da
"Il Manifesto"
06/06/2001
Caro
Bush,
ti scrivo nello spirito di perfetta
autonomia e sovranità che regola i rapporti tra i nostri paesi. Scusa la
calligrafia, ma è difficile scrivere in ginocchio. Ho appena ricevuto Kissinger
e Robertson e sono rimasto molto impressionato. Kissinger è un po' come me, la
sua carriera si regge su un conflitto di interessi, è al tempo stesso golpista
professionista e Nobel per la pace. Robertson invece mi ha un po' irritato.
Continuava a dire che l'America si è trovata molto bene con D'Alema, che è
stato un alleato ideale, e insisteva perché lo facessi ministro della difesa.
Quando gli ho detto che D'Alema non fa parte del mio schieramento "House of
Freedom", non voleva crederci, ho chiamato la Cia che ha confermato. Gli ho
proposto come ministro della difesa Previti, gli ho detto che è un uomo fidato,
ho chiamato il Ku-Klux-Klan che ha confermato. Ora caro George, capirai che io
non posso fare una figura peggiore di D'Alema, io sono il migliore, i'm the best
e tu avrai in me un fedele direttore di filiale, se vuoi ti firmo un contratto
come ho già fatto col popolo italiano, con la Lega, con Rauti, con la
Confindustria, con la
Pidue, con Agnelli eccetera. E ti giuro sui tuoi figli che
accontenterò tutti. Ora a Genova sta arrivando il G8 e questo mi preoccupa
molto. Io sono un fedele seguace della new avid Economy, modestamente l'ho
inventata io, Bill Gates mi ha solo copiato. Mi spiacerebbe che i paesi del G8
non potessero svolgere il loro incontro in un clima rilassato e pacifico. Il
pericolo è grande. Come possono le più grandi potenze del mondo resistere, in
otto contro centomila giovani stalinisti armati delle armi più moderne come
scudi in plastica e mazze di polistirolo? Per questo ti faccio una proposta.
Mobilitare l'esercito e chiudere tutti gli aeroporti, le stazioni, le
metropolitane e poi mandare gli abitanti in albergo a Sanremo, è troppo
costoso. Facciamo così: io ti vendo Genova, tutta intera, per una cifra intorno
al miliardo di dollari. Una volta che sarà tua, come qualsiasi base Nato,
potrai decidere liberamente chi cacciar via e chi far entrare. Rispondimi in
fretta, i miei media stanno martellando sul pericolo ecoterrorista, ma come sai
l'Italia pullula ancora di comunisti e qualcuno dice che esiste una cosa come il
diritto di manifestazione. Incontentabili, con tutti i Festivalbar e i Telegatti
che gli ho organizzato. Prenditi Genova, è un affarone, è più grande di
Milano due e c'è anche l'optional del mare per le tue corazzate, ci sono
l'acquario, le focacce e tanti indios tipici. Ti saluto e ti invio un bottiglia
di Barolo del 93 ma vacci piano, vecchio ciuccatone.
Una pacca sulla spalla from your friend
Silvio
Caro Silvio,
grazie della lettera e del vino.
Peccato sia un moscato di San Marino del 99, hai cambiato l'etichetta, possibile
che tu sia pataccaro anche nei dettagli? La tua proposta è molto interessante,
ma ci sono alcuni problemi. Primo, chi faremo sindaco di Genova? Ci vorrebbe un
figura bipartisan, che è il termine con cui voi ora indicate gli opportunisti.
Io vorrei che qualche genovese tipico restasse in città, perché a noi
americani interessa molto che in una città italiana ci siano quelle belle cose
folcloristiche tipo orchestrine, scippi e spaghetti alle vongole. Ci vorrebbe un
volto noto, purtroppo gli attori americani sono tutti comunisti, non posso darti
Al Pacino o De Niro. Kissinger suggerisce Arnold Schwarzenegger. Come indica il
cognome, ha parenti italiani.
Ma il problema principale è il prezzo.
Anch'io, come te, devo rendere conto a qualcuno, e cioè ai miei finanziatori
petrolieri e inquinatori. Un miliardo di dollari è troppo, con un miliardo
facciamo dieci colpi di stato in Sudamerica. Per quella cifra voglio anche
Venezia, Capri e la pena di morte, almeno in Lombardia. Rispondi in fretta e
mandami dieci bottiglie vere, vecchio truffatore. E risolvi quel tuo conflitto
di interessi. Saluti, Bush
Caro
Bush,
mi dispiace che tu respinga la mia
offerta. Ma se tu sei il presidente degli Usa, io sono il più grande affarista
del mondo, e non mi lascerò incantare. Venezia non è in vendita, Fini mi ha
confermato che fa parte del patrimonio culturale italiano, come Assisi, Arcore e
Lubiana. Oltretutto non hai neanche giocatori di calcio da offrirmi perché a
calcio siete delle pippe. Io ti consiglio di accettare: non posso fermare l'orda
stalinista e ecoterrorista. Per voi sarebbe una bruttissima figura: pensate,
avete sempre messo bombe in Italia, e adesso qualcuno potrebbe metterle al posto
vostro. Questo vuol dire perdere la leadership nel settore. Se vogliamo
trattare, insieme a Genova ti vendo anche Portofino, che è già mezza
americana, e un paesino a pochi metri dal mare che è un autentico gioiello,
Carate Brianza. Per il sindaco devo rendere conto agli alleati. Agnelli vorrebbe
Montezemolo, la Confindustria vorrebbe un leasing, Fini vorrebbe
Schwarzkopf,
Casini vorrebbe una suora a caso.
La mia ultima offerta è: novecento
milioni di dollari, chiamerai Genova New Genova, oppure Columbus due, oppure
Bushville. In quanto al conflitto di interessi, lasciami fare, sono abile ed
esperto, i miei maestri spirituali sono stati Pera, Gelli e Vanna Marchi. Se il
conflitto di interessi è insostenibile in democrazia, basterà eliminare la
democrazia. Sono o non sono un grande statista? Ti prego, George, accetta. Ho già
abbastanza problemi col governo, non complicarmi la vita. Ti invio cinquanta
bottiglie di barolo quasi pregiato ma ti chiedo un ultimo favore: ho un
conoscente, D'Alema, che ha fatto molto per me. Senza il suo prezioso aiuto in
questi anni non sarei mai stato rieletto. Qui in Italia vive un momento
difficile. Non avresti qualcosa da fargli fare in America, un posto da sindaco o
da stagista?
Un abbraccio da me e dalla House of
Freedom, tuo Silvio
Caro Silvio,
tu hai firmato contratti con tutti, ma
l'America non firma con nessuno, né in materia di ambiente né in materia di
affari o di tregua di guerra. Noi siamo i padroni del mondo, tu un piccolo
affarista del nord-Italia. Per un milione di dollari in tre rate tu mi venderai
Genova. Ma in più vogliamo anche una base Nato in Sicilia, dove Cosa Nostra ha
promesso di costruire un ponte che collegherà Messina al ponte di Brooklyn. Non
so se crederci o no, ma elettoralmente potrebbe funzionare. Inoltre voglio
Venezia, e il Colosseo da mettere nel centro di Las Vegas. Lo tratteremo bene,
con un parquet per il basket sarà perfetto. Ultima offerta: un milione di
dollari e un incarico bipartisan per D'Alema: addetto alle insalate in un
McDonald's. Se non accetterai, lascerò mano libera a Kissinger, ricordati del
Cile. Il buffet del G8 vale da solo più della tua piccola democrazia, della tua
piccola Genova e di centomila insignificanti sovversivi. A Seattle li abbiamo
lasciati fare, ma qua li stroncheremo. Il futuro del mondo è troppo importante
per lasciarlo in mano a gente che spera che il mondo abbia un futuro. Obbedisci
e zitto.
Caro Bush,
Obbedisco. Genova è da stamattina il
cinquantunesimo Stato dell'Unione. I genovesi stanno sgomberando con qualche
mugugno, ma si adatteranno. Meglio una sana occupazione che l'invasione
ambientalista. Del resto, questo è lo spirito della new economy: riuscire a
mettere in vendita quello che appartiene a tutti. E finalmente, gli italiani
capiranno perché ci chiamiamo casa delle Libertà: perché le vendiamo.
di Stefano Benni