Con il termine capitale di credito si intende una molteplicità di strumenti di finanziamento cui l’azienda può far ricorso per gestire la sua attività d’impresa. L’accesso alle diverse risorse esterne per la copertura del fabbisogno finanziario rappresenta una prerogativa che un’impresa deve cercare di soddisfare bilanciando attentamente la combinazione tra le opportunità endogene (il capitale proprio e l’autofinanziamento) con quelle esogene (il capitale di credito).
E’ impossibile pensare a un’attività imprenditoriale svolta esclusivamente attraverso il ricorso al capitale proprio o all’autofinanziamento: è lo stesso mercato, la stessa dinamica concorrenziale, la stessa natura dell’attività d’impresa a richiedere formule di finanziamento nuove in virtù delle esigenze che nel corso del tempo si presentano alle aziende.
Negli anni si è assistito al sorgere di strumenti finanziari sempre più all’avanguardia con i bisogni delle imprese, tuttavia è possibile tracciare una macro classificazione che riassume, da un punto di vista temporale, le tre tipologie di credito esistenti:
· credito a breve termine;
· credito a medio termine;
· credito a lungo termine.
Solo a titolo esemplificativo vengono citate le forme più comuni, appartenenti alle tre categorie, impiegate dalle imprese. Nel primo gruppo rientrano le anticipazioni bancarie, le accensioni di linee di credito a breve termine, le cosiddette operazioni di “denaro caldo”, etc.; nel secondo gruppo è possibile ricordare l’accensione delle linee di credito a medio termine, le operazioni di leasing finanziario, etc.; infine, nel terzo gruppo, rientrano il mutuo, l’emissione di prestiti obbligazionari, etc.
Nello scegliere le migliori formule di finanziamento l’impresa deve porre attenzione tanto al singolo strumento finanziario quanto alla più conveniente combinazione tra le diverse tipologie di mezzi. E’ importante che ci sia un esame comparato dei diversi strumenti facendo attenzione alle condizioni attuali, ma anche e soprattutto alle condizioni future del mercato dei capitali.
Questo tipo di considerazione vale sia per le formule di finanziamento che sono destinate a porre vincoli durevoli alle future strutture finanziarie (mutui e prestiti obbligazionari), sia per quelle che non pongono tali vincoli.
E’ importante ricordare infine come la struttura di indebitamento prescelta dovrà essere giudicata sulla base di diversi fattori, tra i quali:
· tasso di interesse applicato;
· eventuale elasticità concessa dallo strumento finanziario scelto;
· possibilità (o meno) di dilazione dell’indebitamento senza subire un eccessivo aggravio in termini di costi;
· la possibilità di trarre vantaggio dall’alterazione del potere di acquisto della moneta.

© www.villaggiomondiale.it - Tesi di laurea sull'Ict di Andrea Lomonaco