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INTERVISTA CON IL VESCOVO DI TREVISO SULL'INCONTRO DEL PAPA CON IL CLERO

Ascolta il servizio di Amedeo Lomonaco 


Radio Vaticana, 23 luglio 2007

Cresce intanto l’attesa per un importante appuntamento: si tratta dell’incontro di Benedetto XVI con il clero delle diocesi di Treviso e Belluno-Feltre, che si terrà domani mattina alle 11 nella chiesa di Santa Giustina, ad Auronzo di Cadore. Sul significato di questo incontro, al quale parteciperanno oltre 400 sacerdoti, ascoltiamo al microfono di Amedeo Lomonaco, il vescovo di Treviso, Andrea Bruno Mazzocato:

R. - E’ un incontro molto atteso vista la risonanza, l’importanza, che ha avuto quello dell’anno scorso in Val d’Aosta. E’ uno dei desideri che i sacerdoti avevano espresso immediatamente. Sarà un incontro prima di tutto in un clima di comunione, di preghiera e anche di desiderio di ascoltare direttamente il Santo Padre su alcuni aspetti cruciali, oggi, del ministero sacerdotale.
 
D. - Come si svolgerà esattamente questo incontro: sarà un confronto con domande e risposte o ci saranno altre modalità?

R. - Si ripete la formula della domanda e risposta. Quindi, ci sarà prima un momento di preghiera con l’Ora media e poi il Santo Padre ha dato disponibilità a rispondere a delle domande, rivolte in parte da sacerdoti di Treviso e in parte da sacerdoti di Belluno-Feltre.
 
D. - I sacerdoti della diocesi di Treviso le hanno già indicato alcune delle domande che rivolgeranno al Papa?
 
R. - Li stanno ancora formulando, perché avevamo fatto un ventaglio abbastanza ampio mettendo a fuoco delle problematiche che sono attuali oggi per la nostra pastorale: l’immigrazione, la formazione dei giovani, le priorità di un ministero che, diventa sempre più impegnativo, e la famiglia. C’erano varie aree sulle quali adesso si stanno focalizzando alcune domande.
 
D . - Eccellenza, si sta per concludere il periodo di riposo del Santo Padre a Lorenzago di Cadore: quali sono le immagini di questo soggiorno, le parole pronunciate dal Papa, che sono rimaste più impresse nei fedeli e nella comunità della cittadina bellunese?
 
R. - Le immagini sono quelle, certamente, di un pastore che con molta immediatezza e umanità incontra le persone e con la stessa umanità incontra la singola persona, il gruppo e la massa di fedeli. Credo sia questa l’immagine che più resterà, smentendo, se ce n’era bisogno, certi clichés che tutti hanno visto essere ben lontani dal cuore e dalla personalità di Benedetto XVI. Poi credo che, non solo le parole, ma anche il suo godere della natura in maniera immediata sia un messaggio che resta vivo nelle nostre Dolomiti.


 

 

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