, 24 giugno   

L’Iraq, ma anche il Medio Oriente e l’Afghanistan, sono stati al centro dei lavori a Londra, dei ministri degli Esteri dei Paesi del G8. Dalla capitale britannica, Sagyda Syed:

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Fittissima l’agenda dei ministri degli Esteri del G8, che si sono incontranti ieri a Londra. Tra i temi più discussi figurano l’Afghanistan e la coltivazione di oppio, ancora unica fonte di reddito per gran parte della popolazione. Ci si è trovati d’accordo per aiutare il governo a promuovere un nuovo tipo di economia. Sulla questione mediorientale, il ministro britannico Jack Straw, ha espresso totale appoggio del G8 alla Road Map e al ritiro degli insediamenti ebrei da Gaza. Ma ha anche espresso preoccupazione per l’alto rischio della transizione. L’Iraq ha poi destato l’interesse di tutti. I ministri si sono dichiarati favorevoli a continuare il sostegno al nuovo governo pur limitando al minimo le interferenze straniere. E sull’Iraq ha parlato anche il ministro Gianfranco Fini, rispondendo ai giornalisti. Ha ribadito che le forze italiane resteranno fino a quando lo richiederà il Paese stesso, facendo capire che il giorno del ritiro non è ancora vicino. Sulla questione europea, Fini si è espresso positivamente sul programma britannico esposto ieri da Tony Blair a Bruxelles per la presidenza dei prossimi sei mesi. Ha aggiunto che “non si possono ignorare i problemi scaturiti dall’ultimo Vertice dei 25 la settimana scorsa. Sulla Turchia, Fini ha detto ‘sì’ all’entrata del Paese in Europa, ma ha detto ‘no’ ad un ritorno alla vecchia Lira.

Da Londra, per la Radio Vaticana, Sagida Syed.

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