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ANNI FA L'INVASIONE DELLA POLONIA DA PARTE DELLA
GERMANIA (2/09/2004) |
Ascolta l'intervista di Amedeo Lomonaco al giornalista Gianni Bisiach
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Nell’udienza
generale di ieri, il Papa ha espresso dolore e
preoccupazione per gli ultimi attacchi terroristici in
Israele e Russia. Ha così rivolto un appello affinché
cessi ovunque il ricorso alla violenza, ricordando il 65.mo anniversario dell’invasione nazista della Polonia
e dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale. |
“Ripensando a quei giorni – ha detto Giovanni Paolo II
– in questo momento di gravi e diffuse tensioni,
invochiamo da Dio il dono prezioso della pace”. Torniamo
dunque a quei tragici momenti dell’intervento militare
tedesco in Polonia con il servizio di Amedeo Lomonaco:
Il
primo settembre del 1939 la Germania di Adolf Hitler con
l’attacco contro la Polonia scatenò la seconda guerra
mondiale, il più sanguinoso conflitto di tutti i tempi. I
primi colpi di artiglieria furono sparati contro una base
militare polacca nei pressi di Danzica e successivamente
gli aerei tedeschi bombardarono gli aeroporti e le
principali vie di comunicazione del Paese. Riapriamo
questa drammatica pagina con il giornalista Rai Gianni
Bisiach, che ha curato diverse rubriche di storia:
R.
– Nel 1939 avevo 12 anni. La mia era una famiglia
antifascista e ricordo che si parlava della follia di
Hitler e poi di Mussolini che lo avrebbe seguito. Quello
fu soprattutto un momento terribile per il mondo con il
quale i tedeschi attuarono questa loro azione:
cominciarono ad invadere la Polonia, iniziarono i
bombardamenti aerei delle città e furono mitragliate le
donne ed i bambini che fuggivano lungo le strade.
L’occupazione della Polonia, da parte dei tedeschi,
provocò immediatamente l’entrata in guerra
dell’Inghilterra e della Francia e quindi il
coinvolgimento del mondo civile.
Nonostante
le alleanze stipulate prima della guerra dal governo di
Varsavia con Francia e Gran Bretagna, nessun aiuto arrivò
in Polonia dopo il primo settembre del 1939. Perché?
Ascoltiamo ancora Bisiach:
R.
– La prima guerra mondiale è stata così terribile che
si era deciso, alla fine di quella guerra, di non armarsi
più ed infatti il mondo era disarmato. Hitler e la
Germania nazista, però, si armarono segretamente ed in
quel momento erano potentissimi. Gli inglesi ed i francesi
avrebbero sicuramente voluto intervenire ma non erano
ancora sufficientemente preparati per un’azione di quel
tipo. Per fortuna, negli anni successivi, l’Inghilterra
completò il proprio processo di riarmo e, anche con
l’intervento dell’America, Hitler venne piegato.
D.
– Ma non furono solo i tedeschi ad invadere il
territorio polacco: due settimane dopo le regioni
dell’Est del Paese furono invase dall’armata rossa di
Stalin che aveva appena firmato un accordo con Hitler …
R.
– Su questa vicenda storica ci sono due ipotesi. Una che
questo accordo tra Hitler e Stalin fosse una perfida
manovra per distruggere i polacchi: Russia e Germania,
hanno sempre cercato, infatti, di portare il loro dominio
in Polonia. C’è poi anche da dire che la Russia di
Stalin non era ancora in grado di reagire e quindi questa
alleanza fra Stalin ed Hitler, consentì alla Russia di
prendere tempo e armarsi.
D.
- In un mondo oggi minacciato dal terrorismo e segnato da
conflitti spesso dimenticati, quali insegnamenti possiamo
trarre dalla seconda guerra mondiale?
R.
– Credo che la follia di Hitler ci richiama in qualche
modo alla follia del terrorismo. Il terrorismo è una
forza internazionale, che cerca di opporsi all’Europa,
all’America e al mondo occidentale. Secondo me, ci sono
oggi delle situazioni che si possono paragonare
all’inizio della seconda guerra mondiale.
L’invasione
della Polonia portò dunque ad uno scontro tra due mondi
lontani: la più moderna tecnologia militare dell’epoca
fu affrontata dalla tradizionale cavalleria polacca. Ed
anche oggi, nel mondo globalizzato, viviamo altri
contrasti: le avanzate società occidentali stridono, ad
esempio, con le difficili realtà di tanti Paesi. Come
sempre, di fronte a semi di odio e di violenza, la
speranza è affidata agli uomini di buona volontà e ai
costruttori di pace.
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