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RICERCA:
L'ILLUSIONE GLOBALE |
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L’umanità
è, ormai, pienamente consapevole delle tendenze globalizzanti innescate dalle
sue stesse capacità e potenzialità. Soprattutto s’inizia a far luce
sulle speranze che avevano accompagnato l’emergere di questo
processo;l’attese d’uguaglianza, di benessere,in termini di sopravvivenza.
L’evidenza
dell’illusorietà o della facile conveniente convinzione nella formula che
avrebbe dovuto livellare le difformità è cresciuta. Ciò non tanto per i
caratteri e i principi di questa, poiché globalizzazione è
apertura,movimento,incontro arricchimento,con tutto ciò che queste parole
evocano nel nostro immaginario di uomini moderni, quanto piuttosto per la brama
umana di potere e controllo.
La
presunzione di dovere, sapere, potere ordinare,dividere,gerarchizzare ha portato
ad un caos generale,a livello mentale-teorico,e ad una netta, marcata,
ripetitiva differenziazione, sul piano pratico.
Il
contesto in cui noi,”attori sociali moderni”, ci muoviamo non sembra essere
che l’epilogo di violenti e feroci eventi storici quali;lo schiavismo,le
crociate, il colonialismo,i totalitarismi, i campi di concentramento, i
genocidi, la bomba atomica,il terrorismo e la prova lampante della fragilità,
vulnerabilità dei confini umani,tipicamente artificiali.
L’altra
faccia della medaglia ,con il “Nuovo Millennio”, si sta mostrando
chiaramente.Si capisce che il “Progresso”, il”Capitalismo”,il
“Consumismo”, la “Società di massa”,i “Media”, non sono che
componenti o acceleratori di questo processo,non i nemici da abbattere.
Si
tratta piuttosto di “ridimensionare” i termini e gli orizzonti, considerando
i “mali” contemporanei più come mezzi di affermazione,condivisione,
appartenenze.
Guardarsi
attorno, cercando di percepire e scorgere minimi suoni e movimenti,consci del
fatto che tale globalità è proprio formata da queste “minime”
parti.Armonizzare anziché ordinare.
La
capacità che l’uomo moderno deve riattivare è la stessa che lo ha portato in
questo labirinto. Affermarsi come essere riflessivo,capace di scegliere
criticamente tra le mille opzioni che egli stesso si è creato:avendo coraggio
di rischiare,mettersi in gioco in prima persona.
Alessia
Fedi
(riflessione
emersa dopo l’esame in Sociologia dei processi culturali e letture di
Giddens e Bauman)
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