Nel
mondo che si sta globalizzando, fatto di spazio e
tempo sempre più ristretti e di confini che scompaiono,
gli individui si stanno confrontando con gravi minacce per
la sicurezza umana e con dannose rotture nei modelli di
vita quotidiana che provocano nuove insicurezze.
1) Instabilità
finanziaria e insicurezza economica
Il
disordine finanziario, avvenuto, nell'Asia dell'Est tra il
1997 ed il 1999, dimostra i rischi dei mercati dei mercati
finanziari globali. La crisi finanziaria insorta nel 1997
nell'Asia sudorientale, si è estesa, in ondate successive
e con modalità diverse, alla Russia, al Brasile e a molti
Paesi emergenti. Il progressivo ridimensionamento delle
stime della crescita per il periodo 1998-2000 è indice
della rilevante entità del rallentamento provocato dalla
crisi. La successione di avvenimenti iniziata con la crisi
asiatica ha provocato un "buco" nella crescita
prevista per il 1998-1999 di entità paragonabile alla
produzione annua della settima tra le grandi potenze dei
Paesi avanzati. Da queste esperienze si deduce che
l'impatto delle crisi economiche in un contesto globale è
profondo: più di 13 milioni di individui hanno perso il
proprio posto di lavoro. Le crisi finanziarie sono inoltre
sempre più numerose e frequenti a causa della diffusione
e della crescita dei flussi globali di capitale. Nei Paesi
ricchi il timore è che la globalizzazione e la
competitività esasperata che essa provoca, comporti
disoccupazione e smantellamento del Welfare State, mentre
nei Paesi in via di sviluppo il timore è di restare
esclusi o dominati da nuove entità economiche
internazionali.
2) Insicurezza
relativa al posto di lavoro e al reddito
Sia nei
Paesi ricchi che in quelli poveri, i disturbi provenienti
dalla ristrutturazione economica e aziendale, nonchè
dallo smantellamento delle istituzioni addette alla
protezione sociale, si sono tradotte in una maggiore
insicurezza di impiego e di reddito. I luoghi di lavoro
registrano inoltre mediamente 1.100.000 morti l'anno e
ogni giorno muoiono nel mondo 3000 persone sul luogo di
lavoro. Tali incidenti sono dovuti soprattutto ad una
legislazione insufficiente nella tutela della salute dei
lavori. Infatti spesso le imprese mettono al primo posto
la produzione e non attribuiscono la dovuta attenzione
alle forme di tutela dei propri lavoratori.
3) Insicurezza
culturale
La
globalizzazione apre l'esistenza degli individui alla
cultura e a tutta la sua creatività, nonchè al flusso
delle idee della conoscenza. Tuttavia, la nuova cultura,
causata dall'espansione dei mercati globali, è
inquietante. L'odierno flusso di cultura risulta
sbilanciato, pesantemente orientato in una sola direzione,
dai Paesi ricchi a quelli poveri. Un simile assalto delle
culture più presenti sui nuovi mezzi di comunicazione può
mettere in pericolo la diversità culturale e rendere gli
individui di timorosi di perdere la propria identità
culturale. Ciò che è necessario è il sostegno verso le
culture indigene e nazionali, per permettere loro di
fiorire al fianco delle culture straniere.
4) Insicurezza
personale
I
criminali stanno cogliendo i vantaggi della
globalizzazione perché i mercati dei capitali, privi di
regole, i progressi nella tecnologia informatica e nelle
comunicazioni e costi di trasporto più convenienti
rendono i flussi più facili, veloci e meno limitati non
solo per la conoscenza medica ma anche per l'eroina, non
solo per i libri ma anche per il denaro sporco e le armi.
Il commercio illecito di droga, donne, armi e denaro
riciclato sta contribuendo alla violenza e al crimine che
minaccia i rapporti di vicinato di tutto il mondo.
All'origine di tutto ciò, c'è la crescente influenza del
crimine organizzato, che guadagna 1.500 miliardi di
dollari l'anno, competendo con le imprese multinazionali
come una potenza economica. I gruppi criminali globali
hanno il potere di criminalizzare la politica, gli affari
e la polizia, sviluppando reti di comunicazione
efficienti, estendendo il proprio raggio di azione in
lungo e in largo.
5) Insicurezza
ambientale
Il
cronico degrado ambientale minaccia gli individui a
livello mondiale e riduce drasticamente i mezzi di
sostentamento di almeno mezzo miliardo di persone. Gli
stessi poveri, non avendo altra scelta fanno pressione
dell'ambiente aggiungendo danni a quelli, già massicci,
provocati dai consumi dei Paesi ricchi. Il mondo sta
cambiando a velocità sostenuta ma anche i microrganismi
subiscono modifiche e così anche le condizioni
ambientali, la qualità dei cibi (mucca pazza) e
l'organizzazione del lavoro. L'aumento dei costi
ambientali legati all'incremento degli spostamenti di
merci e persone è uno degli effetti più evidenti della
globalizzazione delle economie. Il riscaldamento globale
sta inoltre causando mutamenti (cicloni, inondazioni,
siccità, ecc.) su vasta scala e forse irreversibili sul
nostro pianeta.
6) Insicurezza
sociale e politica
La
globalizzazione ha dato nuove caratteristiche ai conflitti
e ad alimentarli è il traffico illegale di armi, che
coinvolge nuovi attori e confonde gli interessi politici
con quelli commerciali. Nel vuoto di potere dell'era
post-guerra fredda, le compagnie militari e i soldati
mercenari hanno iniziato a prestare servizio per i governi
e le imprese. Dal punto di vista della sostenibilità
sociale gli impatti più rilevanti si hanno a livello
politico, sulle istituzioni democratiche otre che sulla
qualità della vita in generale. Per quanto riguarda la
democrazia, il paradosso di questi ultimi anni è che ad
una globalizzazione delle attività economiche corrisponde
una deglobalizzazione di fatto del mondo politico. Ad un
accelerato processo di integrazione economica corrisponde
un processo, altrettanto accelerato, di disintegrazione
politica. I nuovi attori internazionali operano su scala
globale con interessi particolaristici e un pugno di
multinazionali (per la maggioranza americane e
occidentali) sono ormai divenute determinanti per la vita
di tutto il pianeta e di milioni di persone. Le politiche
di tante multinazionali provocano sul territorio effetti
effetti devastanti, spesso a lungo termine, a livello
ecologico, sociale e politico.
7) Le
nuove tecnologie dividono tra connessi ed esclusi
Ciò
che caratterizza le funzioni dominanti dei vari processi
di globalizzazione a livello economico, politico, sociale,
ecc., è l'essere organizzati intorno a reti che
costituiscono la nuova morfologia sociale della società
dell'informazione. L'inclusione/esclusione da una rete e
l'architettura delle relazioni tra network configura i
processi dominanti e le funzioni sociali. Le nuove
tecnologie informatiche e delle comunicazioni stanno
polarizzando il mondo tra gli individui connessi e quelli
che invece sono esclusi. Questa esclusività sta creando
dei mondi paralleli in cui quelli muniti di reddito,
istruzione e connessioni, hanno un accesso immediato e
conveniente all'informazione. Il resto ha a disposizione
un accesso lento, incerto e costoso. Quando gli individui
di questi due mondi vivono e competono fianco a fianco, il
vantaggio di essere connessi schiaccerà quelli che invece
vivono al margine che sono esclusi dalla conversazione
globale.