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NEW ECONOMY, GLOBALIZZAZIONE & ICT

 

Secondo il nuovo pensiero economico le “autostrade informatiche” offrono al capitalismo la possibilità di svilupparsi ininterrottamente e senza ostacoli, eliminando di fatto i cicli economici. Cresce la produttività dovuta all'introduzione del computer nei processi produttivi e si afferma l'importanza e lo sviluppo della new economy grazie alle nuove tecnologie.

La new economy è la nuova forma dell’economia, legata al mondo dei computer e delle grandi reti: tutto si può proporre, comprare, vendere tramite i circuiti delle reti e si aprono grandi possibilità di sviluppo. La new economy crea infatti nuovi mestieri ed è inoltre un fenomeno democratico e trasversale. Globalizzazione e new economy sono due processi che si intrecciano tra loro determinando una serie di cambiamenti mai visti fino ad ora. A cambiare oggi, infatti, non sono solo i rapporti all’interno dell’economia, ma le sue stesse regole.

Tutto ciò dovrebbe portare in termini di incremento della base di mercato, di riduzione di prezzi, di eliminazione di taluni intermediari e di creazione di nuovi, nonché di drastica attenuazione delle barriere d’accesso ai consumi da parte di moltitudini di potenziali consumatori fino ad ora esclusi.

Con il termine e-commerce si fa riferimento alla nuova realtà del commercio attraverso il computer. Nel mondo della rete le distanze si annullano, è possibile raggiungere un esercizio commerciale al di là dell'oceano con maggiore facilità rispetto ad uno che si trova nella nostra stessa città. E' possibile rendersi conto, infatti, che anche per i piccoli acquisti Internet fornisce un'alternativa spesso vantaggiosa, in termini sia di offerta della merce che di prezzi d'acquisto, rispetto a canali più tradizionali. In questo momento Internet suggerisce l'idea stessa di mercato globale e c'è chi pensa di trasformare la rete in una zona franca.

Con il termine e-business ci riferiamo ad un altro importante aspetto legato alla rete e quindi alla globalizzazione. L'intero settore finanziario è interessato dai cambiamenti introdotti dalle autostrade dell'informazione, un cambiamento che ha probabilmente uno dei suoi aspetti centrali nella possibilità di effettuare non solo operazioni bancarie ma veri e propri investimenti attraverso la rete. Già adesso, sono disponibili su Internet diversi servizi di acquisto, gestione, vendita on-line di azioni e partecipazioni finanziarie, servizi impegnati in una vera e propria guerra per aggiudicarsi un settore che è evidentemente percepito come strategico.

La Tab. 2.1 offre uno schema concettuale delle diverse relazioni che si possono instaurare all’interno del mercato della Rete tra i diversi attori presenti. Il rapporto Business to Business (BtB), rappresentato in tabella nella cella in basso a destra, evidenzia la frontiera del futuro del commercio elettronico via Internet.

 

Tab. 2.1 - Diverse tipologie di rapporti nel commercio elettronico via Internet[1]

 

BtC (Business to Consumer)

CtC (Consumer to Consumer)

Dal venditore al compratore. E’ il modello tradizionale delle vendite al dettaglio replicato con le dovute differenze sulla Rete. Ne esistono molteplici versioni e le più diffuse sono quelle relative a vendite specialistiche oppure a veri e propri empori che vendono un po’ di tutto.

E’ il mercato tra i consumatori che si basa sul baratto del tipo “mercatino dell’usato”.

CtB (Consumer to Business)

BtB (Business to Business)

Dal compratore al venditore. Definito anche sistema di “asta inversa” dove è il compratore che indica il prezzo che è disposto a pagare ed i venditori possono ritrovarsi a comperare tra di loro con effetti sul prezzo a favore del compratore. Missione del sito è quello di fare da punto di ricerca e contatto tra domanda ed offerta.

E’ il mercato tra i venditori, anche tra concorrenti, per l’acquisto di materie prime o di componentistica. E’ questo per Internet il vero mercato del futuro.

 

Da un punto di vista macroeconomico la new economy è considerata come simultaneo raggiungimento di:

 

·        una maggiore crescita della produttività del lavoro;

·        una riduzione delle variazioni repentine dell’economia;

·        una diffusione a livello universale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

 

Il momento attuale rappresenta una punta dello sviluppo delle tecnologie ICT, il cui fenomeno più vistoso è rappresentato dall’esplodere delle attività sulla rete Internet. L’utilizzo massiccio di questo mezzo di comunicazione ha alterato il mondo industrializzato, ridefinendo la struttura produttiva-distributiva e rielaborando le strategie e tattiche con cui si gestisce il commercio e si fornisce valore ai consumatori.

La risorsa strategica fondamentale nello scenario descritto è rappresentata perciò dalla conoscenza. Infatti la produzione sistematica di conoscenza amplifica il sapere e la capacità di inventare, produrre e operare correttamente con profitto. La conoscenza si traduce in un fattore trainante dell’economia attuale, dove la raccolta, l’elaborazione e la trasmissione di dati, generando informazione, rappresentano momenti cruciali nelle scelte strategiche[2].

L’ICT offre opportunità significative nella gestione della conoscenza e si inserisce perfettamente all’interno di questa nuova realtà economica. L’Information and communication technology infatti cura la memorizzazione, la ricerca, l’acquisizione, la copia, il filtraggio, la manipolazione, la visione, la trasmissione e la ricezione dell’informazione.

Al giorno d’oggi il mercato tende a spostarsi da una situazione di strategia competitiva focalizzata sui concorrenti, sui fornitori e sui clienti ad una strategia basata sull’economia dell’informazione in cui tutti gli attori giocano un ruolo fondamentale.

 Inoltre gli utilizzatori di prodotti ICT sono obbligati a sostenere i costi di adeguamento alle nuove versioni della tecnologia ed hanno una naturale riluttanza ad affrontare variazioni dei software forniti, a causa degli elevatissimi costi di conversione. Questi aspetti possono condizionare ed alterare la strategia di business: nel mercato dell’informazione il cliente è di fatto “prigioniero” di particolari prodotti ICT adottati poiché il software impiegato non può considerarsi un prodotto facilmente sostituibile e in quanto tale, per le ragioni esposte, costituisce una barriera all’entrata di notevole rilevanza.

Ancora, un’ulteriore caratteristica dell’economia dell’informazione consiste nel fatto che il valore di un prodotto è strettamente correlato al numero dei clienti che lo hanno scelto: i clienti creano di fatto una rete di utilizzatori del prodotto che rende il valore dello stesso tanto più significativo quanto più estesa è la rete.

Inoltre il ciclo di vita dei prodotti ICT è diverso da quello dei prodotti tradizionali sviluppati all’interno dell’economia classica[3]: i beni dell’informazione infatti hanno lunghi tempi di affermazione e poi, se raggiungono una massa critica, hanno uno sviluppo di mercato esplosivo e rapidissimo; se non la raggiungono decadono e possono non fornire alcun ritorno agli investimenti effettuati.

Un ultimo aspetto da considerare nell’ambito dell’economia dell’informazione è la strategia della temporizzazione degli annunci dei nuovi prodotti che è tanto importante quanto l’ingresso degli stessi nel mercato: un annuncio prematuro può obbligare ad effettuare compromessi tecnologici (non ci potrebbe essere il tempo di scegliere la tecnologia migliore perché non ancora a disposizione) e a stabilire alleanze tiepide, non convinte e probabilmente inefficaci; un annuncio tardivo invece potrebbe significare la perdita del mercato e la cattura dei clienti da parte della concorrenza all’interno di tecnologie innovative rivali.

E’ chiaro che bisognerebbe perciò trovare un compromesso nei tempi di annuncio, al fine di garantire alleanze strategiche note e stabili, affidabili ed efficaci, che diano un prodotto ottimale il cui ciclo di vita presso la clientela possa considerarsi adeguatamente lungo[4].


[1] Fonte: Elaborazione personale.

[2] Cfr. A. Leggio, Globalizzazione, nuova economia e ICT, Franco Angeli, Milano, 2001, pp. 123-125.

[3] La tradizionale rappresentazione concettuale del ciclo di vita di un prodotto è caratterizzata da cinque fasi: introduzione, sviluppo, maturità, saturazione e declino.

[4] Cfr. A. Leggio, Globalizzazione, nuova economia e ICT, op. cit., pp. 128-130.