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www.dittatori.it

 

 

 


spesa sostenuta per tipologia di attivita' innovativa (anno 2000)

 
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Imprese innovatrici per tipo di innovazione

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Imprese innovatrici per classi di addetti

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Spesa sostenuta per tipologia di attività innovativa

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Andamento e ciclo dell'innovazione tecnologica

 

 

Gli ultimi due grafici evidenziano il livello e la composizione della spesa sostenuta per l’innovazione tecnologica nel campo dell’industria e nel campo dei servizi. Le voci di spesa sono state considerate finalizzate all’introduzione di innovazioni tecnologiche: le spese per attività di R&S svolta all’interno dell’impresa; le spese per l’acquisizione di ricerca e sviluppo all’esterno dell’impresa; le spese per l’acquisto di macchinari e attrezzature finalizzati al miglioramento dei processi di produzione; le spese per l’acquisto di know-how tecnologico sotto forma di brevetti, licenze, etc.; le spese di progettazione industriale; le spese per attività di formazione legate all’introduzione di innovazioni tecnologiche; le spese per il marketing di prodotti tecnologicamente nuovi. Sulla base dei risultati emerge una composizione delle torte, all’interno dei due settori, molto diversa.

L’acquisto di macchinari e impianti, in entrambi i mercati, costituisce la componente più rilevante della spesa anche se la differenza, in termini di punti percentuali, è considerevole (14 p.p.: 50% l’industria e 36% i servizi).

Anche la R&S intra-muros è  maggiore nel settore dell’industria (29%) rispetto al settore dei servizi (17%), mentre la R&S acquistata all’esterno registra lo stesso tipo di percentuale (6%).

E’ invece nel marketing, nella formazione e soprattutto nell’acquisto di tecnologia che il settore dei servizi registra una composizione della spesa maggiore rispetto all’industria. Globalmente i tre fattori arrivano a un 36% di spesa, a differenza dell’industria dove la somma è di soli 11 punti percentuali.

Questo dato è di certo il più interessante che si rileva dall’analisi comparata: il marketing e la formazione sono le leve che mostrano uno scarto interessante a favore dei servizi rispetto al settore dell’industria. Ciò significa che le imprese del primo settore tendono a sviluppare innovazione tecnologica spendendo, relativamente all’area della comunicazione e promozione dell’output (marketing) e all’area della formazione del personale, più di quelle operanti nel secondo settore. Ancora più importante però è rilevare come l’acquisto di tecnologia nel settore dei servizi è maggiore rispetto a quello dell’industria (20% contro 4%: 16 punti percentuali di differenza): la conclusione che si può trarre è che le imprese operanti nell’industria hanno capacità, potenzialità e possibilità maggiori di sviluppare al proprio interno innovazione tecnologica rispetto alle imprese del settore terziario. Questa considerazione dovrebbe perciò promuovere una maggiore sollecitazione nell’ambito del settore dei servizi per favorire un impegno mirato alla produzione di tecnologia interna e prossima alle esigenze proprie del settore. Il problema è che spesso gli investimenti in R&S devono essere ingenti per risultare fruttuosi ed i relativi risultati si apprezzano solo nel lungo periodo.

L’ultima componente (la progettazione) risulta invece essere abbastanza simile nei due settori: la differenza è infatti di un solo punto percentuale (4% nell’industria e 5% nei servizi).

Il dinamismo dell’innovazione tecnologica comporta l’obbligo da parte delle imprese di saper cogliere sia le opportunità nuove offerte dal settore che le capacità sviluppate al loro interno. E’ fondamentale che l’azienda definisca uno specifico orizzonte innovativo, attestando il cambiamento tecnologico su una frequenza che le dia la possibilità  di poter mantenere il vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti. Al giorno d’oggi, in un sistema economico caratterizzato da una forte tensione competitiva, in cui la velocità del processo tecnologico è tale da modificare rapidamente gli equilibri in atto, il poter disporre di tecnologie innovative diviene fondamentale:  

·        per l’impresa che voglia mantenere il suo livello di competitività;

·        per l’impresa che voglia realizzare con successo una politica di crescita e di espansione verso nuovi mercati.