Ricerca personalizzata

Pagina iniziale
Preferiti

Contatti

Forum

 

 

cerca nel sito
 

 

RADIO VATICANA

Articoli e interviste

Radio Vaticana Live

Il Vangelo di oggi

 

 

Benedetto XVI

 

 

 

 


LIBERATO IN IRAQ UN OSTAGGIO FILIPPINO (20/07/2004)

 

In Iraq, un altro rappresentante del nuovo corso politico è rimasto vittima di un agguato: il governatore ad interim di Bassora, Hazem Taufic Ainachi, è stato ucciso stamani insieme all’autista mentre si recava in ufficio. Ma in Iraq si devono registrare anche buone notizie. Ce ne parla Amedeo Lomonaco:   

Angelo De la Cruz

**********

L’ostaggio filippino, Angelo de la Cruz, è stato liberato ed è arrivato ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, dove sarà sottoposto ad una serie di esami medici. La notizia è stata annunciata dalla televisione Al Arabyia e confermata dalla presidente delle Filippine, Gloria Arroyo. Il rilascio è avvenuto all’indomani del completamento del ritiro dall’Iraq del piccolo contingente di Manila composto da 51 militari. E ha ritrovato la libertà anche l’autista egiziano Alsayeid Algarabawi, rilasciato ieri dopo il recente ritiro dal Paese arabo, come chiesto dai suoi sequestratori, della società saudita per la quale lavorava. Da rimarcare, inoltre, che la Malaysia intende inviare una squadra medica per poter partecipare alla ricostruzione dell’Iraq. Forze della polizia irachena e soldati americani hanno intanto arrestato a Mossul 41 estremisti: tra questi ci sono un ex alto ufficiale della Guardia repubblicana di Saddam Hussein ed un comandante dei feddayn, le milizie paramilitari costituite da Uday, figlio dell’ex rais. E poco fa il numero uno di Al Qaeda in Iraq, Al Zarqawi, ha minacciato il Giappone chiedendo il ritiro delle truppe di Tokyo dal Paese arabo. Un portavoce del ministero degli Esteri russo ha smentito, infine, le voci su un possibile invio di soldati richiesto dagli Stati Uniti in cambio dell’appoggio di Washington per il rientro delle compagnie petrolifere russe in Iraq, e per l’ingresso della Russia nell’Organizzazione mondiale del commercio.

**********

Come abbiamo sentito, dunque, l’ostaggio filippino è tornato in libertà. Barbara Castelli ha raccolto il commento di Alberto Negri, inviato speciale de “Il Sole 24 Ore”:

 **********

R. – E’ un episodio che mette in luce la difficoltà degli americani di tenere ben compatta questa coalizione. Un episodio che, ancora una volta, sottolinea i problemi che ci sono in una missione militare che diventa sempre più lunga, sempre più difficile, sempre più pericolosa ... Credo che sarà un altro di quegli eventi che, comunque, convinceranno che in Iraq è necessaria una sorta di ridimensionamento della missione militare. La destabilizzazione è ormai padrona di alcune zone del Paese, in cui è difficile non soltanto la missione militare, ma è difficile anche la missione civile e umanitaria, se non impossibile. 

D. – Nonostante l’anticipato passaggio di sovranità, l’Iraq resta nel caos. Questa mattina è stato ucciso il governatore di Bassora, l’altro giorno il ministro della Giustizia è sfuggito ad un attentato: si punta ai vertici? 

R. – Non c’è dubbio che il governo Allawi sia entrato nel mirino della guerriglia, dopo il passaggio dei poteri del 28 giugno scorso. Questo lo sapevano perfettamente sia gli iracheni sia gli americani, l’obiettivo, infatti, è quello di tentare di preservare questo governo almeno per alcuni mesi, per arrivare alla famosa data delle elezioni, nel gennaio 2005. Nel frattempo, però, per arrivare a questa data, il governo di transizione dovrà superare moltissime difficoltà, non ultima, le elezioni americane. Se Bush non dovesse essere rieletto, infatti, Allawi perderebbe il suo protettore più importante. 

D. – Il premier Allawi, che ieri ha inaugurato dalla Giordania questo ‘tour’ nelle capitali mediorientali, quale appoggio può trovare nei Paesi confinanti? 

R. – Allawi cerca di fare quello che non hanno fatto gli americani prima di questo conflitto, cioè avere buoni rapporti con i vicini dell’Iraq, un Paese che - lo ricordiamo - ha confini molto estesi con potenze mediorientali di primissima grandezza, dalla Turchia, all’Iran ... Ebbene, se si vuole tentare di tenere sotto controllo l’Iraq, è indispensabile avere questi buoni rapporti e avere l’appoggio del mondo arabo musulmano.

**********

Per la Radio Vaticana, Amedeo Lomonaco (20/07/2004)  

 

© www.villaggiomondiale.it - Sottofondo: In Paradisum