L'IMPEGNO
DEI PADRI MERCEDARI CONTRO LE SCHIAVITU' MODERNE (17/01/2006) |
Ascolta il
servizio di Amedeo Lomonaco
SULLE
MODERNE FORME DI SCHIAVITÙ E SULL’ATTIVITÀ DEI
RELIGIOSI MERCEDARI, TAVOLA ROTONDA PRESSO LA NOSTRA
EMITTENTE
-
Interviste con padre Lai e padre Damase -
L’attività
di mercanti di schiavi non si è mai fermata. Gli schiavi
esistono ancora. E’ il tema affrontato nell’incontro
tenutosi stamani nella sede della nostra emittente per
presentare due progetti a cura dei padri Mercedari in
Sudan e in Burundi. Il servizio di Amedeo Lomonaco:
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Da
circa 800 anni i religiosi Mercedari combattono contro la
schiavitù. Quando il loro Ordine è stato fondato, nel
1218 per opera dello spagnolo San Pedro Nolasco, i padri
mercedari riscattavano i cristiani schiavi nei Paesi
musulmani. Oggi sono altre le catene da spezzare ma la
dedizione e la missione non sono cambiate. Ascoltiamo
padre Dino Lai, padre mercedario responsabile del Centro
Oasi, Opera
Assistenza Scarcerati Italiani:
“Oggi
i padri Mercedari si interessano in modo particolare di un
tipo di catene, ed è quello della schiavitù del carcere,
schiavitù del bisogno. Quelli che ruotano attorno alla
nostra opera sono gli immigrati, quelli che provengono dal
carcere e quelli che - io dico sempre - nessuno vuole”.
Tra
le moderne forme di schiavitù, quelle più drammatiche si
consumano all’ombra di tragici conflitti. E’ questo il
caso di milioni di uomini e donne in Africa, ai quali il
mercedario burundese, padre Damase ha dedicato il libro
“Il dramma dei Grandi Laghi, abbozzo di una teologia
Bantù della sofferenza”. Ma da questo dolore – spiega
padre Damase – i popoli africani possono uscire per
vivere in una nuova era di pace. Ascoltiamo la sua
testimonianza:
“In
Burundi adesso c’è la speranza perché i soldati
ribelli che tempo fa erano nemici, adesso hanno formato un
Esercito nazionale. Ci sono segni di speranza. La gente è
stanca della guerra. La guerra è una conseguenza della
schiavitù dell’uomo, dell’egoismo: l’uomo vuole
tutto per sé, senza condividere quanto ha con gli
altri”.
Dopo
la presentazione del libro di padre Damase, è stato anche
illustrato il progetto per la realizzazione a Karthoum, in
Sudan, di un centro di accoglienza per bambini soldato
riscattati dai gruppi armati musulmani.
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Amedeo Lomonaco per la Radio Vaticana -
17/01/2006

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