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Johannesburg Summi 2002

In questa sezione dedicata al Vertice di Johannesburg, la prima parte presenta il comunicato stampa dell'Onu alla vigilia del Summit. Per leggere gli articoli delle altre sezioni clicca sul titolo desiderato tra quelli proposti nella seguente tabella:

24/08 - 4/09/2002

- PRIMA PARTE -

Appello delle Nazioni Unite alla vigilia del Vertice

New York, 13 agosto 2002 - Un rapporto rilasciato oggi dalle Nazioni Unite evidenzia le preoccupanti conseguenze degli attuali modelli di sviluppo sugli standard di vita globali e sulle risorse naturali della Terra. Il rapporto, intitolato Global Challenge, Global Opportunity (Una Sfida Globale, un’ Opportunità Globale), pubblicato alla vigilia del Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile (WSSD), sottolinea il bisogno di accrescere gli sforzi per promuovere lo sviluppo sostenibile per una migliore gestione delle risorse globali.

Il rapporto odierno esce proprio mentre oltre 100 leader mondiali si apprestano a partecipare al Vertice che si terrà a Johannesburg dal 26 agosto al 4 settembre e nel quale dovranno mettere a punto un nuovo piano di attuazione globale per accelerare lo sviluppo sostenibile e promuovere una serie di innovativi accordi di collaborazione per favorire tale sostenibilità.

"Global Challenge, Global Opportunity evidenzia la scelta che dobbiamo affrontare tra due tipi di futuro" ha detto Nitin Desai, Segretario Generale del WSSD presso il Dipartimento delle Nazioni Unite per gli Affari Economici e Sociali, che ha pubblicato il rapporto, "se non si fa nulla per cambiare gli attuali indiscriminati modelli di sviluppo si comprometterà nel lungo periodo la sicurezza del pianeta e dei suoi abitanti. A Johannesburg abbiamo l’opportunità di costruire un futuro più sicuro, adottando un modello di sviluppo più sostenibile che migliorerà le attuali condizioni di vita e permetterà la costruzione di un mondo migliore per i nostri figli e nipoti".

Il rapporto esamina una serie di questioni che il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, ha identificato come centrali per i negoziati del Vertice, tra le quali Acqua e Igiene, Energia, Produttività Agricola, Biodiversità e Salute. Da un attento esame delle attuali tendenze in questi settori , il rapporto evidenzia che:

Attualmente il 40 % della popolazione mondiale soffre la carenza di acqua dolce.

Il livello dei mari si sta innalzando come chiara indicazione dell’impatto del riscaldamento del pianeta.

Diverse specie vegetali ed animali sono a rischio di estinzione, tra le quali la metà dei grandi primati, parenti più vicini all’uomo.

2,4% delle foreste mondiali sono state distrutte negli anni ’90.

Ogni anno più di 3 milioni di persone muoiono per effetto dell’inquinamento dell’aria.

Come nota positiva, il rapporto segnala il diffondersi di piccole iniziative di sviluppo sostenibile per affrontare alcune questioni come la conservazione dell’ecosistema, l’inquinamento dell’aria urbana e la mortalità infantile causata dall’acqua non potabile. Ma questi successi, secondo i rappresentanti del Vertice, rischiano di essere annullati se presto non verrà intrapresa un’azione più decisa per invertire le tendenze più pericolose indicate nel rapporto.

Global Challenge, Global Opportunity rivisita i dati più autorevoli riguardanti l’attuale impiego delle risorse naturali a livello mondiale.

Acqua e Igiene - Nonostante i recenti miglioramenti in questo settore, 1 miliardo di persone non ha accesso all’acqua potabile. Per il 2025, metà della popolazione mondiale – 3.5 miliardi di persone - dovrà affrontare gravi difficoltà nell’approvvigionamento idrico, soprattutto nel Nord Africa e nell’Asia Occidentale, dal momento che le falde freatiche vengono consumate più rapidamente di quanto queste non riescano a ricostituirsi.

Energia - Il consumo di combustibili fossili e l’emissione di carbonio sono continuamente aumentati negli anni ‘90, in particolare in Asia e nel Nord America. Sono ancora più evidenti i segnali dei cambiamenti climatici legati al riscaldamento globale, come, per esempio, le siccità in Asia ed in Africa che sono aumentate in frequenza ed intensità. Questo è vero specialmente per il Sud Africa, paese che ospita il Vertice e che, assieme a diverse nazioni limitrofe, sta attualmente soffrendo una grave siccità.

Produttività agricola - Il fabbisogno alimentare sta crescendo con l’incremento della popolazione, e la capacità di stare al passo da parte della produttività agricola diminuisce, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Questa situazione costituisce, per il lungo periodo, una minaccia per la sicurezza alimentare, soprattutto in quelle regioni del mondo colpite dal degrado del suolo per sovrapproduzione o desertificazione. Ci sono poche opportunità di estendere i terreni agricoli nel sud-est dell’Asia ed in Europa, mentre nel Nord Africa e nell’Asia Occidentale l’attuale mancanza di risorse d’acqua dolce rappresenta un ostacolo allo sviluppo dell’agricoltura.

Biodiversità e Ecosistemi - Si stima che circa 90 milioni di ettari di foresta – un’area superiore a quella del Venezuela – sia stata distrutta negli anni ‘90. L’attuale tasso di deforestazione costituisce una delle maggiori minacce alla biodiversità in quanto nelle foreste sono ospitati due terzi di tutte le specie terrestri. In aggiunta, il 9 % delle specie arboree del mondo sono in pericolo, con il rischio di perdere le benefiche potenzialità dei medicinali derivanti da fonti botaniche.

Salute – Una percentuale significativa della mortalità nei paesi meno sviluppati é dovuta a malattie causate da fattori ambientali. Mentre in quest’area si sono avuti dei progressi, l’inquinamento delle acque uccide ancora 2,2 milioni di persone ogni anno. La malaria sta aumentando soprattutto per la ridotta efficacia dei medicinali disponibili, ma la sua diffusione è anche dovuta a fattori di sviluppo quali i sistemi d’irrigazione e la deforestazione che favoriscono la proliferazione della zanzara.

"E’ sufficientemente evidente al momento che gli obiettivi dello sviluppo umano e della salvaguardia dell’ambiente sono interdipendenti tra loro" fa notare Desai. "I Governi, le imprese e la società civile devono intervenire a Johannesburg con l’impegno di migliorare le condizioni di vita della gente su basi sostenibili. Al Vertice verranno promosse una serie di iniziative di collaborazione – tuttavia, se si vuole sovvertire i modelli distruttivi di sviluppo evidenziati da questo rapporto, un numero maggiore di programmi di questo tipo devono ancora essere delineati e implementati". Desai cita il programma innovativo WASH (Acqua, Salute e Igiene per tutti) come esempio eccellente di un nuovo modello di partenariato. WASH coinvolge 28 Governi, Banche per lo sviluppo, Agenzie delle Nazioni Unite, Organizzazioni non Governative e grandi imprese nello sforzo globale di garantire acqua e servizi sanitari a più di 1.1 miliardi di persone per il 2015.

Global Challenge, Global Opportunity descrive l’implicito impatto che il fabbisogno alimentare dell’umanità sta avendo sulle risorse naturali. Negli anni recenti il fabbisogno alimentare è aumentato con l’incremento della popolazione ma anche per l’accresciuto livello di consumo di alimenti pro capite: dalle 2100 alle 2700 calorie nei paesi in via di sviluppo e da 3000 a 3400 calorie nei paesi industrializzati.

Secondo il rapporto, il consumo globale di acqua si è sestuplicato nell’ultimo secolo, il doppio del tasso di crescita della popolazione, e l’irrigazione agricola pesa per il 70 % su tale consumo. Il maggiore impiego delle riserve di acqua dolce mondiali è dovuto a sistemi di irrigazione agricola inefficienti che perdono circa il 60 % dell’acqua che trasportano. L’espansione dei terreni agricoli è la causa di quasi tutta la deforestazione mondiale e l’unica consistente minaccia alla biodiversità e agli ecosistemi. Mentre la maggior parte dei banchi di pesca oceanici mondiali vengono sfruttati al massimo della propria capacità o, addirittura, in maniera eccessiva, l’acquicoltura si sta sviluppando rapidamente per venire incontro alla crescente richiesta di prodotti ittici, ma un’ulteriore crescita, dice il rapporto, dovrà tenere conto dell’impatto ambientale.

 

"Una priorità assoluta nel Vertice è la necessità di concordare politiche e programmi che migliorino la produttività agricola al fine di soddisfare i nostri fabbisogni alimentari a lungo temine" ha dichiarato Desai. "Altrettanto impellente è l’obiettivo di diffondere modelli di produzione agricola sostenibili, comprendendo l’introduzione di efficienti sistemi di irrigazione. A Johannesburg sarà lanciata una nuova iniziativa dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) che coinvolgerà varie Nazioni e Organizzazioni non Governative allo scopo di favorire tali progressi nei sistemi di produzione degli alimenti".

Oltre a migliorare l’accesso alle risorse naturali ed il loro impiego, il Vertice cercherà di tenere conto degli sforzi globali di perseguire l’Obiettivo di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite (Millenium Development Goal) che è quello di dimezzare, entro il 2015, la percentuale della popolazione che vive in stato di povertà. Il Vertice segna il culmine di un rimarcabile periodo di 12 mesi che ha visto concretizzarsi sia l’accordo sulla necessità di riforme commerciali, sancito ai colloqui dell’Organizzazione Mondiale per il Commercio (WTO) di novembre, a Doha; sia l’incremento dei fondi per lo sviluppo da parte degli Stati Uniti e l’Europa, annunciato in marzo a Monterrey, durante la Conferenza Internazionale sui Finanziamenti per lo Sviluppo delle Nazioni Unite.

Secondo il rapporto Global Challenge, Global Opportunity, qualche progresso è stato compiuto per ridurre la povertà nel corso degli anni ‘90 con un decremento del numero delle persone che vivono con un dollaro al giorno, ridottosi da 1,3 a 1,2 miliardi. Questo miglioramento si è concentrato nell’Asia Orientale e nell’America Latina, regioni che hanno anche fatto registrare una diminuzione nel numero di persone che soffrono la fame cronica. Il rapporto rileva comunque che certe regioni non hanno beneficiato di queste tendenze positive. L’Africa continua ad avere il più alto livello di mortalità, di povertà e di fame, ed il divario esistente negli standard di vita tra questo continente e i paesi industrializzati si è allargato. Il problema dell’Africa spazia dalle condizioni di vita della popolazione allo stato delle risorse naturali: in questo continente il tasso di deforestazione globale è il più alto, dove un allarmante 7 % delle foreste è stato distrutto negli anni ‘90.

"A Johannesburg, basandosi sui progressi conseguiti a Doha e Monterrey, si ricercherà l’accordo su come i crescenti fondi per lo sviluppo, provenienti dalla comunità internazionale, dovranno essere impiegati efficacemente", ha dichiarato Desai. "Gli standard di vita potranno solamente migliorare, fin da ora e nel lungo periodo, se queste risorse verranno distribuite sulla base di una obiettiva sostenibilità".

In mezzo a queste preoccupanti tendenze il rapporto rileva, tuttavia, alcuni casi di attività sostenibili svolte in regioni del mondo strategicamente importanti. Il 2% delle foreste mondiali sono ora destinate alla pratica sostenibile del taglio e del trasporto della legna. Si stanno diffondendo le riserve naturali, i parchi ed i santuari e coprono, al momento, il 5% del territorio in Europa e l’11% in Nord America, costituendo la base di un eco-turismo globale in rapida espansione.

Per quanto riguarda l’Energia, il rapporto sostiene che la quota delle moderne fonti energetiche rinnovabili è aumentata rispetto a quella delle fonti di energia globale, passando dal 3,2 % del 1971 al 4,5% attuali; l’inquinamento delle aree urbane è mantenuto sotto controllo nei paesi a medio e ad alto reddito al passo con il miglioramento degli standard di vita, con significative riduzioni registrate dagli anni 70 agli anni 90 nelle città di Tokio, Mexico City, Singapore e Seoul. L’accesso all’acqua potabile e l’igiene sono gradualmente migliorati negli anni ‘90 e l’obiettivo di una riduzione del 50% della mortalità infantile causata da malattie diarroiche, sancito al Vertice Mondiale per l’Infanzia del 1990, è stato raggiunto con una diminuzione dei decessi di bambini da 3,3 milioni nel 1990 a 1,7 milioni nel 1999.

"Il successo del raggiungimento dell’obiettivo della riduzione della mortalità infantile causata da malattie diarroiche e l’aumento, senza precedenti, dei fondi per lo sviluppo concordato a Monterrey all’inizio dell’anno, mostrano cosa si può ottenere nei Vertici delle Nazioni Unite", ha dichiarato Desai. "Lo sviluppo sostenibile sta iniziando a radicarsi in alcune regioni del mondo ma tale processo necessita di essere accelerato rapidamente se dobbiamo costruire un futuro senza la povertà e l’instabilità che ne deriverebbero se insistessimo nell’attuale gestione delle risorse naturali. I leader mondiali devono convenire a Johannesburg pronti a far proprio un nuovo approccio allo sviluppo globale e – cosa più importante – a sostenere questo obiettivo con impegni concreti.

3 Agosto 2002 Comunicato stampa

 

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