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Fonte,
Radio Vaticana, 24 settembre 2008
Ascolta il servizio di
Amedeo Lomonaco
Novità
per gli Istituti Superiori di Scienze religiose,
nell’Istruzione presentata stamane nella Sala
Stampa Vaticana
Si
arricchisce di importanti novità l’iter
formativo per i laici destinati all’insegnamento
della religione o ad incarichi pastorali: gli
Istituti superiori di scienze religiose saranno
collegati ad una Facoltà di Teologia e il
percorso formativo sarà calibrato seguendo la
formula dei 3 + 2: la laurea breve, analogamente
al titolo rilasciato dalle Facoltà teologiche, si
chiamerà Baccellierato e con il completamento del
ciclo di studi, si conseguirà la Licenza. Si
tratta di alcune delle novità introdotte dalla
nuova “Istruzione sugli Istituti superiori di
Scienze religiose”, presentata stamani in sala
Stampa Vaticana. Il documento, approvato lo scorso
mese di giugno da Benedetto XVI, entrerà in
vigore a partire dall'anno accademico 2009-2010.
Il servizio di Amedeo Lomonaco:
Le finalità del documento sono quelle di
promuovere un’equa distribuzione sul territorio
garantendo la qualità dell’offerta formativa.
Per gli Istituti superiori di scienze religiose
vengono fissati in particolare nuovi parametri,
tra cui il numero minimo di studenti e quello di
docenti stabili. La nuova norma sancisce che i
docenti degli Istituti superiori di scienze
religiose, “devono sempre distinguersi per
l’idoneità scientifico-pedagogica, onestà di
vita, integrità di dottrina, dedizione al dovere,
in modo da poter efficacemente contribuire al
raggiungimento del fine proprio dell'Istituto”.
Il documento si inserisce nel solco di una
delle grandi intuizioni del Concilio Vaticano II,
“la valorizzazione del laicato”. Con il
Concilio – ha affermato il cardinale Zenon
Grocholewski, prefetto della Congregazione per
l’Educazione cattolica – si è intensificato
un vivo interesse per lo studio della teologia e
di altre scienze sacre, “per arricchire con esse
la propria vita cristiana, essere capaci di dare
ragione della propria fede”. E’ da augurarsi
– ha detto il porporato – che questi Istituti
possano contribuire efficacemente ad aumentare la
cultura religiosa dei fedeli.
“Ma ciò non dipende tanto dal loro numero,
bensì specialmente dalla loro qualità e dalla
loro capacità di individuare adeguatamente quali
sono i veri bisogni dei fedeli, ai quali detti
Istituti sono chiamati a rispondere, per poter far
crescere veramente, in spirito e verità, il Corpo
Mistico di Cristo”.
Tutti i battezzati – ha sottolineato mons.
Jean Louis-Brugès, segretario della Congregazione
per l’Educazione cattolica – sono chiamati
alla santità e questa vocazione deve rientrare
nella missione affidata dalla Chiesa ai suoi
fedeli laici. La missione - ha aggiunto - è
doppia: la prima è di testimoniare il Vangelo nel
mondo e nei vari ambiti. La seconda si fonda sul
servizio dei laici alla Chiesa e, in particolare,
nell’insegnamento dei laici in scuole e
Università cattoliche. Per offrire questo
servizio nelle migliori condizioni possibili –
ha spiegato mons. Jean Louis-Brugès – i laici
devono ricevere una formazione adeguata:
“C’est un droit pour eux de solliciter une
telle formation…
C’è un diritto per i laici a sollecitare una
tale formazione; c’è un dovere per la Chiesa di
proporre questo percorso formativo”.
Nelle comunità cristiane – ha osservato
mons. Angelo Vincenzo Zani, sotto segretario della
Congregazione per l’Educazione cattolica – si
è infatti registrata “la graduale maturazione
della necessità di qualificare sia il personale
religioso che quello laico”. Si deve rispondere
– ha fatto notare mons. Zani – a nuove
esigenze ma anche “far fronte all’evoluzione
sociale e culturale che interpella soprattutto i
laici”:
“Non si può pretendere di ridurre
forzatamente dentro un unico modello rigido di
formazione per laici la pluralità e la diversità
delle istituzioni formative oggi esistenti, molte
delle quali già riconosciute dalla Santa Sede”.
Nella
nota introduttiva all'Istruzione della
Congregazione per l’Educazione cattolica si
ricorda infine che gli Istituti superiori di
Scienze religiose hanno lo scopo di promuovere la
formazione religiosa dei laici e delle persone
consacrate, per una loro più “cosciente e
attiva partecipazione ai compiti di
evangelizzazione nel mondo attuale, favorendo
anche l’assunzione di impieghi professionali
nella vita ecclesiale e nell’animazione
cristiana della società”. I Centri accademici
ecclesiastici – si legge infine nel documento
– hanno lo scopo di assicurare allo studente una
conoscenza completa e organica di tutta la
Teologia. Quest’ultimo tipo di formazione si
rivolge, in particolare, a coloro che si preparano
al sacerdozio.
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