IMMIGRAZIONE,
APPELLO DEL CARDINALE MARTINO (13/09/2008) |
Radio
Vaticana, 13 settembre 2008
Ascolta
il servizio di Amedeo Lomonaco
Appello
del cardinale Martino all'Europa: più solidarietà con
gli immigrati africani
Le
comunità cristiane devono continuare ad impegnarsi nel
processo di promozione del dialogo, a partire da quello
fondamentale tra le Chiese d’origine e quelle di
accoglienza dei migranti. E’ quanto si legge nel
messaggio del Pontificio Consiglio della pastorale per i
migranti e gli itineranti. Il documento, a firma del
cardinale Renato Raffaele Martino e dell'arcivescovo
Agostino Marchetto, rispettivamente presidente e
segretario del dicastero, è stato diffuso in occasione
dell’incontro annuale, incentrato sul tema “I migranti
africani in Europa e nella Chiesa”, dei direttori
nazionali per la pastorale dei migranti europei che si
chiuderà domani a Vienna. Il servizio di Amedeo
Lomonaco:
Nell’aridità
dei numeri e delle cifre sul flusso di immigrati
provenienti dall’Africa si concentrano storie
drammatiche di persone che rischiano la vita per arrivare
in Europa. Lo scorso anno sono stati almeno 31 mila, con
piccole imbarcazioni, a cercare di raggiungere le Isole
Canarie dalle coste dell’Africa. Più di 6 mila hanno
perso la vita nella traversata. Questo movimento di popoli
– si legge nel messaggio del Pontificio Consiglio –
“interpella pure la Chiesa e la sua responsabilità
pastorale”. L’adesione al Signore chiama i credenti ad
amare il prossimo, a seguire “ la regola d’oro della
carità” e ad animare “un senso di responsabilità non
più limitato ai membri del proprio gruppo comunitario”.
Non si tratta di un richiamo astratto ma di un “
imperativo morale” a compatire e soccorrere “chiunque
si trovi in difficoltà, affine o estraneo, autoctono o
immigrato, concittadino o straniero”. Bisogna evitare
che “la ragione diventi sorda al grande messaggio che le
viene dalla fede cristiana”. Ricordando che non c’è
futuro per un Paese o una cultura chiusa o contraria ad
influssi esterni, si deve affermare “la centralità
della persona umana”. Verso questa centralità si
orienta il cristianesimo, che ha dato il suo alto
contributo – si conclude nel documento - al
“miglioramento della condizione umana, concorrendo a
creare società più libere e prioritarie” e promuovendo
“la dignità umana, la tolleranza e la libertà di
coscienza e di culto”.

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