L’outsourcing può essere classificato in:
· tattico/temporaneo o strategico, in relazione all’orizzonte temporale;
· selettivo o totale, in relazione alla portata dei servizi “esternalizzati”.
In relazione al contenuto invece è possibile tracciare un elenco delle linee di servizi più significative che si possono avere:
· servizi integrati di full outsourcing;
· servizi di local area network (LAN);
· servizi di help desk, call center;
· servizi di network outsourcing scomponibili in:
Ø servizi di comunicazione a valore aggiunto;
Ø electronic data interchange (EDI) e messaggistica, e-mail;
· servizi Internet;
· servizi di application outsourcing e la system
integration)[1].
E' stato detto che una peculiarità importante dell'outsourcing è la sua "modularità", ovvero la possibilità di estendere o, al contrario, di ridurre nel tempo il processo di esternalizzazione delle attività non prettamente appartenenti al core business, a seconda delle necessità riscontrate dalle imprese.
Esistono dunque diversi gradi di implementazione dell'outsourcing in una struttura aziendale, a causa di una molteplicità di elementi, non ultima le esigenze dei mercati che le imprese si trovano ad affrontare o i limiti insiti nella struttura della catena del business nella quale si opera. Proprio in base al livello di implementazione raggiunto, qui di seguito vengono sinteticamente descritti le due opzioni di outsourcing che si trovano alle due estremità rispetto al ventaglio delle innumerevoli varianti intermedie possibili, ognuna delle quali deve essere vista come una risposta alle differenti esigenze riscontrate dalle singole imprese.
Il modello per cosi dire più "elementare", prevede una totale o parziale gestione di una o più aree aziendali, lasciando tuttavia a disposizione dell'impresa il potere di controllo diretto sulle attività delegate. In sostanza un'impresa può esternalizzare alcune attività, mantenendone, tuttavia, il controllo diretto. E' il caso, ad esempio, dei servizi pagamento dei dipendenti, o dei servizi mensa o ancora di alcuni tipi di approvvigionamento. Si tratta in sostanza di uno strumento ideale per flessibilizzare i costi operativi, senza tuttavia rinunciare allo stretto controllo della situazione.
All'estremo opposto si trova il modello di massima estensione della strategia di outsourcing: in questo caso la partnership tra l'impresa e il vendor di riferimento diventa totale e permette di operare congiuntamente nelle attività di analisi del management, nelle attività amministrative e di controllo, passando per la re-definizione dei processi di business e l'individuazione degli obiettivi che via via diventano prioritari per l'impresa. Non si tratta unicamente di cedere la totalità delle funzioni e dei compiti di un'attività, ma anche e soprattutto di instaurare un rapporto di cooperazione e di collaborazione estesa: i vantaggi in termini di risparmio
di costi e di recupero di efficienza, sono massimi.
E' importante fare una puntualizzazione. Quando si parla di "massima estensione" del concetto di outsourcing, non ci si riferisce meramente al numero di enti aziendali coinvolti ma, piuttosto, all'intensità di esternalizzazione raggiunta per l'ente interessato, tanto da arrivare a comprendere le fasi di gestione e di controllo principali.
Quindi, è possibile che un'impresa possa decidere di affidarsi ad un provider in modo "esteso" per le forniture di semilavorati, di terziarizzare alcuni particolari processi della catena di lavorazione dei propri prodotti, mantenendo tuttavia il controllo diretto della gestione, e di utilizzare il proprio servizio spedizioni per consegnare i prodotti finiti.