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LINGUAGGIO GIORNALISTICO 

- SECONDA PARTE - 

 

Come scrivere

Generi giornalistici

Etica

Deontologia

COME SCRIVERE 

Il giornalismo anglosassone distingue formalmente 2 tipi di scrittura della notizia:

-          NEWS – o anche STRAIGHT o HARD NEWS – s’intende la cronaca basata sulle 5 w e semmai sulla H di how.

-          FEATURE – significa caratteristica di una cosa e indica l’aspetto speciale di qualcosa: i f. articles o le f. stories sono aspetti speciali della scrittura giornalistica in quanto vanno oltre la cronaca pura e semplice dei fatti. Le f. non sono mai fiction e anche se si propongono di divertire il lettore il loro scopo resta quello di informare.

Daniel Williamson individua 4 punti che distinguono le F. dalle N.:

1)       esigono una maggiore energia creativa consentendo maggiore libertà stilistica

2)       spesso sono meno obiettive poiché offrono al lettore impressioni che puntano a risultare emozionanti e coinvolgenti

3)       impongono al giornalista un difficile equilibrio tra intrattenimento e informazione.

4)       Devono offrire una lettura seducente e soddisfacente.

Per far si che un fatto sia ogg. di F. bisogna trovare la chiave che permetta di andare al di là della notizia pura e semplice. Si possono definire F. articoli che informano su avvenimenti reali oltrepassando i dati di cronaca e costruendo una storia nella quale si può cogliere anche l’atmosfera ed elementi in apparenza non registrabili. Le F. riguardano la condizione umana e la vita sociale. In Italia non c’è questa netta distinzione, tuttavia si è potuto stabilire una distinzione tra cronaca e storia.

 

GENERI GIORNALISTICI 

Il linguaggio giornalistico si distingue in generi:

1)       Notizia politica – pone due questioni specifiche: l’interpretazione dei fatti da parte del giornalista acquisisce un peso maggiore che nel trattamento di notizie non politiche poiché l’ogg. della notizia assume significato solo se letto alla luce del contesto politico; l’informazione riguarda una doppia funzione passiva e attiva, cioè di servizio x il lettore e di rappresentanza di opinioni, in quanto il giornale è strumento dell’opinione pubblica. 

2)       Notizia economica - i quotidiani generalisti forniscono informazioni di base sugli avvenimenti economici, mentre i giornali specializzati concentrano la propria informazione su dati, casi, circostanze e situazioni che appartengono direttamente alla natura finanziaria e alle implicazioni economiche degli avvenimenti. 

3)       Notizia di costume - rovescia uno stereotipo nel senso che i fatti diventano realmente materia giornalistica quando perdono la loro eccezionalità. Il protagonista è l’uomo medio. Il giornalismo di costume ha x ogg. avvenimenti che attestano come la realtà si va modificando o si è già modificata, non bisogna confondere ciò che provoca il fenomeno di costume con il fenomeno in sé. 

4)       Informazione culturale - il suo ambito non è facile da delimitare poiché è vasto il concetto di cultura ogg. di interpretazioni diverse. Per questo motivo sono avvenimenti culturali tutti gli elementi di vari linguaggi nei quali si rispecchia una concezione del mondo e che non si possono separare dalla storia della cultura. Rientrano nell’i. c. le arti, la letteratura, la musica, etc. . Agli occhi del cronista culturale questi campi si presentano sotto forma di specifiche attività intellettuali che presuppongono un’industria culturale. 

5)       Giornalismo sportivo - partendo dall’assunto che si può essere sportivi senza praticare uno sport l’informazione sportiva , nei quotidiani italiani, si è organizzata in funzione del pubblico degli sportivi. Tuttavia quando accadono episodi che fanno parte del mondo dello sport, ma escono dall’ambito agonistico x sconfinare in altri settori, le notizie vengono collocate fuori dalle pg sportive. 

 

LA DEONTOLOGIA 

Il termine deontologia, coniato da Jeremy Bentham, definisce la scienza di ciò che è conveniente affinché le azioni umane possano conseguire i piaceri ed evitare i dolori. Questo concetto si è sviluppato fino alla moderna definizione di d. come l’insieme dei doveri che riguarda una categoria di persone. La coscienza deontologica è connessa al linguaggio giornalistico. Il giornalista in quanto interprete dell’avvenimento deve conoscere e definire i margini di tale discrezionalità.  La questione deontologica + controversa è il conflitto tra diritto di cronaca e i diritti della persona. Il conflitto si può ricondurre a 2 questioni principali:

1)       fino a che punto l’interesse pubblico giustifica la diffusione di notizie che danneggino l’immagine e la reputazione di persone coinvolte in fatti di cronaca

2)       la libertà d’informazione e la notorietà di una persona possono consentire l’impiego di mezzi scorretti e ingannevoli x cercare una notizia?

X Norberto Bobbio è un diritto – dovere del giornalista dare tutte le informazione che contribuiscono ad accrescere la conoscenza della realtà sociale, politica e culturale da parte del pubblico. Tuttavia un conto è essere informati sui rischi del nucleare, un conto sui figli naturali di un pittore. Ci sono quindi notizie da dare e notizie da non dare tutelando soprattutto il diritto inalienabile della collettività. Indro Montanelli, portando ad ex la cruenta morte di Pasolini, spiegò come si limitò a lasciar capire i particolari senza spiegarli esplicitamente e criticò i giornalisti senzazionalisti che si giustificavano dietro l’oggettività e la completezza dell’informazione.  La carta dei doveri dei giornalisti italiani si articola in 4 punti fondamentali:

1)       DIRITTI DELLA PERSONA – si vieta qualsiasi tipo di discriminazione. Non si possono pubblicare notizie sulla vita privata delle persone. Si vieta di rendere nota l’identità di tre categorie di persone: i congiunti di persone coinvolte in casi di cronaca, le vittime di violenze sessuali e i collaboratori dell’autorità giudiziaria e delle forze di polizia (infami!)

2)       DOVERE DI RETTIFICA – è il punto + innovativo contro l’ultima parola dei giornalisti. Il diritto del cittadino di vedere rettificate notizie inesatte o ingiustamente lesive è dichiarato  inviolabile, e deve essere, soddisfatto dai giornalisti sia con evidenza che con tempestività. Il giornalista deve garantire l’opportunità di replica.

3)       PRESUNZIONE DI INNOCENZA – la carta dei doveri prescrive che il giornalista debba sempre ricordare che ogni persona accusata di un reato è innocente fino alla condanna definitiva. Egli non deve costruire le notizie in modo da presentare come colpevoli le persone che non siano state giudicate tali in un processo.

4)       INCOMPATIBILITA’ PROFESSIONALI – su questo punto la Carta indica una serie di regole inequivocabili che disciplinano il comportamento del giornalista affinchè le notizie da lui trattate non ricadano su un qualsiasi interesse diretto o indiretto.

  

L’ETICA 

Occuparsi di etica significa capire quale possa essere il senso morale del lavoro dei giornalisti. Sebbene circondata da scetticismo sopravvive lo stereotipo dell’informazione giornalistica come eroina della verità, ma sappiamo anche che quello del giornalista è un esercizio di potere e dire la verità è solo uno dei tantissimi principi etici della professione. La teoria etica distingue diversi principi morali a seconda di quale fine ci si proponga di conseguire. L’applicazione dei vari modelli etici alla teoria e alle tecniche del linguaggio giornalistico prende forma da una serie di scelte che il giornalista fa. Un mod. etico riguarda il conflitto tra l’informazione e la salvaguardia della sicurezza nazionale. In alcuni casi il giornalista deve evitare di diffondere informazioni che possano favorire in qualche modo il nemico, anche se a volte queste scelte non si rivelano felici. Un altro mod. etico è quello della solidarietà umana. Ciò accade quando il giornalista, magari inviato su un teatro di guerra, si trovi a decidere se informare o soccorrere. Questo avviene anche quando un cronista giudiziario diffonde la notizia di incriminazione di una persona: il dovere di informare entra in conflitto con il rispetto della dignità delle persone. Ciò che conta in questi casi è che i comportamenti devono essere giustificati da una finalità etica. Per quanto riguarda i conflitti morali, lo studioso americano Edmund Lambeth, distingue i 5 principi fondamentali ai quali ricondurre le prerogative morali della professione. Essi sono:

1)       Il principio di dire la verità – significa che un giornalista non deve mai falsificare i fatti e deve controllare tutte le informazioni nascoste. Questo principio riguarda anche ciò che può nascondersi dietro i fatti, infatti, egli ha il dovere di investigare oltre le versioni ufficiali usando strumenti e competenze che ha a disposizione.

2)       Il principio di giustizia – esso si traduce in un atteggiamento di imparzialità. Questo concetto complesso viene sintetizzato in una pg del codice etico del “Washington Post”. Questa non solo non esclude che si prenda posizione, ma costituisce la base x un corretto esercizio della critica nei confronti del potere. Dietro il p. di g. si delinea la secolare tradizione del sistema americano che assegna alla stampa e al giornalismo il ruolo di ADVERSARY.

3)       Il principio di libertà – discende direttamente dal riconoscimento della libertà di stampa e significa contemporaneamente indipendenza dei giornalisti dai poteri pubblici e privati e dalle pressioni del mercato e delle fonti. Senza l’indipendenza è difficile che i giornalisti adempiano agli altri principi.

4)       Principio di umanità – in questa categoria rientrano quelli che si possono chiamare “doveri naturali”. Trasferito sul piano specifico si traduce nel divieto di danneggiare terze persone con la diffusione di notizie come ad ex il silenzio stampa osservato dai giornali in occasione di sequestri.

5)       Principio di responsabilità – Lambeth5 usa in realtà la parola STUARTSHIP intendendo la responsabilità x un individuo di organizzare la sua vita e amministrare i suoi beni con uno specifico riguardo ai diritti degli altri. I giornalisti possono essere meglio degli altri i custodi della salute pubblica. Ad ex abbiamo il caso di Peter Arnett che fu l’unico giornalista occidentale autorizzato, durante la guerra del Golfo, dalle autorità irachene a trasmettere servizi x la CNN. La casa bianca lo accusò di essere un impostore e spinse x il suo licenziamento. In questo caso Arnett vuole comunque rendere noti al pubblico gli interventi dei censori iracheni anche a rischi di restrizioni. 

Questo caso illumina un valore del tutto particolare che è  l’ECCELLENZA PROFESSIONALE che in ambito giornalistico presenta una triplice valenza: comprende una serie di valori non morali e di virtù; assume il significato di un valore morale che definisce il sistema etico del giornalismo; si compenetra con il principio della Stuartship. L’eccellenza professionale è una soluzione del conflitto etico tra diritto di cronaca e diritti della persona.

 

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