Si tratta di
un maxi-evento a cui partecipano 104 leader mondiali, tra capi
di Stato e di governo, 189 nazioni e 64 mila delagati.
Circa cento
sono i leader mondiali attesi per le prossima settimana per il
clou del summit: fin d'ora, tuttavia, è certo che ai lavori non
parteciperà il presidente degli Stati Uniti Bush, mentre lunedì
dovrebbe essere sciolta la riserva sulla partecipazione del
presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi.
I principali
obiettivi del summit riguardano il dimezzamento della povertà,
l'accesso per tutti all'acqua potabile, oggi negato a un
miliardo e mezzo di persone, la promozione delle colture
agricole del Terzo Mondo e la modernizzazione dei servizi di
produzione energetica.
Lunedì si
parlerà soprattutto di lotta all'Aids. Nelson Mandela, l'ex
leader del Sud Africa, ha rivelato al Sunday Times che una sua
nipote di 22 anni e due giovani pronipoti sono morti dopo aver
contratto il virus. In Sud Africa non c'è famiglia che non sia
colpita dall'Aids, ha sottolineato Mandela.
Un ingente
dispiegamento di forze - 17 mila poliziotti circa - vigila in
tutta l'area, dopo le proteste dei giorni scorsi.
Il programma
del summit, che segue di dieci anni quello di Rio de Janeiro,
prevede che i "grandi" della Terra, o i loro
rappresentanti, intervengano soltanto nell'ultima parte dei
lavori.
Da lunedì a
sabato saranno, infatti, le delegazioni dei tecnici a lavorare
sui numerosi temi in discussione: agricoltura, acqua, sanità
(lotta contro l'Aids in primo luogo), finanze, tecnologie,
energia pulita.
la
questione
ambientale a
johannesburg
JOHANNESBURG
- L’aria fa schifo, foreste e boschi scompaiono, l’acqua,
dove c’è, è inquinata. Le temperature si innalzano, i
ghiacciai si ritirano, la desertificazione avanza, la
biodiversità si assottiglia sempre di più. Ottocento milioni
di persone sono sottoalimentata, a un miliardo di terrestri
manca l’acqua potabile. Secondo l’Organizzazione mondiale
della Sanità ogni anno muoiono circa tre milioni di
agricoltori, avvelenati da pesticidi e altre sostanze con cui si
tirano su i “frutti" della terra. Per alcuni esperti, di
questo passo, la Terra ha ancora una cinquantina di anni di
vita.
A Johannesburg ci si è riuniti per salvarla e con essa anche i
suoi abitanti. Centottantanove delegazioni in rappresentanza di
altrettanti Paesi con decine di migliaia di delegati, tra i
quali un centinaio tra capi di stato e di governo, da oggi al 4
settembre daranno vita ai lavori del vertice Onu sullo sviluppo
sostenibile. Non ci sarà Bush che dell’ambiente sembra
importargliene ben poco anche se il suo Paese è al primo posto
tra i killer della Terra.
“R+10" è stato battezzato il summit con riferimento alla
prima riunione mondiale di Rio (Vertice sulla Terra) da cui sono
trascorsi dieci anni. Forse sarebbe stato più opportuno
titolarla “R-10" in memoria di questi dieci anni perduti.
E le previsioni per la riuscita del vertice di Johannesburg non
sono affatto buone. Si parte con l’idea di evitare il
fallimento e questo già la dice lunga. A porte chiuse i
delegati hanno cercato per due giorni di far quadrare il cerchio
sul documento finale, secondo molti, è già fin troppo pieno di
compromessi impossibili da far funzionare. Pochi i progressi
fatti hanno riferito.
C'è, come è noto, una batteria di «no» opposta dagli Stati
Uniti ma, più in generale, quello che si registra è una
estrema riluttanza dei paesi ricchi a riconoscere che è
l'estrema povertà di una troppo ampia fetta di mondo e di
persone in carne ed ossa ad impedire uno sviluppo che non sia
distruttivo. Persino il massimo esperto del governo di Tony
Blair sulle questioni ambientali, Jonathan Porritt ha lamentato
la mancanza di visione strategica dei leader del mondo ricco,
compreso il suo «capo»: le politiche governative sono troppo
compromesse con i «grandi affari», ha detto Porritt alla BBC.
«Qualcosa si sta facendo, ma sono iniziative frammentarie. Non
ci si sta muovendo ad un livello strategico e non si sta
mettendo in campo la qualità di leadership che sarebbe
necessaria», ha aggiunto. E gli esperti dell'Onu continuano a
ripetere che l'importante non è arrivare a un accordo a tutti i
costi, ma di garantire che qualsiasi accordo si raggiunga poi
sia vincolante e si metta realmente in pratica.
«Le sfide cui devono far fronte il nostro pianeta e i suoi
abitanti sono troppo grandi, il mondo non può permettersi un
fallimento di Johannesburg»: è il monito lanciato ieri a
Bruxelles, alla vigilia dell'apertura del vertice Onu, dal
commissario europeo allo sviluppo, il danese Poul Nielson.
Le recenti alluvioni in Europa e in Asia, ha sottolineato in una
nota il “ministro" europeo, «ci ricordano quali
possibili conseguenze dovremmo affrontare se non riusciamo a
raggiungere la sostenibilità». Per Nielson, «Johannesburg
deve portare dalle parole ai fatti».
Anche questa volta, così come a Rio, al vertice il mondo si
presenta con la solita spaccatura: mondo ricco e
industrializzato da un lato, mondo straccione e arretrato
dall’altro. Oggi i 30 paesi più sviluppati, che rappresentano
il 20 per cento della popolazione mondiale, consumano l’80 per
cento dell’energia prodotta e il 40 per cento dell’acqua
potabile. Tra quelli che si trovano dalla parte della barricata
almeno due miliardi non sanno neanche cosa voglia dire usare
l’energia.
E a ricordare alla vigilia del vertice che lo sviluppo
insostenibile è un crimine ci ha pensato Nelson Mandela
raccontando la triste storia di una nipote 22enne e dei figli di
un altro suo nipote, sterminati dall’Aids,
l’“energia" mortale di cui la povera Africa è il
maggior produttore.
Il
Messaggero, 26 agosto 2002
Berlusconi
più vicino al vertice di Johannesburg
ROMA - Manca ancora la conferma ufficiale da Palazzo Chigi, ma
sembra che Silvio Berlusconi abbia deciso. Andrà a Johannesburg
al vertice dell'Onu sullo sviluppo sostenibile il prossimo primo
settembre.
Secondo le indiscrezioni, infatti, il premier avrebbe sciolto le
riserve dopo un giro di consultazioni telefoniche con altri
esponenti del governo. Salvo sorprese dell'ultima ora, il
programma del Cavaliere prevede la partenza per il Sudafrica
domenica sera e il rientro per il giorno dopo, ossia a
conclusione dei lavori del 2 settembre.
La presenza di Berlusconi darebbe così maggior peso all'impegno
della delegazione italiana guidata dal ministro dell'Ambiente
Altero Matteoli, con i ministri del Welfare Roberto Maroni e
dell'Innovazione tecnologica Lucio Stanca.
Se Berlusconi partirà la sua decisione metterà fine alle
polemiche che si sono susseguite nei giorni scorsi. Tutto il
centrosinistra è insorto e ha fatto pressioni per convincere il
presidente del Consiglio a partire. Mentre all'interno della
coalizione di governo sono stati, e sono ancora, molto forti i
contrasti tra favorevoli e contrari. A convincere Berlusconi
potrebbero essere state le notizie riguardanti la possibilità
di un accordo tra gli Stati europei sugli impegni da
sottoscrivere al summit.
La partecipazione alla conferenza di Johannesburg potrebbe però
mettere a rischio la presenza del premier al vertice dei
ministri degli Esteri dell'Ue convocato per il 30 e il 31 agosto
in Danimarca. L'agenda del presidente del Consiglio per queste
due settimane si presenta piuttosto fitta. Venerdì prossimo si
terrà il primo consiglio dei ministri dopo la pausa estiva. Il
4 e 5 settembre, poi, il Cavaliere sarà a Madrid per
partecipare nelle vesti di testimone alle nozze tra la figlia
del premier spagnolo Josè Maria Aznar, Ana, e Alejandro Agag.
Sabato 7, infine, sarà a Bari per inaugurare la Fiera del
Levante.
La
Repubblica, 26 agosto 2002
Dall’A
alla Z, tutti i temi all’ordine del giorno
ROMA - Ecco
l'alfabeto del vertice di Johannesburg, dalla A alla Z.
A come Ambiente - Doveva essere il tema centrale del Summit,
anche se poi l' evento è stato via via caricato di altri
argomenti collegati, come la povertà e lo sviluppo.
B come Berlusconi e Bush - Mentre l' assenza del presidente
americano al Summit è certa, il premier italiano
“congela" la decisione.
C come Colin Powell - Il segretario di Stato americano guiderà
la delegazione americana al vertice.
D come Delegati - Ci sono i ministri, i capi di stato e di
Governo, ma ci sono soprattutto loro, migliaia di delegati di
ciascuna nazione che porteranno avanti le diverse trattative.
E come Energia - Uno dei temi centrali dello sviluppo
sostenibile. Due miliardi di persone nel mondo non hanno accesso
all' energia. L' obiettivo è puntare sulle fonti rinnovabili.
F come Fumo - Fumo vietato al Sandton Conference Centre, il
complesso che ospiterà il Summit.
G come Global forum - È il vertice delle Ong, che si riunirà
parallelamente a quello ufficiale, per chiedere ai Governi
impegni più rilevanti a tutela del Pianeta.
H come Hotel - È stata messa a dura prova la capacità
ricettiva della città sudafricana. Non si trova un posto in
hotel nel raggio di 50 chilometri da Johannesburg.
I come Italia - L' Italia si prepara ad essere «protagonista»
al Summit, come ha annunciato il ministro dell'Ambiente, Altero
Matteoli. In particolare, la delegazione tricolore metterà in
vetrina anche alcuni esempi concreti di sviluppo sostenibile:
una serie di progetti di eco-collaborazioni con Paesi in via di
sviluppo.
J come Johannesburg - La metropoli che ospiterà il vertice è
nota per essere una delle città più violente del mondo. Ma il
Governo sudafricano ha assicurato un presidio imponente da parte
delle forze dell' ordine nei giorni del Summit.
L come Limiti - C'è un limite allo sfruttamento delle risorse
naturali della Terra e l'uomo, avverte l' Onu, lo sta
pericolosamente superando.
K come Kyoto - Il protocollo contro i cambiamenti climatici non
è ancora entrato in vigore e proprio il clima sarà uno dei
temi chiave in discussione.
M come Matteoli - Sarà il ministro dell' Ambiente a guidare la
delegazione italiana in caso di assenza di Berlusconi.
N come Nelson Mandela - L' ex presidente sudafricano e simbolo
della lotta contro la segregazione razziale sarà uno dei
protagonisti del vertice.
O come Onu - La macchina organizzativa delle Nazioni Unite ha
lavorato a pieni giri per mettere in piedi l' evento. Il
segretario generale Kofi Annan chiede ai Governi impegni
concreti in direzione della sostenibilità.
P come Povertà - Oggi 1,2 miliardi di persone vivono con meno
di un dollaro al giorno. Dal Summit sono attese azioni e impegni
contro la povertà.
R come Rio de Janeiro - È la città che, esattamente 10 anni
fa, ha ospitato il primo Vertice sulla Terra.
S come Siccità - La mancanza d'acqua è una delle piaghe del
Pianeta. Un miliardo di persone non ha ancora accesso all' acqua
potabile.
T come Terra - È il «grande malato» per cui il Summit dovrà
individuare le cure adatte.
U come Usa e Unione europea - Sono i grandi
"duellanti" al tavolo delle trattative, divisi su
alcuni dei temi principali, dal protocollo di Kyoto alle varie
scadenze ambientali.
V come Vaticano - Monsignor Renato Martino sarà il
rappresentante della Santa Sede a Johannesburg. Il Vaticano
chiede che il vertice non sia un'altra occasione mancata.
W come Wssd - È l' acronimo del Vertice. Sta per World Summit
on sustainable devolopment.
Z come Za - È la sigla del Sudafrica, il Paese che ospita il
Summit.
Il
Messaggero, 26 agosto 2002
