IMPEGNO
DEL PREMIER IRACHENO PER PROTEGGERE I CRISTIANI (9 GENNAIO 2008) |
Iraq:
il premier tenta di rassicurare i cristiani dopo gli
attacchi contro chiese e conventi
Ascolta il
servizio di Amedeo Lomonaco
Il
premier iracheno, Nouri al-Maliki, ha garantito
l’impegno del suo governo per assicurare un’adeguata
protezione dei cristiani in Iraq. Il primo ministro
incontrando ieri il nunzio apostolico in Iraq e in
Giordania, mons. Francis Assisi Chullikatt, ha dichiarato
inoltre che “cristiani e musulmani sono uniti nel
fronteggiare terroristi e fuorilegge”. Le violenze nel
Paese - ha aggiunto Nouri al-Maliki - “colpiscono tutti
i gruppi religiosi”. In un comunicato del governo
iracheno, si precisa poi che l’obiettivo è di
promuovere “i forti legami di amicizia con le comunità
cristiane”. Parole di “condanna e denuncia per gli
attentati terroristici” di domenica scorsa sono arrivate
anche dal vice presidente iracheno, Tareq al-Hashemi, che
esprime la propria “vicinanza ai fratelli cristiani”.
Gli attacchi di domenica scorsa, contro chiese e conventi
a Baghdad e a Mosul, hanno provocato il ferimento di
almeno 4 persone. Secondo il nunzio apostolico in Iraq, le
azioni sono state coordinate e questo tipo di attacco
costituisce “una triste novità”. Se gli attentati
fossero compiuti solo alcune ore prima – ha poi
precisato mons. Francis Assisi Chullikatt - ci sarebbe
stata una strage spaventosa”. In Iraq, dunque, la
situazione resta difficilissima e continua ad essere alto
il rischio di sequestri di sacerdoti: padre Hani Abdel
Ahad, rapito lo scorso 6 giugno a Baghdad, ha dichiarato
all’agenzia AsiaNews che non è solo il denaro a muovere
l’industria dei sequestri: i terroristi – ha spiegato
il sacerdote iracheno - nutrono un “odio profondo verso
i cristiani”, che vogliono cacciare dall’Iraq. La fede
– ha concluso – è “l’unica speranza che ci fa
andare avanti”.

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