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La
Mesopotamia,
il territorio bagnato dal Tigri e dall'Eufrate, fu
abitata da diversi popoli. Per primi vi giunsero,
attorno alla meta' del IV millennio, i Sumeri, un
pacifico popolo di contadini, che creo' numerose
citta'-stato. Sconfitti dagli Accadi di Sargon il
Grande, i Sumeri, sul finire del III millennio,
ripresero il sopravvento ma furono poi sottomessi
definitivamente da un popolo semitico, i
Babilonesi. Tra i re di questo popolo si distinse
Hammurabi, al quale si deve il primo codice di
leggi. Piu' tardi, un nuovo popolo semitico, gli
Assiri, conquisto' la Mesopotamia; e sotto il re
Assurbanipal raggiunse un'immensa estensione
territoriale. |
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La
loro crudelta' spinse pero' i Babilonesi a
sollevarsi e a dar vita al secondo impero
babilonese che, pur di breve durata, ebbe con il
re Nabucodonosor un periodo di grandezza, finche'
nel 538 a.C. con la caduta di Babilonia in mano ai
persiani di Ciro, la civilta' mesopotamica ebbe
fine. |
Sumeri
La
scrittura venne inventata dai Sumeri, in Mesopotamia,
attorno al 3.300 avanti Cristo, come risposta alle
esigenze economico-amministrative delle nascenti città-Stato
dei Sumeri. I Sumeri erano eccellenti matematici. Erano in
grado di calcolare le potenze di un numero, di estrarne la
radice, e sapevano risolvere equazioni anche con due
incognite.Scrivevano i numeri già dal 5000 a.C. e, quando
furono conquistati da una popolazione semitica e fu
fondato l'Impero Babilonese, il loro sistema di
numerazione non subì mutamenti. Hanno lasciato, impresse
sull'argilla, molte tavole matematiche, usate per il
calcolo; in un documento di scrittura cuneiforme c'è
addirittura, a testimonianza dello sviluppo
dell'aritmetica commerciale, una formula per calcolare un
interesse composto del 20% in un determinato periodo di
tempo. I sumeri, per scrivere i numeri, usavano soltanto
due simboli, che rappresentavano rispettivamente la decina
e l'unità. Ciascun numero, da 1 a 59, era scritto con una
combinazione di questi simboli. Organizzarono il loro
sistema di numerazione anche in forma sessagesimale e, per
il 60, usarono lo stesso simbolo che usavano per indicare
l'unità; per distinguere i due segni inventarono il
sistema posizionale, lasciando dello spazio tra i simboli
che rappresentavano il 60 e quelli che rappresentavano
meno di 60. Del sistema di numerazione a base 60 rimangono
tracce anche oggi nella suddivisione dell'ora in minuti e
nella misurazione degli angoli. L’invenzione
dell’aratro è avvenuta nel paese dei Sumeri, nel sud
della Mesopotamia, durante i secoli che precedettero
l’inizio della civiltà urbana.Verso il 3500 a.C.,
infatti con le prime tavolette pittografiche di Uruk
appare già il disegno schematico di un aratro. Attraverso
successive semplificazioni l’ideogramma
dell’aratro diventerà uno dei segni della
scrittura cuneiforme.
La più antica storia dell’aratro è ricostruibile
grazie alle raffigurazioni dei sigilli mesopotamici, alle
pitture, ai bassorilievi e ai modellini in legno egizi e a
quelli in terracotta ciprioti, all’arte rupestre
scandinava e alpina. Nessun aratro del IV e del III
millennio a.C. si è conservato.
Dalla Mesopotamia l’aratro si è diffuso verso
l’Egitto e poi verso l’Europa.
Nella scrittura egizia più antica il segno
dell’aratro manca, mentre ritroviamo i segni della zappa
e della falce. Ciò significa che quando si è formata la
scrittura egizia, alla fine del IV millennio, l’aratro
non era ancora conosciuto nella terra del Nilo.
Babilonesi
La civiltà
babilonese lega le proprie origini ed il proprio splendore
alla città di Babilonia, che letteralmente significa
"porta del dio ",
sulla cui fondazione aleggiano svariate ipotesi, secondo
quanto ci hanno tramandato le fonti storiche più
accreditate: Erodoto, Diodoro Siculo, Strabone, Flavio,
Berosso, vari libri della Bibbia e testi cuneiformi
babilonesi.
Divisi in
Accadi a N e Sumeri a S, i Babilonesi furono vinti
dai Semiti il cui re Sargon fondò la città di Babilonia.
I babilonesi, vinti dai Gutei nel II millennio a. C.,
risorsero con il re Hammurabi, ma dovettero cedere
all'invasione cassita e assira.
Hammurabi,
sesto re della prima dinastia di Babilonia, regnò dal
1792 al 1750 a. C. Dominò la regione della Mesopotamia,
estendendo il suo regno fino al medio Eufrate e fu autore
del più antico codice scritto di leggi, trovato inciso su
una stele con caratteri cuneiformi; cercò di unificare le
civiltà dei Sumeri, degli Accadi e degli Amorrei.
Gli
Ittiti
Verso
l'inizio del II millennio a.C., giunsero nelle zone
montuose tra l'Armenia e l'Asia Minore popolazioni
d'origine diversa da quella dei Semiti; si trattava degli
Indoeuropei provenienti dalle pianure della Russia
meridionale. Gli ittiti fondarono un impero con capitale
Hattusa, durato dal XVIII all'XI secolo. Gli Ittiti
fondarono un potente Stato militare che giunse fino
all'Egitto, ma che fu poi sommerso dagli Assiri.
Gli
Ebrei
Gli
Ebrei, guidati dal patriarca Abramo, si spostarono
all'inizio del II millennio a.C. dalla Mesopotamia in
Palestina, dove formarono una comunita' che non conosceva
differenze di classe, unita dalla forza di un'unica
religione.
Travolti
dall'invasione degli Hyksos e trascinati in Egitto, vi
rimasero in stato di schiavitu' per circa quattro secoli.
Dall'Egitto li libero' Mose' e il successore di lui,
Giosue', che li ricondusse in Palestina.
Organizzati
dapprima in una federazione di dodici tribu' e poi in
regno unitario, gli Ebrei ebbero come primo re Saul, al
quale succedette Davide, che conquisto' Gerusalemme. Sotto
Salomone il regno ebraico raggiunse la massima estensione
e alla morte di lui fu diviso nei regni d'Israele e di
Giuda. Fu l'epoca dei Profeti, tormentata da continue
lotte interne, finche' i due regni caddero in mano degli
Assiri prima e dei Babilonesi poi, che ne deportarono gli
abitanti in Mesopotamia. Il re persiano Ciro concesse agli
Ebrei di tornare in Palestina. Dopo la conquista romana si
accentuo' il fenomeno della dispersione degli Ebrei nel
mondo.
Assiri
Antico
popolo abitante l'Assiria, comprendente l'alta valle del
Tigri fino alle montagne dell'Armenia e le valli del
Grande e Piccolo Zab. Liberatasi dalla soggezione a
Babilonia la popolazione assira ebbe il suo primo grande
re in Adad-Nirari I; Tukulti Ninurta I conquistò
Babilonia mentre Tiglatpileser I fu il vero fondatore
dell'impero assiro ed estese i suoi possessi sino al
Mediterraneo. Con Assuruballit (611-606) si chiude il
periodo dell'indipendenza assira.
I
Fenici
Gia' 2000
anni prima di Cristo, nella stretta fascia costiera tra i
monti del Libano e il mediterraneo, erano attive le grandi
citta' dei Fenici, un popolo di navigatori. Ogni citta'
fenicia aveva un proprio re e un governo autonomo e ognuna
aveva fondato proprie colonie commerciali, spesso tra loro
in concorrenza. Dopo l'invasione dei "popoli del
mare", la Fenicia fu assalita prima dagli Assiri, poi
dai Babilonesi, che cercavano uno sbocco sul mare.
Infine,
come era accaduto per gli Ebrei, anche i Fenici trassero
giovamento dalla conquista persiana dell'Oriente e
poterono riprendere con una certa liberta' i propri
traffici. Si deve infine ricordare che ai Fenici va il
merito dell'invenzione dell'alfabeto che, attraverso i
Greci, e' giunto sino a noi.
I
Persiani
Sull'altopiano
iranico giunsero, verso il 2000 a.C., alcune popolazioni
indoeuropee tra le quali emersero prima i Medi, che
abbatterono l'impero assiro distruggendo Ninive, poi i
Persiani che sotto la guida di Ciro il Grande sottomisero
tutto l'Oriente antico. Con il successore di Ciro, Cambise,
l'impero persiano comprese anche l'Egitto.
Il piu'
grande dei re persiani fu forse Dario, successore di
Cambise, che consolido' l'unita' del regno dandogli una
solida organizzazione statale. Egli ingrandi' l'impero a
nord e porto' a termine la conquista dell'Egitto, dove
fece costruire un canale che univa il mar Rosso al
Mediterraneo, come il moderno canale di Suez. Dario venne
pero' in urto con la nascente potenza greca, dalla quale
fu sconfitto; e cosi' Serse, suo successore. Cio'
determino' una grave crisi dell'impero persiano che nel
330 a.C., dopo un secolo di gravi lotte interne, fu
conquistato da Alessandro Magno.
La
raffinata civilta' persiana tuttavia non ando' del tutto
perduta, ma entrata in contatto con quella greca nel nuovo
grande impero di Alessandro, la influenzo' e modifico'
portando il suo contributo d'arte e di pensiero.
I
Cretesi
Nel III
millennio a.C. un popolo di incerta origine si stabili'
nell'isola di Creta, dando vita a una pacifica civilta'
marinara, dominata da una ristretta aristocrazia e
governata da un solo re. L'influenza della civilta' egea
raggiunse presto le coste continentali.
Intorno
al 1750 a.C. pero' una rivoluzione sociale, unita a
calamita' naturali, provoco' una vera catastrofe, dalla
quale tuttavia il nuovo regno cretese risorse piu'
splendido del precedente, a giudicare dalle rovine del
grandioso palazzo di Cnosso.
In questo
periodo l'influenza cretese, commerciale e politica, sotto
la guida della dinastia dei re Minosse aumento'
notevolmente, finche' una nuova catastrofe, dovuta forse
all'invasione di un popolo straniero, probabilmente gli
Achei, provenienti dalla penisola greca, non distrusse per
sempre, sul finire del 1400 a.C., la civilta' cretese.