Nell’economia attuale, caratterizzata da una competizione sempre più accesa tra le forze in gioco, l’innovazione tecnologica rappresenta una condizione necessaria da rispettare, per evitare un’estromissione dal mercato dovuta a gestioni d’impresa poco consone ai continui cambiamenti esterni.
Le novità di prodotto o processo tuttavia richiedono ingenti sforzi da parte delle imprese, in quanto si tratta spesso di operare dei cambiamenti che comportano l’abbandono di prassi consolidate. Stare al passo di un mercato che cambia diventa a volte oneroso, soprattutto se non si dispone di mezzi adeguati che facilitino l’adozione di nuovi paradigmi gestionali.
Le imprese non sempre posseggono al proprio interno le risorse necessarie a modificare i personali modi di operare, sia per ragioni economiche, sia per carenze conoscitive. Fare affidamento esclusivamente sulle proprie forze diventerebbe quindi un’impresa impossibile, vista la congenita incapacità di un’organizzazione di essere competitiva su ogni fronte.
La capacità di rinnovarsi deve perciò essere alimentata tanto all’interno, quanto all’esterno dell’impresa, monitorando attentamente il mercato, al fine di trovare risorse adeguate per attuare costantemente proficue innovazioni di prodotto e/o di processo.
All’interno di questo complesso scenario si vanno ad inserire i rapporti di collaborazione tra le imprese, relazioni indispensabili per delineare obiettivi nuovi in linea con le tendenze del settore in cui si opera. Solo a titolo esemplificativo è possibile citare i principali vantaggi apportati da un’alleanza tra imprese:
· tecnologici: grande diffusione della tecnologia, con un processo di innovazione continua;
· produttivi: verticalizzazione della filiera produttiva o sua estensione orizzontale;
· distributivi: possibilità di utilizzare reti di distribuzione comuni, per produzioni diverse;
· manageriali: migliore gestione delle risorse umane e delle competenze (possibilità di allocare le risorse più importanti nelle aree più critiche o in base alle esigenze dell’alleanza,
etc.);
La Tab. 3.2 analizza gli obiettivi generali di un’alleanza.
Tab. 3.2 - Obiettivi generali di un’alleanza
|
Obiettivi di un’alleanza
|
|
Economico - finanziari
|
Di mercato
|
Generali aziendali
|
|
Maggiore redditività a livello economico
|
Aumento della quota di mercato
|
Sviluppo aziendale
|
|
Maggiore ritorno delle risorse finanziarie
|
Incremento delle vendite
|
Gestione efficiente delle risorse
|
|
Miglioramento della posizione finanziaria
|
Maggiore penetrazione
|
Possibilità di sfruttare sinergie
|
|
Ottimizzazione del processo produttivo
|
Migliore gestione del canale distributivo
|
|
|
Miglioramento dei margini di contribuzione
|
|
|
Diversificazione del rischio
|
|
A seconda del tipo di mercato di appartenenza, della tipologia di output che si immette sul mercato, delle caratteristiche gestionali, delle risorse a disposizione, dei risultati che si intendono perseguire, le scelte di cooperazione interaziendale risultano molto diverse.
Nel settore dell’ICT (e per dare vita a un’innovazione tecnologica) le più importanti forme di collaborazione sono soprattutto cinque:
· le joint ventures (molto diffuse nella realtà anglosassone);
· il licensing;
· l’associazione temporanea di imprese;
· i patrimoni e il finanziamento destinati a uno specifico affare;
· i consorzi.
Con il termine joint venture si intende un impegno associato tra due o più imprese per lo svolgimento in comune di uno specifico affare. Le motivazioni alla base del successo di questa forma di collaborazione tra imprese non si limitano all’esigenza di realizzare economie di scala (attraverso un contenimento dei costi),
all’entrata in nuovi mercati, alla sicurezza negli approvvigionamenti, ma sono estese anche alla possibilità di sviluppare innovazioni tecnologiche, condividere gli investimenti per la ricerca, superare gli ostacoli di natura legislativa in paesi di particolare importanza per le imprese, etc.
Un cenno a parte merita la motivazione del trasferimento di tecnologia tra paesi caratterizzati da un diverso grado di sviluppo. In tale eventualità, con la creazione di una joint venture, non si verifica una semplice cessione di know-how, ma si instaura un rapporto di collaborazione per la realizzazione di determinati prodotti. A tal fine l’impresa venditrice apporterà capitali e tecnologia e l’impresa acquirente manodopera e materie prime.
E’ possibile affermare che quando i progetti espansivi si ampliano, la tecnologia non è dominata dall’impresa (ed è nello stesso tempo complessa e costosa) e le risorse a disposizione si presentano insufficienti, la creazione di joint ventures diviene una scelta cui le organizzazioni non dovrebbero mai sottrarsi.
Porre assieme le risorse umane, tecnologiche e finanziarie di due o più imprese, nonché il sapere che in ognuna di esse si è accumulato nel tempo con l’esperienza, ha l’effetto certo di ridurre il rischio. Ogni impresa partecipante a una joint venture si sente, da un lato, rassicurata dai limiti dell’esposizione di capitale investito, dall’altro, motivata dalle possibili sinergie derivanti dalla collaborazione interaziendale.
