LUOGHI,
CULTURE
E
GLOBALIZZAZIONE
(MASSEY - UTET) |
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Il rapporto tra il luogo geografico, la cultura e il
senso di identità era più semplice prima che i processi di globalizazione
mettessero in moto fenomeni economici e culturali nuovi e processi migratori
imponenti nelle zone del terzo mondo. L'affermarsi del concetto di globalità e
le sue forti ripercussioni su che cosa sia un luogo fisico e chi siano le
persone che vi abitano sono i temi di fondo di questo saggio di geografia. Le
migrazioni, il ritorno dei nazionalismi, i conflitti etnici sono visti come
manifestazioni dell'irregolarità e diseguaglianza nel processo di espansione
dell'economia. La globalizzazione non produce effetti negativi solo
sull'economia
globale,
creando
fatture
insanabili
e
disuguaglianze
intollerabili,
ma
anche
sulle
culture
che
di
fatto
vengono
private
di
una
completa
autonomia
completa.
Le
culture
piu'
deboli
sono
infatti
destinate
ad
essere
trasformate
o
addirittura
cancellate
dalle
identita'
culturali
piu'
forti.
Il
legame
tra
il
luogo
e
i
suoi
abitanti
tende
inoltre
a
diventare
sempre
più
complesso
e
tormentato
dalla
graduale
e
progressiva
diminuzione
del
senso
di
appartenenza
al
luogo
in
cui
si
vive.

Introduzione
Doreen Massey e Pat Jess
Quella odierna è un’epoca
in cui la globalizzazione pone una seria sfida al
significato di luogo e a quello di «cultura». Pur
accettando il fatto che la globalizzazione è disuguale,
irregolare e incoerente, non si può negare che negli
ultimi anni essa abbia avuto un ritmo più accelerato e un
impatto più profondo. Contatti, gerarchie di comando,
collegamenti personali, rapporti di potere e dominio
sociale si estendono sempre più sulla superficie del
pianeta. E in mezzo a questa interconnessione globale
vengono ristrutturati i luoghi e le culture; da un lato
vengono disarticolate coerenze precedenti, antichi
concetti di luogo sono interrotti da nuovi rapporti con un
mondo più lontano; dall’altro vengono vantate nuove
rivendicazioni sul carattere - per solito esclusivo - dei
luoghi e su chi appartiene a tali luoghi. Nel Baltico,
nell’Asia centrale, in quella che era la Jugoslavia,
sorgono nuovi nazionalismi. Le relazioni economiche
vengono riorganizzate in blocchi commerciali - nuovi spazi
con maggior libertà di movimento (per alcuni)
all’interno, ma con controlli più stretti tutto
intorno. Mentre le trattative in base all’Accordo
Generale su Tariffe e Commercio aprono i confini degli
stati di tutto il mondo ai traffici e agli investimenti,
alle comunicazioni e ai flussi di informazioni, e quindi
all’intensificarsi dello scambio culturale, i paesi del
primo mondo discutono sulle possibilità di elevare
ulteriormente le barriere al movimento internazionale dei
popoli.
Conclusione
[...]
In questo contesto, il
modo in cui pensiamo a luogo e cultura ed ai rapporti tra
i due è di centrale importanza. Le supposizioni che
facciamo circa le identità ed i significati di luoghi e
culture e sui rapporti tra i due avranno, implicitamente o
esplicitamente, un significato fondamentale nelle
discussioni che ci attendono. In questo volume abbiamo
cercato di rivolgerci a tutte e tre le questioni. Se mai
ebbe un valore pensare alle culture come poste unicamente
in luoghi specifici da cui trassero le loro radici, questa
opinione oggi è certamente aperta alla discussione. E se
mai vi fu una ragionevole generalizzazione per pensare ai
luoghi come prodotti culturalmente coerenti, anche questa
opinione oggi non è più sostenibile. Il rapporto tra
luogo e cultura, e la maniera in cui li concettualizziamo
entrambi in rapporto alla geografia, deve essere
ripensato, e noi qui abbiamo cercato di proporre alcuni
modi in cui questo può essere tentato.
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