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IMPRESE INNOVATRICI PER CLASSI DI ADDETTI (ANNI 1998-2000) |
Dai due grafici sopra esposti emerge un risultato significativo: tanto nel settore dell’industria quanto in quello dei servizi l’innovazione tecnologica, se relazionata al numero di addetti di un’impresa, è maggiore all’interno di un contesto dimensionale notevole rispetto ad una realtà minore.
Infatti, nel settore dell’industria, lo scarto di innovazione tecnologica tra le imprese con 10-19 addetti e le imprese con 250 addetti e oltre risulta essere di ben 42,50 punti percentuali (31,40% il primo e 73,90% il secondo).
Lo scenario non cambia se ci si sposta nel settore dei servizi: anche qui lo scarto è di notevoli dimensioni (18,20% per le aziende con 10-19 addetti e 45,10% per le aziende con 250 addetti e oltre. La variazione è di 26,90 punti percentuali).
Un altro aspetto importante, desumibile dall’analisi comparata delle due figure, riguarda lo spessore di innovazione tecnologica presente nel settore dei servizi e in quello dell’industria se relazionato, ancora una volta e in entrambi i casi, con il numero di addetti dell’azienda: le imprese maggiormente innovatrici operano nel campo dell’industria, indipendentemente dalla categoria di azienda che prendiamo in esame. La differenza tra i due settori è evidente: le imprese innovatrici con 10-19 addetti registrano uno scarto percentuale di 13,20 punti percentuali (31,40% il settore dell’industria e 18,20% il settore dei servizi); invece nelle imprese con dimensioni
maggiori (250 addetti e oltre) lo scarto è ancora più significativo (28,80 punti percentuali).
Un ultimo dato interessante si deduce ancora una volta dallo studio comparato dei due settori: il gap di innovazione tecnologica esistente nell’industria tra le imprese con 10-19 addetti e quelle con 250 addetti e oltre (42,50 punti percentuali) è minore di soli 2,6 p.p. rispetto alle imprese innovatrici con 250 addetti e oltre operanti nel settore dei servizi (45,10%). Il confronto è significativo non tanto per la somiglianza che si può rilevare, quanto piuttosto per lo spessore di innovazione tecnologica presente nei due settori: il salto dalla prima all’ultima categoria di imprese operanti nell’industria registra una
differenza quasi pari alla percentuale di innovazione tecnologica massima presente nell’ultima categoria del settore dei servizi.
Quest’ultimo è un dato che dovrebbe far riflettere e dovrebbe altresì fungere da motore propulsore per il settore dei servizi per incentivare il tasso di innovazione tecnologica.
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