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Johannesburg Summi 2002

- TERZA PARTE -

Onu: aperto il summit di Johannesburg

JOHANNESBURG (CNN) -- Lunedì mattina è ufficialmente cominciato il vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile organizzato dall'Onu, ospitato a Johannesburg, in programma fino al prossimo 4 settembre.

Una colorata cerimonia d'apertura aveva accompagnato domenica il discorso del presidente della nazione ospitante, Thabo Mbkei, che si augurava la fine dell'" apartheid globale" tra una minoranza ricca e le masse di indigenti sofferenti.

Si tratta di un maxi-evento a cui partecipano 104 leader mondiali, tra capi di Stato e di governo, 189 nazioni e 64 mila delagati.

Circa cento sono i leader mondiali attesi per le prossima settimana per il clou del summit: fin d'ora, tuttavia, è certo che ai lavori non parteciperà il presidente degli Stati Uniti Bush, mentre lunedì dovrebbe essere sciolta la riserva sulla partecipazione del presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi.

I principali obiettivi del summit riguardano il dimezzamento della povertà, l'accesso per tutti all'acqua potabile, oggi negato a un miliardo e mezzo di persone, la promozione delle colture agricole del Terzo Mondo e la modernizzazione dei servizi di produzione energetica.

Lunedì si parlerà soprattutto di lotta all'Aids. Nelson Mandela, l'ex leader del Sud Africa, ha rivelato al Sunday Times che una sua nipote di 22 anni e due giovani pronipoti sono morti dopo aver contratto il virus. In Sud Africa non c'è famiglia che non sia colpita dall'Aids, ha sottolineato Mandela.

Un ingente dispiegamento di forze - 17 mila poliziotti circa - vigila in tutta l'area, dopo le proteste dei giorni scorsi.

Il programma del summit, che segue di dieci anni quello di Rio de Janeiro, prevede che i "grandi" della Terra, o i loro rappresentanti, intervengano soltanto nell'ultima parte dei lavori.

Da lunedì a sabato saranno, infatti, le delegazioni dei tecnici a lavorare sui numerosi temi in discussione: agricoltura, acqua, sanità (lotta contro l'Aids in primo luogo), finanze, tecnologie, energia pulita.

 

la questione ambientale a johannesburg

JOHANNESBURG - L’aria fa schifo, foreste e boschi scompaiono, l’acqua, dove c’è, è inquinata. Le temperature si innalzano, i ghiacciai si ritirano, la desertificazione avanza, la biodiversità si assottiglia sempre di più. Ottocento milioni di persone sono sottoalimentata, a un miliardo di terrestri manca l’acqua potabile. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità ogni anno muoiono circa tre milioni di agricoltori, avvelenati da pesticidi e altre sostanze con cui si tirano su i “frutti" della terra. Per alcuni esperti, di questo passo, la Terra ha ancora una cinquantina di anni di vita.
A Johannesburg ci si è riuniti per salvarla e con essa anche i suoi abitanti. Centottantanove delegazioni in rappresentanza di altrettanti Paesi con decine di migliaia di delegati, tra i quali un centinaio tra capi di stato e di governo, da oggi al 4 settembre daranno vita ai lavori del vertice Onu sullo sviluppo sostenibile. Non ci sarà Bush che dell’ambiente sembra importargliene ben poco anche se il suo Paese è al primo posto tra i killer della Terra.


“R+10" è stato battezzato il summit con riferimento alla prima riunione mondiale di Rio (Vertice sulla Terra) da cui sono trascorsi dieci anni. Forse sarebbe stato più opportuno titolarla “R-10" in memoria di questi dieci anni perduti. E le previsioni per la riuscita del vertice di Johannesburg non sono affatto buone. Si parte con l’idea di evitare il fallimento e questo già la dice lunga. A porte chiuse i delegati hanno cercato per due giorni di far quadrare il cerchio sul documento finale, secondo molti, è già fin troppo pieno di compromessi impossibili da far funzionare. Pochi i progressi fatti hanno riferito.


C'è, come è noto, una batteria di «no» opposta dagli Stati Uniti ma, più in generale, quello che si registra è una estrema riluttanza dei paesi ricchi a riconoscere che è l'estrema povertà di una troppo ampia fetta di mondo e di persone in carne ed ossa ad impedire uno sviluppo che non sia distruttivo. Persino il massimo esperto del governo di Tony Blair sulle questioni ambientali, Jonathan Porritt ha lamentato la mancanza di visione strategica dei leader del mondo ricco, compreso il suo «capo»: le politiche governative sono troppo compromesse con i «grandi affari», ha detto Porritt alla BBC. «Qualcosa si sta facendo, ma sono iniziative frammentarie. Non ci si sta muovendo ad un livello strategico e non si sta mettendo in campo la qualità di leadership che sarebbe necessaria», ha aggiunto. E gli esperti dell'Onu continuano a ripetere che l'importante non è arrivare a un accordo a tutti i costi, ma di garantire che qualsiasi accordo si raggiunga poi sia vincolante e si metta realmente in pratica.

«Le sfide cui devono far fronte il nostro pianeta e i suoi abitanti sono troppo grandi, il mondo non può permettersi un fallimento di Johannesburg»: è il monito lanciato ieri a Bruxelles, alla vigilia dell'apertura del vertice Onu, dal commissario europeo allo sviluppo, il danese Poul Nielson. Le recenti alluvioni in Europa e in Asia, ha sottolineato in una nota il “ministro" europeo, «ci ricordano quali possibili conseguenze dovremmo affrontare se non riusciamo a raggiungere la sostenibilità». Per Nielson, «Johannesburg deve portare dalle parole ai fatti». Anche questa volta, così come a Rio, al vertice il mondo si presenta con la solita spaccatura: mondo ricco e industrializzato da un lato, mondo straccione e arretrato dall’altro. Oggi i 30 paesi più sviluppati, che rappresentano il 20 per cento della popolazione mondiale, consumano l’80 per cento dell’energia prodotta e il 40 per cento dell’acqua potabile. Tra quelli che si trovano dalla parte della barricata almeno due miliardi non sanno neanche cosa voglia dire usare l’energia.

E a ricordare alla vigilia del vertice che lo sviluppo insostenibile è un crimine ci ha pensato Nelson Mandela raccontando la triste storia di una nipote 22enne e dei figli di un altro suo nipote, sterminati dall’Aids, l’“energia" mortale di cui la povera Africa è il maggior produttore.

Il Messaggero, 26 agosto 2002

 

Berlusconi più vicino al vertice di Johannesburg

ROMA - Manca ancora la conferma ufficiale da Palazzo Chigi, ma sembra che Silvio Berlusconi abbia deciso. Andrà a Johannesburg al vertice dell'Onu sullo sviluppo sostenibile il prossimo primo settembre.

Secondo le indiscrezioni, infatti, il premier avrebbe sciolto le riserve dopo un giro di consultazioni telefoniche con altri esponenti del governo. Salvo sorprese dell'ultima ora, il programma del Cavaliere prevede la partenza per il Sudafrica domenica sera e il rientro per il giorno dopo, ossia a conclusione dei lavori del 2 settembre.

La presenza di Berlusconi darebbe così maggior peso all'impegno della delegazione italiana guidata dal ministro dell'Ambiente Altero Matteoli, con i ministri del Welfare Roberto Maroni e dell'Innovazione tecnologica Lucio Stanca.

Se Berlusconi partirà la sua decisione metterà fine alle polemiche che si sono susseguite nei giorni scorsi. Tutto il centrosinistra è insorto e ha fatto pressioni per convincere il presidente del Consiglio a partire. Mentre all'interno della coalizione di governo sono stati, e sono ancora, molto forti i contrasti tra favorevoli e contrari. A convincere Berlusconi potrebbero essere state le notizie riguardanti la possibilità di un accordo tra gli Stati europei sugli impegni da sottoscrivere al summit.

La partecipazione alla conferenza di Johannesburg potrebbe però mettere a rischio la presenza del premier al vertice dei ministri degli Esteri dell'Ue convocato per il 30 e il 31 agosto in Danimarca. L'agenda del presidente del Consiglio per queste due settimane si presenta piuttosto fitta. Venerdì prossimo si terrà il primo consiglio dei ministri dopo la pausa estiva. Il 4 e 5 settembre, poi, il Cavaliere sarà a Madrid per partecipare nelle vesti di testimone alle nozze tra la figlia del premier spagnolo Josè Maria Aznar, Ana, e Alejandro Agag. Sabato 7, infine, sarà a Bari per inaugurare la Fiera del Levante.

La Repubblica, 26 agosto 2002

 

Dall’A alla Z, tutti i temi all’ordine del giorno

ROMA - Ecco l'alfabeto del vertice di Johannesburg, dalla A alla Z.
A come Ambiente - Doveva essere il tema centrale del Summit, anche se poi l' evento è stato via via caricato di altri argomenti collegati, come la povertà e lo sviluppo.
B come Berlusconi e Bush - Mentre l' assenza del presidente americano al Summit è certa, il premier italiano “congela" la decisione.
C come Colin Powell - Il segretario di Stato americano guiderà la delegazione americana al vertice.
D come Delegati - Ci sono i ministri, i capi di stato e di Governo, ma ci sono soprattutto loro, migliaia di delegati di ciascuna nazione che porteranno avanti le diverse trattative.
E come Energia - Uno dei temi centrali dello sviluppo sostenibile. Due miliardi di persone nel mondo non hanno accesso all' energia. L' obiettivo è puntare sulle fonti rinnovabili.
F come Fumo - Fumo vietato al Sandton Conference Centre, il complesso che ospiterà il Summit.
G come Global forum - È il vertice delle Ong, che si riunirà parallelamente a quello ufficiale, per chiedere ai Governi impegni più rilevanti a tutela del Pianeta.
H come Hotel - È stata messa a dura prova la capacità ricettiva della città sudafricana. Non si trova un posto in hotel nel raggio di 50 chilometri da Johannesburg.
I come Italia - L' Italia si prepara ad essere «protagonista» al Summit, come ha annunciato il ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli. In particolare, la delegazione tricolore metterà in vetrina anche alcuni esempi concreti di sviluppo sostenibile: una serie di progetti di eco-collaborazioni con Paesi in via di sviluppo.
J come Johannesburg - La metropoli che ospiterà il vertice è nota per essere una delle città più violente del mondo. Ma il Governo sudafricano ha assicurato un presidio imponente da parte delle forze dell' ordine nei giorni del Summit.
L come Limiti - C'è un limite allo sfruttamento delle risorse naturali della Terra e l'uomo, avverte l' Onu, lo sta pericolosamente superando.
K come Kyoto - Il protocollo contro i cambiamenti climatici non è ancora entrato in vigore e proprio il clima sarà uno dei temi chiave in discussione. 
M come Matteoli - Sarà il ministro dell' Ambiente a guidare la delegazione italiana in caso di assenza di Berlusconi.
N come Nelson Mandela - L' ex presidente sudafricano e simbolo della lotta contro la segregazione razziale sarà uno dei protagonisti del vertice.
O come Onu - La macchina organizzativa delle Nazioni Unite ha lavorato a pieni giri per mettere in piedi l' evento. Il segretario generale Kofi Annan chiede ai Governi impegni concreti in direzione della sostenibilità.
P come Povertà - Oggi 1,2 miliardi di persone vivono con meno di un dollaro al giorno. Dal Summit sono attese azioni e impegni contro la povertà.
R come Rio de Janeiro - È la città che, esattamente 10 anni fa, ha ospitato il primo Vertice sulla Terra.
S come Siccità - La mancanza d'acqua è una delle piaghe del Pianeta. Un miliardo di persone non ha ancora accesso all' acqua potabile.
T come Terra - È il «grande malato» per cui il Summit dovrà individuare le cure adatte.
U come Usa e Unione europea - Sono i grandi "duellanti" al tavolo delle trattative, divisi su alcuni dei temi principali, dal protocollo di Kyoto alle varie scadenze ambientali.
V come Vaticano - Monsignor Renato Martino sarà il rappresentante della Santa Sede a Johannesburg. Il Vaticano chiede che il vertice non sia un'altra occasione mancata.
W come Wssd - È l' acronimo del Vertice. Sta per World Summit on sustainable devolopment.
Z come Za - È la sigla del Sudafrica, il Paese che ospita il Summit.

Il Messaggero, 26 agosto 2002

 

 

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