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IL RUOLO DELL'APPLICATION SERVICE PROVIDER

L’evoluzione più recente dell’ICT pone le basi per la diffusione di un nuovo modello d’uso delle applicazioni incentrato non più sul possesso della licenza del software applicativo, ma sulla fruizione di un servizio[1].

 La diffusione dei personal computer e l’acquisita abitudine a confrontarsi con nuove tecnologie hanno dato grande impulso ad un comparto della net-economy, quello dei Sistemi Informativi Aziendali ed in particolare i Sistemi Informativi Gestionali, in cui il grande successo ottenuto nel passato decennio dai sistemi enterprise resource planning (ERP) rischia di essere superato da una nuova generazione di operatori, gli application service providers (ASP), che sembrano poter coprire tutte le aree funzionali senza intaccare processi già consolidati all’interno dell’azienda.

La modalità application service provisioning (ASP) si basa sul concetto di pagamento dell’applicazione commisurato all’effettivo utilizzo. In sostanza il tipo di relazione che si viene ad instaurare tra l’operatore e un’impresa è quella del pay-for-use: operativamente ciò si traduce nella determinazione di un canone periodico o a consumo il cui pagamento abilita l’azienda cliente a usufruire di applicazioni standard che risiedono su server gestiti dal provider.

La logica che sta alla base di questo tipo di rapporto è quella del modello one-to-many, profondamente diversa da un outsourcing applicativo tradizionale in cui il fornitore si occupa della gestione dell’applicazione la cui licenza appartiene all’azienda cliente. Le applicazioni che possono essere gestite in modalità ASP sono innumerevoli e potenzialmente di tutti i tipi: realizzazione di soluzioni e-commerce, gestione integrata dei processi aziendali (ad esempio l’ERP), hosting di siti web, software di produttività individuale (ad esempio elaborazione di testi, fogli di lavoro, calendari, etc.), software collaborativo (messaggistica, teleconferenza), customer relationship management, contabilità, gestione del personale, gestione del magazzino, etc.

 Anche la modalità ASP contribuisce profondamente alla focalizzazione piena da parte dell’impresa sul suo “core business”, delegando all’esterno il compito di sviluppare soluzioni applicative gestionali. Inoltre la particolare convenienza dell’application service provisioning consiste nei bassi costi che l’azienda deve sostenere per usufruire del servizio: l’impiego di Internet è la caratteristica peculiare delle modalità ASP, ossia quella di avvalersi di una piattaforma aperta in cui i costi da sostenere sono principalmente quelli di connessione. Ma i vantaggi ora delineati possono però anche tradursi in criticità legate proprio all’utilizzo della Rete e alla modalità in cui viene offerto il servizio:

 

·        i tempi di risposta delle applicazioni possono essere ritardati per via dell’eccessivo traffico;

·        scarsa personalizzazione delle applicazioni che risultano, al contrario, standardizzate;

·        rischio di perdere i dati trattati e il controllo delle applicazioni;

·        scarsa o difficile integrazione con gli applicativi già usati internamente dall’azienda;

·        scarsa esperienza in contratti ASP per via della recente introduzione sul mercato di tali servizi;

·        eccessive aspettative dell’azienda sul tipo di servizio offerto.

 

I fattori elencati costituiscono un deterrente alla diffusione della modalità ASP, nonostante l’evidente vantaggio in termini di economicità, di rapporto costo/qualità e la bassa complessità di gestione di tali servizi[2].

 La Tab. 2.3 sintetizza i benefici e i rischi connessi all’impiego della modalità ASP.

 

Tab. 2.3 - Benefici e rischi connessi all’impiego della modalità ASP[3]

 

Benefici

Rischi

Implementazione delle soluzioni più veloci e semplificate.

Imprevedibilità del costo del traffico su Internet.

Focus sul “core business”.

Criticità nella sicurezza dei dati.

Flessibilità.

L’affidabilità del servizio deve essere piena.

Prevedibilità dei costi.

Resistenze culturali (è possibile che ci sia la convinzione che gli applicativi debbano essere gestiti in house).

Minore costo totale rispetto a soluzioni in house.

Creazione di partnership (un singolo ASP non può gestire tutte le attività richieste dal servizio da offrire).

 

Per comprendere le caratteristiche salienti del posizionamento di un’azienda nel mercato emergente degli ASP, bisogna anzitutto chiedersi quale tipo di impresa, operante nell’informatica oggi, potrebbe evolvere in un ASP nel prossimo futuro. Un elemento importante è che per fornire un software in formato ASP occorrono molte competenze diverse. Gli elementi minimi richiesti sono l’amministrazione di contratti e licenze, la gestione degli applicativi, il supporto degli applicativi, l’esperienza nella vendita degli applicativi, la gestione di un centro dati, la gestione di un’infrastruttura di rete geografica, il monitoraggio della rete,  l’infrastruttura di servizio, l’esperienza nella vendita di servizi, la gestione di progetti e il supporto ai clienti.

Si può dire con certezza che in questo momento non esiste alcuna azienda al mondo che sia in grado di fornire in proprio tutti gli aspetti di un servizio così complesso e pare difficile che ve ne possano essere in futuro. Attualmente la norma è la collaborazione, e dietro ogni ASP vi sono sempre degli accordi tra diverse società. La forma più classica di collaborazione tesa a fornire un applicativo in formato ASP è una partnership tripartita tra:

 

·        il fornitore del software;

·        un network service provider o NSP (compagnia telefonica);

·        un integratore di sistemi (SI) che conosca l’applicativo.

 

In una tale collaborazione l’ASP è l’azienda che ha la titolarità del contratto con il cliente e si accolla la responsabilità di far funzionare tutti gli aspetti del servizio, sia quelli di sua diretta competenza che quelli forniti da terze parti.


[1] P. Pasini, I servizi di ICT, op. cit., p. 31.

[2] Cfr. P. Pasini, I servizi di ICT, op. cit., pp. 32-33.

[3] Fonte: Elaborazione personale.