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CONVEGNO SULL'INFINITO E PROGETTO STOQ (3/11/2005)

Ascolta il servizio di Amedeo Lomonaco 

Radio Vaticana, 3.11.2005

LA FEDE SENZA RAGIONE PUÒ DIVENTARE PREDA DEL FONDAMENTALISMO. COSÌ IL CARDINALE PAUL POUPARD PRESENTANDO IL CONVEGNO “L’INFINITO NELLA SCIENZA, NELLA FILOSOFIA E NELLA TEOLOGIA”, UN’INIZIATIVA DEL PROGETTO STOQ IN PROGRAMMA A NOVEMBRE ALLA LATERANENSE  

“L’infinito nella scienza, nella filosofia e nella teologia”. E’ il tema del primo congresso internazionale del progetto STOQ,Scienza, teologia e la questione ontologica’, in programma dal 9 all’11 novembre all’Università Lateranense e presentato stamani nella Sala Stampa della Santa Sede. Il convegno, che proporrà un confronto tra scienziati, filosofi e teologi, sarà incentrato sull’Infinito, comune denominatore per un dialogo a 360 gradi tra matematica, cosmologia, antropologia e teologia. Il servizio di Amedeo Lomonaco:  

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Il presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, cardinale Paul Poupard, dopo aver sottolineato l’importanza del dialogo all’interno della Chiesa cattolica tra la cultura scientifica e la cultura della fede, ha spiegato come nel dialogo della Chiesa con il mondo non si tratti solo di trovare una formula che assicuri rapporti di buon vicinato con le scienze, o di denunciare possibili sconfinamenti. “Sappiamo – ha detto il cardinale – dove può condurre una ragione scientifica fine a stessa”, citando la bomba atomica e la clonazione. “Ma siamo anche consapevoli – ha aggiunto – dei pericoli di una religione che recide i suoi vincoli con la ragione e diventa così preda del fondamentalismo”. “I credenti – ha precisato il porporato – hanno l’obbligo di mettersi all’ascolto di ciò che la scienza secolare offre”:  

“Già ai tempi di Galileo Galilei il cardinale Baronio disse questo aforisma: ‘La Sacra Scrittura non ci insegna come va il cielo, ma come si va al cielo’. Quello che interessa è che l’universo non si è fatto da solo, ma che ha un Creatore. E’ importante per i credenti sapere come la scienza vede le cose per capire meglio. Come avrebbe detto Pascal è una questione di altro ordine”.  

Durante la conferenza stampa, sono state poi ricordate alcune delle domande che stimoleranno il convegno alla Lateranense: L’universo è finito o infinito nello spazio e nel tempo? L’universo si espande all’infinito? La tesi della potenziale infinità della mente umana è ancora sostenibile, di fronte alle scienze cognitive moderne, per giustificare la libertà e la razionalità delle singole persone? A tali quesiti saranno chiamati a rispondere, fisici, matematici e religiosi analizzando i legami tra scienza, filosofia e teologia. Il progetto Stoq è stato avviato nel 2003, a mille anni esatti dalla morte di uno dei primi pionieri dell’incontro tra scienza e fede nella cristianità medievale, Papa Silvestro II. L’iniziativa, che ha già coinvolto oltre 650 fra studenti e professori provenienti da tutto il mondo, è coordinata dal Prontificio Consiglio della cultura. Il progetto Stoq è stato promosso da tre Università pontificie romane – Lateranense, Gregoriana e Regina Apostolorum – ed è finanziato dalla John Templeton, la più importante realtà privata impegnata nel dialogo tra scienza e religione.

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