L’innovazione tecnologica è un processo che permette di introdurre sul mercato nuove tecnologie ed innovazioni sotto forma di prodotti, processi o servizi, metodi di produzione o di commercializzazione e tecniche di gestione a tutti i livelli dell’economia.
Il processo innovativo è dunque un fenomeno complesso e dinamico che ha il compito di rafforzare l’impresa per condurla verso una posizione d’avanguardia all’interno del mercato di riferimento.
La natura evolutiva dell’innovazione tecnologica comporta degli effetti che possono essere riassunti in tre punti:
· progresso economico;
· modifiche strutturali (di processo, di prodotto);
· conoscenze e competenze.
In primo luogo infatti il progresso economico rappresenta un obiettivo cruciale che ogni impresa deve cercare di raggiungere, relazionando proficuamente le opportunità provenienti dal mercato di riferimento (struttura del settore, numero dei concorrenti, tasso di crescita del settore e della domanda, etc.) con quelle interne (risorse umane, R&S, tecnologia, etc.). Il cambiamento tecnologico, per favorire il progresso economico, deve riflettere le variazioni ambientali endogene ed esogene e deve essere gestito al fine di razionalizzare l’attività dell’impresa in tutte le sue componenti (dall’acquisizione delle risorse all’immissione dell’output nel mercato, attraversando tutte le fasi intermedie).
In secondo luogo l’innovazione tecnologica permette l’introduzione di modifiche strutturali all’interno dell’impresa mettendo in relazione gli input e gli output dell’attività svolta (e in tal caso si fa riferimento a tecnologie di processo) o generando nuovi prodotti o servizi (in questo caso si fa riferimento a tecnologie di prodotto). Il cambiamento di un macchinario nel processo produttivo, la
riorganizzazione della logistica per la riduzione degli stoccaggi, l’informatizzazione del processo produttivo sono tutte azioni tese all’introduzione di innovazione nel processo. L’allargamento della gamma di prodotti offerti, l’introduzione sul mercato di riferimento di una nuova versione di un prodotto esistente (line extension) o di un prodotto completamente nuovo, l'arricchimento di un prodotto esistente attraverso l'elaborazione di un nuovo servizio sono tutti interventi sull'innovazione di prodotto.
Gli studi sull’innovazione di prodotto tendono ad enfatizzare cambiamenti sostanziali nella base tecnologica di riferimento; gli studi sui processi mostrano la rilevanza di progressivi adeguamenti delle tecnologie, documentando l’impatto economico di miglioramenti incrementali (step by step) che risultano sovente da un complesso di interventi di modesta entità, se presi singolarmente, ma in grado di produrre notevoli effetti se cumulati .
Infine, per comprendere la relazione tra innovazione tecnologica e cambiamenti delle competenze e delle conoscenze, si può riprendere l’affermazione dell’economista tedesco Joseph Schumpeter secondo il quale l’innovazione esige un abbandono pianificato dei modi di operare consolidati, familiari e tradizionali, sia nella produzione di prodotti sia nell’erogazione di servizi, nelle competenze come nei rapporti interpersonali. Questa impostazione dell’innovazione è detta “distruzione creativa”. La conoscenza rappresenta il sapere
consolidato e costantemente aggiornato, il patrimonio culturale tanto del singolo quanto del sistema impresa; la competenza rappresenta invece l’attitudine e la propensione a sapere espletare esaustivamente una mansione, una funzione, un servizio, etc. Da quanto detto emerge dunque la necessità di combinare in modo ottimale le sinergie tra conoscenze e competenze al fine di rendere entrambe punto di partenza di un’evoluzione del sistema impresa verso un obiettivo di miglioramento che, una volta raggiunto, richiederà una nuova definizione delle conoscenze e delle competenze per garantirne una efficace ed efficiente
gestione.
Per offrire un quadro sintetico dello spessore dell’attività innovativa svolta dalle imprese italiane operanti nel campo dell’industria e nel campo dei servizi di seguito vengono illustrati sei grafici che riassumono i risultati della rilevazione effettuata dall’Istat sulle attività di innovazione tecnologica nel triennio 1998-2000. I risultati si basano su un campione di 15.512 imprese rispondenti all’indagine, rappresentativo dell’universo delle imprese italiane con dieci addetti e oltre, attive nel corso del 2000 nell’industria in senso stretto e nei servizi
(circa 165.000 imprese).
Temi correlati:

T. Conti e P. De Risi, Manuale della qualità, Il sole 24 ore, Milano, 2001, p. 32.

© www.villaggiomondiale.it - Tesi di laurea sull'Ict di Andrea Lomonaco
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