ATTENTATI A CATENA IN IRAQ (15/09/2005) |
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il servizio di Amedeo Lomonaco
In Iraq, oltre 100 persone sono morte in seguito a 6 attacchi kamikaze a Baghdad e ad un attentato dei ribelli a nord della capitale. Al Qaeda ha rivendicato le azioni terroristiche aggiungendo che sono state compiute per vendicare le recenti operazioni militari delle forze della coalizione, costate la vita a più di 200 persone, contro gli insorti nella città di Tal
Afar. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Hamid Reza
Asefi, ha duramente condannato gli attacchi dei ribelli, definendoli “contrari ai valori islamici e umani”. Sul versante
politico, si deve registrare la consegna della bozza finale della Costituzione alle Nazioni Unite. Il servizio di Amedeo
Lomonaco:
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Una delle più violente offensive della guerriglia dalla caduta del regime di Saddam Hussein ha scosso Baghdad. L’attentato più grave è quello avvenuto nel quartiere sciita di Kadhimiya dove la deflagrazione di un’autobomba è stata preceduta da una trappola: un kamikaze ha finto di essere un datore di lavoro e si è fatto saltare in aria tra una folla di aspiranti lavoratori. L’esplosione, che ha causato più di 80 vittime, è avvenuta a poca distanza dal ponte della moschea dove, lo scorso 31 agosto, un migliaio di fedeli è rimasto ucciso nella calca
causata da un allarme kamikaze. Poco dopo la deflagrazione dell’autobomba nel quartiere di
Kadhimiya, un altro guerrigliero si è lanciato contro un convoglio dell’esercito iracheno provocando la morte di tre soldati. Un terzo attentatore si è fatto esplodere in un quartiere nord occidentale della capitale uccidendo almeno 4 civili. Sempre a Baghdad, un attacco kamikaze ha provocato il ferimento di due soldati americani e un attentatore suicida è morto in seguito all’esplosione della carica che aveva addosso. Il sesto attacco è costato la vita ad 11 persone in fila per riempire le bombole del gas. Prima della serie di attentati a Baghdad, la città di Taji è stata sconvolta, nella notte, da
un’ennesima strage di civili: 17 iracheni sono stati assassinati da miliziani travestiti da soldati. In questo agghiacciante scenario, proseguono gli sforzi politici per disegnare il nuovo futuro democratico iracheno: la bozza finale della Costituzione, che sarà distribuita agli elettori in vista del referendum del prossimo 15 ottobre, è stata consegnata alle Nazioni Unite. Il testo, rispetto a quello presentato in Parlamento lo scorso 28 agosto, contiene alcune modifiche sulla gestione delle acque e sulle prerogative del primo ministro.
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Per la Radio Vaticana, Amedeo Lomonaco, 15 settembre 2005

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