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Johannesburg Summi 2002

- SECONDA PARTE -

Johannesburg: primi scontri e niente accordo

JOHANNESBURG, Sudafrica (CNN) -- A due giorni dall'apertura ufficiale del Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile, i delegati hanno aperto sabato gli incontri di preparazione del summit, che sarà il più grande mai organizzato dalle Nazioni Unite. L'obiettivo degli incontri è di arrivare al vertice vero e proprio con una bozza di documento accettabile per tutti i partecipanti, ma le divergenze da limare rimangono numerose.

Mentre i delegati chiudevano le discussioni, circa trecento dimostranti hanno cercato di sfondare un cordone di polizia in un'università vicina al centro conferenze di Sandton, che ospiterà il vertice. La polizia ha risposto sparando granate assordanti; le prime notizie parlano di un arresto ma nessuno ferito seriamente.

"Ci sono questioni cruciali ancora in sospeso," ha affermato un delegato di uno dei principali Paesi in via di sviluppo, uscendo da uno degli incontri di sabato.

Fuori dal complesso protetto da ottomila poliziotti, la maggiore città del Sudafrica si prepara ad affrontare l'afflusso di ventimila delegati in rappresentanza di 193 Paesi, tra cui cento capi di stato e di governo. A loro si aggiungono quarantamila partecipanti attesi all'incontro delle organizzazioni non governative, in parallelo al summit.

Sabato si è registrata la prima azione di protesta intorno al vertice, un "assalto" dimostrativo di Greenpeace alla centrale nucleare sudafricana di Koeberg terminato con una decina di arresti.

Nel centro di Johannesburg, la polizia ha ordine di arrestare eventuali manifestanti non autorizzati, ma per ora non ci sono state dimostrazioni fuori dal percorso consentito dalle autorità.

Dieci giorni di vertice, a dieci anni di distanza dal summit su ambiente e sviluppo di Rio de Janeiro, dovranno concludersi con l'approvazione di un documento comune sulla lotta alla povertà, lo sviluppo economico e la protezione dell'ambiente.

Diciotto mesi di negoziati pre-vertice hanno portato a una bozza di piano lunga 77 pagine e a un avvicinamento tra delegazioni del mondo industrializzato e quelle dei Paesi in via di sviluppo, anche se un accordo omplessivo da presentare alla discussione dei leader politici non c'è ancora.

Diversi delegati osservano comunque che le posizioni sono meno distanti rispetto all'ultima sessione preparatoria del vertice, tenuta in giugno a Bali in Indonesia. Altri notano che la grande differenza resta nel fatto che i Paesi più poveri vogliono che il documento fissi obiettivi precisi in termini di maggiori aiuti economici e di apertura dei mercati del Primo mondo ai prodotti dei Paesi in via di sviluppo, mentre il mondo industrializzato oppone resistenza alla definizione di obiettivi di questo tipo.

La bozza ripropone un obiettivo che il Terzo mondo, come era comunemente chiamato all'epoca, insegue dagli anni Settanta: l'aumento degli aiuti da parte dei Paesi industrializzati fino allo 0,7 del prodotto interno lordo. Oggi la media è dello 0,3.

Tuttavia, gli stati più ricchi premono perché le questioni dell'aumento degli aiuti e dell'apertura dei commerci siano discusse non al vertice ma all'Organizzazione del commercio mondiale.

Nella bozza di piano si parla anche di iniziative ambientali, dalle acque pulite al salvataggio della foresta tropicale; energetiche, come l'impegno per un maggiore uso dell'energia solare; e nel campo della salute, come la lotta all'Aids.

Il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi non ha ancora comunicato se intende recarsi al vertice o no. Per il governo è confermata la presenza del ministro dell'Ambiente Altero Matteoli.

Chi certamente non ci sarà è George W. Bush: il presidente Usa è notoriamente un avversario dell'idea di fissare obiettivi di minore inquinamento che, teme, potrebbero produrre un rallentamento dell'economia del suo Paese e non verrebbero rispettati da altri stati. In rappresentanza di Washington ci sarà il segretario di stato Colin Powell.

Ci sarà Robert Mugabe, il presidente dello Zimbabwe che ha appena rilanciato il suo controverso programma di riforma terriera che prevede l'espulsione dei proprietari terrieri bianchi dalle loro fattorie. L'Occidente lo ha criticato con durezza, affermando che il piano peggiorerà la crisi agricola e la fame nella regione, accuse che Mugabe ha respinto.

Reuters

 

Vertice di Johannesburg: subito scontri e incidenti

JOHANNESBURG - Prime manifestazioni di protesta, e anche primi incidenti, oggi a Johannesburg, dove il clima comincia a riscaldarsi in vista del vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile che si aprirà lunedì per chiudere i battenti il 4 settembre. I primi scontri sono scoppiati in serata tra forze dell'ordine sudafricane e un gruppo di manifestanti nella zona del centro vicino l'università. Era un raduno di circa cinquecento persone che, oltre a protestare contro il vertice dell'Onu sullo sviluppo sostenibile, rivendicavano la scarcerazione di 93 loro compagni, ex militari nell'esercito sudafricano recentemente arrestati. La polizia ha disperso il gruppo davanti all'università cittadina usando anche due "stun bombs", o bombe assordanti, che, secondo quanto riferito da un membro di un'Ong americana, "Club Sierra", avrebbero ferito due persone: una manifestante cilena e un giornalista sudafricano.

La prima giornata di proteste era cominciata stamattina con una iniziativa del movimento ecologista Greenpeace: sei militanti ambientalisti si sono arrampicati sul tetto del reattore della centrale nucleare di Koeberg, l'unica del Sudafrica, che si trova a una ventina di chilometri da Città del Capo, calando due dei tipici striscioni gialli del'organizzazione con la scritta "Via il nucleare dall'Africa". Gli attivisti erano sbarcati con alcuni gommoni dalla nave "Esperanza", la nuova unità di Greenpeace che seguirà il Vertice sulla Terra di Johannesburg. Almeno nove militanti dell'organizzazione ecologista sono stati arrestati, mentre tre sarebbero ancora in cima al reattore.

In previsione dell'arrivo dei 40 mila delegati e di circa cento capi di stato e di governo, nella città sudafricana vigono ferree misure di sicurezza, tanto che sono addirittura spariti dalle strade mendicanti e venditori ambulanti. Prevedibile anche la presenza dei No Global, di Organizzazioni non governative e di altri movimenti di protesta, come accade ormai di consueto a questi appuntamenti di risonanza planetaria. Ma la polizia sudafricana ha autorizzato solo otto manifestazioni in tutto per l'intera durata del vertice, di cui non faceva parte il raduno vicino l'università dove sono avvenuti gli scontri. 

La Repubblica, 24 agosto 2002

 

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