NUOVA
BEATA MARIA MERKERT (30/09/2007) |
Ascolta il servizio di Amedeo Lomonaco
Beatificata
in Polonia Maria Merkert, che ha dedicato la
propria vita ai poveri e ai sofferenti
Il
30 settembre del 2007 è stata proclamata beata a Nysa, in
Polonia, Maria Merkert, cofondatrice e prima superiora
generale della Congregazione delle Suore di Santa
Elisabetta. La cerimonia si è svolta nella chiesa dei Santi
Giacomo e Agnese ed è stata presieduta dal cardinale José
Saraiva Martins, prefetto della Congregazione delle Cause
dei Santi, che rappresenterà il Santo Padre. Il servizio di
Amedeo Lomonaco:
La nuova beata è nata il 21 settembre 1817 a Nysa, nella
regione della Slesia. L’atmosfera religiosa, che regnava
nella sua casa paterna, influì molto sulla sua formazione e
ispirò il suo servizio caritativo verso i bisognosi. Maria
Merkert, con costanza e grande gioia assisteva malati,
poveri ed emarginati. Nel 1842 fondò la Congregazione delle
Suore di Santa Elisabetta, approvata dal vescovo di
Breslavia nel 1859. Fu strumento nelle mani di Dio
mobilitando centinaia di cuori giovanili a soccorrere i
malati, a portare loro aiuto fraterno e sollievo nelle
sofferenze. Nel suo slancio caritatevole influì anche
l’essere nata in un territorio, la regione della Slesia,
dove la cultura slava e quella tedesca hanno trovato
importanti punti di incontro ma anche di frizione.
Ascoltiamo, al microfono di Beata Zajączkowska,
il cardinale José Saraiva Martins,
Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi:
R. - Certamente l’ambiente in cui si nasce e si cresce
ha una grande incidenza morale, spirituale. Perciò aver
vissuto in un contesto di incontro–scontro tra la cultura
slava e quella tedesca non può non aver generato nella
nuova beata, già da piccola, una mentalità aperta alla
luce del Vangelo ai diversi modelli culturali. E non può
averla pertanto portata a preferire la via dell’incontro a
quella dello scontro. In questo senso, si può dire
benissimo che la nuova beata è stata davvero un segno
profetico della solidarietà che supera tutte le frontiere
culturali, etniche e sociali.
Dedicò la propria vita all'attività caritatevole e
nelle persone bisognose vedeva le sofferenze del Signore. La
serva di Dio Maria Merkert viene chiamata “la samaritana
della Slesia”. Ma come interpretare oggi il suo messaggio?
Ancora il cardinale José Saraiva Martins:
R. - E’ un bel titolo essere chiamata la samaritana
della Slesia. Questo ci porta un messaggio quanto mai
importante ed attuale. Decidendo di curare le membra
sofferenti del corpo di Cristo, assistendo i malati, poveri
ed abbandonati nelle loro case e di prestar loro aiuto sia
materiale che spirituale la nuova beata ci invita a mettere
questo in pratica nella nostra vita il precetto
dell’amore, e in particolare, verso coloro che ne hanno più
bisogno. Ci invita a non dimenticare le parole di Gesù:
tutto quello che avete fatto a uno dei più piccoli dei miei
fratelli lo avete fatto a me. E questo è la più scottante
attualità perchè purtroppo, nella società odierna, si
dimentica troppo facilmente la categoria dei poveri. Sono
milioni di nostri fratelli che vivono in una situazione di
estrema povertà. Quindi il messaggio della nuova beata è
estremamente importante e molto attuale.
La nuova beata, scomparsa il 14 novembre 1872, oltre ad
attuare il carisma: “aiutare dove più è necessario
l’aiuto”, si impegnò poi nel dare alle proprie
consorelle un’istruzione adeguata e, soprattutto, una
formazione spirituale e morale, caratterizzata da profonda
umiltà. Il suo impegno caritatevole prosegue anche oggi: la
Congregazione delle Suore di Santa Elisabetta è fortemente
impegnata, infatti, nel dare il proprio contributo in questa
preziosa attività al servizio dei poveri e dei sofferenti.

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