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SECONDA PARTE -
Johannesburg:
primi scontri e niente accordo
JOHANNESBURG,
Sudafrica (CNN) -- A due giorni dall'apertura ufficiale del
Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile, i delegati hanno
aperto sabato gli incontri di preparazione del summit, che sarà
il più grande mai organizzato dalle Nazioni Unite. L'obiettivo
degli incontri è di arrivare al vertice vero e proprio con una
bozza di documento accettabile per tutti i partecipanti, ma le
divergenze da limare rimangono numerose.
Mentre i
delegati chiudevano le discussioni, circa trecento dimostranti
hanno cercato di sfondare un cordone di polizia in un'università
vicina al centro conferenze di Sandton, che ospiterà il
vertice. La polizia ha risposto sparando granate assordanti; le
prime notizie parlano di un arresto ma nessuno ferito
seriamente.
"Ci sono
questioni cruciali ancora in sospeso," ha affermato un
delegato di uno dei principali Paesi in via di sviluppo, uscendo
da uno degli incontri di sabato.
Fuori dal
complesso protetto da ottomila poliziotti, la maggiore città
del Sudafrica si prepara ad affrontare l'afflusso di ventimila
delegati in rappresentanza di 193 Paesi, tra cui cento capi di
stato e di governo. A loro si aggiungono quarantamila
partecipanti attesi all'incontro delle organizzazioni non
governative, in parallelo al summit.
Sabato si è
registrata la prima azione di protesta intorno al vertice, un
"assalto" dimostrativo di Greenpeace alla centrale
nucleare sudafricana di Koeberg terminato con una decina di
arresti.
Nel centro di
Johannesburg, la polizia ha ordine di arrestare eventuali
manifestanti non autorizzati, ma per ora non ci sono state
dimostrazioni fuori dal percorso consentito dalle autorità.
Dieci giorni
di vertice, a dieci anni di distanza dal summit su ambiente e
sviluppo di Rio de Janeiro, dovranno concludersi con
l'approvazione di un documento comune sulla lotta alla povertà,
lo sviluppo economico e la protezione dell'ambiente.
Diciotto mesi
di negoziati pre-vertice hanno portato a una bozza di piano
lunga 77 pagine e a un avvicinamento tra delegazioni del mondo
industrializzato e quelle dei Paesi in via di sviluppo, anche se
un accordo omplessivo da presentare alla discussione dei leader
politici non c'è ancora.
Diversi
delegati osservano comunque che le posizioni sono meno distanti
rispetto all'ultima sessione preparatoria del vertice, tenuta in
giugno a Bali in Indonesia. Altri notano che la grande
differenza resta nel fatto che i Paesi più poveri vogliono che
il documento fissi obiettivi precisi in termini di maggiori
aiuti economici e di apertura dei mercati del Primo mondo ai
prodotti dei Paesi in via di sviluppo, mentre il mondo
industrializzato oppone resistenza alla definizione di obiettivi
di questo tipo.
La bozza
ripropone un obiettivo che il Terzo mondo, come era comunemente
chiamato all'epoca, insegue dagli anni Settanta: l'aumento degli
aiuti da parte dei Paesi industrializzati fino allo 0,7 del
prodotto interno lordo. Oggi la media è dello 0,3.
Tuttavia, gli
stati più ricchi premono perché le questioni dell'aumento
degli aiuti e dell'apertura dei commerci siano discusse non al
vertice ma all'Organizzazione del commercio mondiale.
Nella bozza
di piano si parla anche di iniziative ambientali, dalle acque
pulite al salvataggio della foresta tropicale; energetiche, come
l'impegno per un maggiore uso dell'energia solare; e nel campo
della salute, come la lotta all'Aids.
Il presidente
del Consiglio italiano Silvio Berlusconi non ha ancora
comunicato se intende recarsi al vertice o no. Per il governo è
confermata la presenza del ministro dell'Ambiente Altero
Matteoli.
Chi
certamente non ci sarà è George W. Bush: il presidente Usa è
notoriamente un avversario dell'idea di fissare obiettivi di
minore inquinamento che, teme, potrebbero produrre un
rallentamento dell'economia del suo Paese e non verrebbero
rispettati da altri stati. In rappresentanza di Washington ci
sarà il segretario di stato Colin Powell.
Ci sarà
Robert Mugabe, il presidente dello Zimbabwe che ha appena
rilanciato il suo controverso programma di riforma terriera che
prevede l'espulsione dei proprietari terrieri bianchi dalle loro
fattorie. L'Occidente lo ha criticato con durezza, affermando
che il piano peggiorerà la crisi agricola e la fame nella
regione, accuse che Mugabe ha respinto.
Reuters
Vertice
di Johannesburg: subito scontri e incidenti
JOHANNESBURG
- Prime manifestazioni di protesta, e anche primi incidenti,
oggi a Johannesburg, dove il clima comincia a riscaldarsi in
vista del vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile che si
aprirà lunedì per chiudere i battenti il 4 settembre. I primi
scontri sono scoppiati in serata tra forze dell'ordine
sudafricane e un gruppo di manifestanti nella zona del centro
vicino l'università. Era un raduno di circa cinquecento persone
che, oltre a protestare contro il vertice dell'Onu sullo
sviluppo sostenibile, rivendicavano la scarcerazione di 93 loro
compagni, ex militari nell'esercito sudafricano recentemente
arrestati. La polizia ha disperso il gruppo davanti
all'università cittadina usando anche due "stun bombs",
o bombe assordanti, che, secondo quanto riferito da un membro di
un'Ong americana, "Club Sierra", avrebbero ferito due
persone: una manifestante cilena e un giornalista sudafricano.
La prima giornata di proteste era cominciata stamattina con una
iniziativa del movimento ecologista Greenpeace: sei militanti
ambientalisti si sono arrampicati sul tetto del reattore della
centrale nucleare di Koeberg, l'unica del Sudafrica, che si
trova a una ventina di chilometri da Città del Capo, calando
due dei tipici striscioni gialli del'organizzazione con la
scritta "Via il nucleare dall'Africa". Gli attivisti
erano sbarcati con alcuni gommoni dalla nave
"Esperanza", la nuova unità di Greenpeace che seguirà
il Vertice sulla Terra di Johannesburg. Almeno nove militanti
dell'organizzazione ecologista sono stati arrestati, mentre tre
sarebbero ancora in cima al reattore.
In previsione dell'arrivo dei 40 mila delegati e di circa cento
capi di stato e di governo, nella città sudafricana vigono
ferree misure di sicurezza, tanto che sono addirittura spariti
dalle strade mendicanti e venditori ambulanti. Prevedibile anche
la presenza dei No Global, di Organizzazioni non governative e
di altri movimenti di protesta, come accade ormai di consueto a
questi appuntamenti di risonanza planetaria. Ma la polizia
sudafricana ha autorizzato solo otto manifestazioni in tutto per
l'intera durata del vertice, di cui non faceva parte il raduno
vicino l'università dove sono avvenuti gli scontri.
La
Repubblica, 24 agosto 2002
