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INCENTIVI COMUNITARI ALL'INNOVAZIONE TECNOLOGICA

I programmi a livello comunitario per lo sviluppo dell’innovazione tecnologica si presentano molto articolati e finalizzati esclusivamente a garantire un sostegno all’attività di ricerca scientifica e crescita tecnologica.

Il contributo dell’Italia, all’interno della Comunità Europea, è promosso dall’impegno del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) che ha il compito di agevolare, insieme ad altri organismi europei, la cooperazione tra paesi comunitari nell’ambito dei programmi di ricerca per l’innovazione tecnologica.

All’interno dello scenario europeo le attività del MIUR sono molteplici e dimostrano, ancora una volta, come il motore propulsore delle future tecnologie risieda nell’attività di ricerca scientifica. Intorno a questa, infatti, si è sviluppata e continua a crescere la collaborazione a livello comunitario.

I programmi quadro di ricerca scientifica e tecnologica dell’Unione Europea rappresentano i principali strumenti per la creazione di uno spazio Europeo della Ricerca. Attualmente sono stati definiti due programmi quadro: il sesto e il settimo programma quadro della ricerca e dello sviluppo tecnologico dell’U.E. Il primo è stato sviluppato in relazione ad un arco temporale di quattro anni che vanno dal 2002 al 2006, mentre il secondo, non ancora terminato, definisce le prospettive finanziare dell’Unione per un periodo di tempo maggiore     (2007-2013). Le caratteristiche  per descrivere il concetto di spazio Europeo della Ricerca possono essere riassunte nei seguenti punti:

 

·        collegamento in rete dei centri d’eccellenza esistenti in Europa e creazione di centri virtuali, impiegando a tal fine nuovi mezzi di comunicazione interattivi;

·        adozione di un approccio comune in relazione alle esigenze e modalità di finanziamento delle grandi infrastrutture di ricerca in Europa;

·        attuazione più coerente delle attività di ricerca nazionali e comunitarie e rafforzamento delle relazioni fra i diversi organismi di cooperazione scientifica e tecnologica in Europa;

·        migliore impiego di strumenti e mezzi volti a stimolare gli investimenti destinati alla ricerca e all’innovazione;

·        risorse umane più abbondanti e caratterizzate da una maggiore mobilità;

·        accresciuta mobilità dei ricercatori e costituzione di una dimensione europea nelle carriere scientifiche;

·        maggior spazio alle donne nella ricerca;

·        sensibilizzazione dei giovani, volta a risvegliarne l’interesse per la ricerca e per le carriere scientifiche.

 

Il MIUR è stato fortemente impegnato nel processo di elaborazione dei programmi specifici, attraverso interventi propositivi volti a rappresentare e a salvaguardare gli interessi scientifici e industriali del nostro Paese.

Nell'ambito degli accordi governativi bilaterali la cooperazione scientifica e tecnologica si realizza attraverso l'elaborazione di programmi esecutivi, nei quali prendono forma contenuti ed obiettivi scientifici, tecnologici e socio-economici collegati alla ricerca. L'azione del MIUR si esplica attraverso un'attività di coordinamento, incentivando la partecipazione di università ed enti di ricerca a progetti congiunti con le analoghe istituzioni di altri Paesi, in vari settori scientifici.

La funzione del MIUR nel settore della cooperazione scientifica multilaterale, cui è riconducibile l'attività internazionale di organismi governativi e non, varia in ragione della tipologia dell'ente, dell'attività scientifica condotta, nonché del sostegno finanziario, laddove assicurato dal Ministero. Per alcuni organismi, quali UNESCO[1], NATO[2], FAO[3], ONU[4], l’azione è quella di specifico sostegno tecnico-scientifico, con l'apporto di contributi e suggerimenti, e in alcuni casi di coordinamento, allo scopo di agevolare, con puntuali direttive, l’opera di rappresentanza realizzata da esperti esterni.

L’attività del MIUR, coordinata con il lavoro svolto da questi organismi internazionali multilaterali, acquisisce ancor di più uno spessore importante, promuovendo positivamente il contributo offerto dall’Italia nella ricerca scientifica.

Per altri organismi quali CERN[5], IAEA[6], EMBC[7], EMBL[8], ICTP[9] e IIAS[10], nei cui confronti il MIUR versa le quote di partecipazione, l’azione è orientata ad una vigilanza sulla coerenza dei risultati agli obiettivi programmati.

L’iniziativa denominata COST (acronimo francese che sta per Cooperation europeenne dans le domaine de la recherche Scientifique et Technique) è nata nel 1971 come quadro intergovernativo di cooperazione europea nella ricerca scientifica e tecnologica attraverso il coordinamento a livello europeo delle attività di ricerca finanziate nei diversi Paesi. Le azioni COST comprendono la ricerca di base e pre-competitiva intese come azioni di pubblica utilità.
Le attività COST sono sviluppate attraverso progetti di ricerca chiamati "azioni". Le azioni costituiscono una rete di progetti nazionali di ricerca coordinati che interessano almeno cinque diversi Stati Membri. COST si basa su un approccio flessibile di tipo "bottom-up". Le azioni sono definite da un memorandum di intesa firmato dai Governi dei Paesi coinvolti. La durata di ciascuna azione è generalmente di quattro anni.

Infine Eureka è un'iniziativa internazionale di promozione e sostegno della ricerca scientifica e industriale avente l'obiettivo generale di "accrescere la produttività e competitività dell'economia e dell'industria europea sul mercato civile mondiale". Eureka integra singoli programmi nazionali di ricerca e sviluppo e i programmi attuati dalla Commissione Europea e da altre organizzazioni europee attraverso un forte orientamento al mercato ed una definizione dei progetti di tipo "bottom-up". Nell'ambito dell'iniziativa, il MIUR svolge azioni di promozione attraverso giornate informative, seminari e contatti diretti con gli operatori del mondo della ricerca.

Il finanziamento dei progetti Eureka non si avvale di un fondo comune centralizzato. Ciascun partecipante deve pertanto, sulla base degli specifici quadri normativi predisposti dai paesi membri, ricercare all'interno del proprio sistema nazionale possibili supporti finanziari allo sviluppo del progetto. Da tale impostazione finanziaria, che costituisce uno degli elementi portanti dell'iniziativa Eureka, derivano ampi margini di flessibilità che consentono a ciascun Paese membro di adottare opportune scelte prioritarie di sostegno alla ricerca applicata ed industriale.

In Italia, in particolare, il finanziamento dei progetti Eureka non è legato a nessuno strumento specifico, ma può essere diretto caso per caso verso la forma di incentivo pubblico più adatta in relazione ai contenuti tecnico-scientifici del progetto stesso ed alla collocazione dell'entità proponente nel panorama della ricerca scientifica nazionale.


[1] United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization.

[2] North Atlantic Treaty Organization.

[3] Food and Agriculture Organization of the United Nations.

[4] United Nations Organization.

[5] European Organization for Nuclear Research.

[6] International Atomic Energy Agency.

[7] European Molecular Biology Conference.

[8] European Molecular Biology Laboratory.

[9] International Centre for theoretical Physics.

[10] International Institute of Administrative Sciences.