ACCORATO
APPELLO DI SUOR NIRMALA IN INDIA (4/09/2008) |
Ascolta il
servizio di Amedeo Lomonaco
Ascolta
l'appello di suor Nirmala
Accorato
appello di suor Nirmala per porre fine alle violenze
anticristiane in India
La
Chiesa si affida alla preghiera per opporsi alla violenza
condotta da estremisti indù contro i cristiani in India:
i vescovi italiani hanno indetto per domani 5 settembre,
anniversario della morte della Beata Teresa di Calcutta,
una giornata di preghiera, digiuno e solidarietà. Per
richiamare l’attenzione della comunità nazionale ed
internazionale sulle tragiche vicende nello Stato di
Orissa lancia una simile iniziativa anche la Chiesa
indiana: i vescovi indiani hanno fissato infatti per il
prossimo 7 settembre una giornata di preghiera. I presuli,
che chiedono misure più adeguate al governo per garantire
una più adeguata sicurezza, denunciano anche i casi di
molti cristiani costretti a convertirsi all’induismo. Il
servizio di Amedeo Lomonaco:
Un nuovo incubo si aggiunge alle violenze, alla fuga
nelle foreste per mettersi in salvo: molti cristiani sono
costretti a convertirsi all’induismo e ad attaccare le
chiese. E’ quanto sostiene la Conferenza episcopale
indiana che denuncia anche “atti totalmente disumani”.
I vescovi non nascondono inoltre la loro preoccupazione:
siamo angosciati – affermano i presuli – nel notare
che nonostante le assicurazioni date dal primo ministro
dell’Orissa al premier indiano, non si vedono
miglioramenti. Sebbene siano state dispiegate forze di
sicurezza - osservano i vescovi - i fondamentalisti
continuano ad attaccare i cristiani. I presuli chiedono
quindi maggiore protezione per i cristiani e sollecitano
l’amministrazione statale a vigilare sulla “questione
delle riconversioni forzate”. Il portavoce della
Conferenza episcopale indiana, padre Babu Joseph -
riferisce l’Osservatore Romano - ha anche sottolineato
che gli attacchi contro le comunità cristiane sono il
frutto di una strategia volta ad instaurare in alcune zone
del Paese un vero e proprio “regno del terrore”. La
giornata di preghiera e digiuno del 7 settembre - ha
spiegato all'agenzia Fides- è un momento di invocazione e
di affidamento a Dio. Si celebrerà - ha aggiunto - nelle
chiese, dalle prime ore dell'alba fino alla sera.
"L'India - ha osservato il portavoce della Conferenza
episcopale indiana - è sempre stato un Paese multietnico
e multireligioso e la pace è possibile". Sul
terreno, intanto, il bilancio di questa ondata di violenze
è pesante: sono almeno 26 le vittime accertate, 50 le
chiese attaccate. Centinaia di case di cristiani sono
state devastate e poi bruciate. Aumentano i profughi e gli
scomparsi.
Per chiedere la fine di queste violenze rivolge un
accorato appello suor Nirmala, superiora generale
delle missionarie della Carità, congregazione fondata
dalla Beata Teresa di Culcutta:
Dear brothers and sisters in Orissa and all over India!
Let us not forget our true identity …
Cari fratelli e sorelle dell’Orissa e di tutta
l’India! Non dimentichiamo la nostra vera identità di
figli amati da Dio, nostro Padre. Siamo fratelli e sorelle
gli uni per gli altri, a prescindere dalla nostra
religione, razza, cultura o lingua. Che siamo ricchi o
poveri, nulla deve dividerci. Ma soprattutto, non usiamo
la religione per dividerci. L’essenza di tutte le
religioni è l’amore, l’amore di Dio e l’amore tra
di noi. La violenza fondata sulla religione è un abuso
della religione. La Beata Teresa di Calcutta, nostra
Madre, dice: La religione è un’opera d’amore; essa
non ha lo scopo di distruggere la pace e l’unità. Le
opere prodotte dall’amore sono opere di pace. Usiamo la
religione per divenire un cuore unico, colmo d’amore, il
cuore di Dio.
Cari fratelli e sorelle! In nome di Dio, nel nome della
nostra stessa umanità, creata per grandi cose, per amare
e per essere amata in eterno, e poi nel nome del nostro
Paese, del suo nobile retaggio, e nel nome dei poveri, dei
bambini e di tutti i nostri fratelli e sorelle sofferenti,
vittime di questa violenza e distruzione senza senso,
rivolgo questo appello: preghiamo, apriamo la nostra mente
e il nostro cuore alla luce e all’amore di Dio;
deponiamo le armi dell’odio e della violenza e
indossiamo invece l’armatura dell’amore; perdoniamo
gli uni agli altri e chiediamo perdono gli uni agli altri
per il male che ci siamo fatti, e rivolgiamoci al nostro
prossimo con amore. Preghiamo per il riposo delle anime di
Swami Laximanand Sarasvati (leader induista) e dei suoi
quattro amici e di tutti i nostri fratelli e sorelle che
hanno perso la vita nel corso di queste violenze.
Preghiamo per tutti noi e chiediamo alla beata Teresa di
Calcutta, nostra Madre, di pregare per noi affinché
possiamo diventare portatori della pace, dell’amore e
della gioia di Dio stesso gli uni per gli altri, e
costruttori di una civiltà dell’amore.
Dio
vi benedica!

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