INTERNET E LA CHIESA CATTOLICA IN EUROPA (7/06/2005) |
Ascolta il servizio di Amedeo Lomonaco
INTERNET, AEROPAGO DEL NOSTRO TEMPO E STRUMENTO CAPACE DI DIFFONDERE IL MESSAGGIO CRISTIANO. A QUESTO TEMA E’ STATO DEDICATO L’INCONTRO “INTERNET E LA CHIESA CATTOLICA IN EUROPA”, ORGANIZZATO A ROMA DALLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA
- A cura di Amedeo Lomonaco -
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ROMA. = I responsabili dei siti Internet delle Conferenze episcopali europee hanno sottolineato come la Rete, spazio virtuale di comunicazione e di incontro, possa diventare sempre più una risorsa per la pastorale al servizio della comunità. Tutti gli interventi hanno messo in risalto la necessità di illustrare, non solo alla comunità cattolica del web, il messaggio cristiano attraverso siti capaci di creare ponti con il mondo reale. |
Sul ruolo pastorale dei siti cattolici è incentrato anche il messaggio del presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, l’arcivescovo John
Foley, rivolto ai partecipanti all’incontro. Compito della Chiesa scrive il presule è anche quello di incoraggiare l’uso di Internet per il bene comune, per lo sviluppo della pace e della giustizia nel rispetto della dignità personale. La Rete, aggiunge l’arcivescovo, non deve essere vista solo come un mezzo di divertimento, ma anche come un veicolo di approfondimento culturale e spirituale. I relatori hanno sviluppato proprio questo tema nella relazione intitolata “Varcare
la soglia della rete”. Il direttore del Centro di ricerca e comunicazione di
Ecully, padre Pierre Babin, ha sottolineato un’esigenza, quella di riconoscere i siti web come una risorsa, come una ricchezza, che sappia accostare i patrimoni etici agli strumenti informatici. Nella relazione intitolata “Nel tempo della rete” il professore dell’Università autonoma di Barcellona, José Manuel Peréz
Tornero, ha analizzato il rapporto tra le risorse della Rete e i processi di apprendimento. Tornero ha rimarcato il ruolo dell’educazione per ristabilire il giusto equilibrio tra l’intelligenza artificiale prodotta dai computer e quella soggettiva.
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Per
la Radio Vaticana Amedeo Lomonaco, 7 giugno 2005
AI SITI WEB CATTOLICI DEDICATI UNA SERIE DI INCONTRI ORGANIZZATI A ROMA PER RIUNIRE WEBMASTERS PROVENIENTI DA VARI PAESI EUROPEI
- Interviste con José Manuel Pérez Tornero e con Franco Mazza -
‘Internet e la Chiesa cattolica in Europa’, ‘Internet e i minori’ e ‘La Chiesa nella società digitale’. Sono i temi di tre incontri organizzati in questi giorni a Roma per una serie di dibattiti, in corso fino al prossimo 12 giugno, sul panorama della religiosità in rete. Il servizio di Amedeo
Lomonaco:
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Durante il convegno ‘Internet e la Chiesa cattolica’, conclusosi martedì scorso, sono state presentate le diverse esperienze dei responsabili dei siti web delle Conferenze episcopali europee. I partecipanti all’incontro hanno anche analizzato il sistema di valori prodotto dalla rete. Su questo aspetto, ascoltiamo uno dei relatori del convegno, il docente in comunicazione all’Università autonoma di Barcellona José Manuel Pérez
Tornero:
R. – I valori della rete sono contraddittori. Ci sono valori positivi, come l’universalità, la ricerca di un’etica globale e di un’unità dell’umanità. I valori negativi sono invece l’invasione della vita privata e l’eccesso di commercializzazione.
D. – Quindi, Internet può aiutare o rendere prigioniero l’uomo, ingabbiarlo in questa rete. Quando la rete è costruttiva e quando, invece, e distruttiva?
R. – Credo che sia costruttiva quando il fine è quello di trasmettere idee, di partecipare, di lavorare insieme. E’ distruttiva quando porta all’isolamento della gente, quando costruisce barriere nelle relazioni tra le persone.
D. – La rete può favorire una cittadinanza universale?
R. – Abbiamo anche bisogno, però, della diversità. Credo che un’etica globale sia un’etica che favorisca il dialogo. Ma non dobbiamo dimenticare un altro livello di etica: quella individuale.
D. – Quindi, la migliore strategia per favorire il giusto approccio verso la rete e verso i media è l’educazione, un’educazione che possa mediare tra l’intelligenza artificiale e quella soggettiva ...
R. – L’umanità senza educazione è niente. L’educazione è la prima via per risolvere le contraddizioni attuali.
Tra i siti cattolici europei presenti in rete, quelli italiani occupano sicuramente una posizione di rilievo. Lo conferma padre Franco Mazza, vice direttore dell’ufficio nazionale per le comunicazioni sociali
della CEI:
R. – Sono circa 9.500 i siti cattolici italiani. Tra questi non ci sono solamente quelli legati alle istituzioni, quasi 2000, ma anche web che rappresentano il mondo variegato della comunità ecclesiale. Ci sono, poi, anche dei siti personali che intendono promuovere la cultura cattolica.
D. – Quali sono i contenuti più richiesti dall’utenza?
R. – Quando abbiamo immesso in rete il sito della versione ufficiale della Bibbia della Conferenza episcopale italiana, www.bibbiaedu.it, ci siamo accorti che questo sito è diventato il più gettonato.
D. – Funziona il progetto della parrocchia virtuale?
R. – Questo progetto, se non invita a muovere dei passi reali di incontro con la comunità rischia, a mio avviso, di rimanere uno spazio religioso che perde la sua veridicità.
Gli altri due appuntamenti organizzati a Roma, “Internet e i minori” e “La Chiesa nella società digitale”, sono dedicati agli sforzi per incentivare un uso corretto della rete da parte dei più piccoli e al confronto delle varie attività pastorali in internet.
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Per
la Radio Vaticana Amedeo Lomonaco, 9 giugno 2005
MASS MEDIA ORIENTATI ALLA RICERCA DELLA VERITA’ E DELLA GIUSTIZIA CREANO PONTI DI DIALOGO E SOLIDARIETA’ NEL MONDO. L’INTERVENTO DI MONS. FOLEY ALLA
10.MA CONFERENZA CRISTIANA SU INTERNET
- A cura di Alessandro De Carolis -
La “nuova cultura” imposta dai media può fornire un “grande contributo” al dialogo tra i popoli se opportunamente fondata su criteri etici e orientata alla verità e alla giustizia. L’auspicio dell’arcivescovo John
Foley, presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni sociali, è contenuto nel discorso che il presule ha tenuto oggi durante la decima Conferenza cristiana su Internet
(ECIC), ospitata dallo stesso dicastero vaticano. L’incontro, intitolato “La Chiesa nella società digitale”, ha permesso a mons. Foley di riprendere e ribadire alcuni concetti espressi poco
prima della sua morte da Giovanni Paolo II, nella Lettera apostolica Il rapido sviluppo, indirizzata lo scorso febbraio ai responsabili delle comunicazioni sociali.
Riconoscendo il forte potere di condizionamento della “nuova cultura mediale” sulla mentalità umana, mons. Foley ha subito chiarito la necessità che essa sia “basata sui valori universalmente validi e finalizzata al bene comune”, oltre che guidata dal “principio etico di rispetto della dignità umana”. I mass media - formando le opinioni ed echeggiando gli interrogativi fondamentali dell’uomo, compresi quelli religiosi – offrono, con il loro continuo sviluppo, “nuove possibilità di approfondimento” per la stessa fede. Tuttavia, ha obiettato il presidente del dicastero
vaticano, tale caratteristica rende urgente “la necessità di un approccio critico e di un vero discernimento”. In particolare, ha osservato mons.
Foley, serve “un’opportuna formazione degli operatori dei media, non solo cattolici”, che renda l’esercizio della professione libero e responsabile, a servizio dei “supremi criteri della verità e della giustizia”. La Chiesa, chiamata da tempo a dialogare con l’universo dei media, “vuole varcare questa soglia che conduce ad una nuova epoca, valorizzando – ha concluso mons. Foley - gli strumenti donati da Dio all’uomo, capaci di mantenere aperto il dialogo tra le genti, facendosi strumento di
conoscenza, comprensione reciproca e solidarietà”.

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