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aree di crisi e dei conflitti in corso:
Il
mondo è in guerra.
Mai, dalla fine della seconda guerra mondiale, lo è stato
come oggi.
In Israele e Palestina la spirale di attentati e
ritorsioni prosegue senza fine. In Iraq la resistenza
islamica sta facendo rivivere agli statunitensi un nuovo
Vietnam. In Afghanistan, i Taliban si sono riorganizzati e
stanno conducendo una guerriglia sempre più minacciosa,
mentre i signori della guerra locali continuano a
combattersi fra loro.
In tutti i Paesi arabi, dal Marocco all’Arabia Saudita,
dall’Algeria allo Yemen, ora anche in Turchia, gli
integralisti islamici combattono contro governi ritenuti
troppo moderati e filo-occidentali, usando l'arma che
hanno a disposizione: il terrore.
Del terrorismo islamico e della 'guerra globale', veniamo
informati tutti i giorni, anche se spesso in modo
propagandistico e parziale.
Ma
nessuno parla delle altre decine di conflitti che si
combattono nelle periferie più povere del villaggio
globale, là dove gli obiettivi dell’informazione
globalizzata non vanno a guardare.
In Cecenia, in Indonesia, nelle Filippine, in Nepal, in
India, in Kashmir, nello Sri Lanka, in Uganda, in Burundi,
in Sudan, in Somalia, in Costa d’Avorio, in Congo, oggi
si combattono guerre che durano da anni e che hanno
provocato centinaia di migliaia di morti, milioni di
profughi, mutilati, orfani e vedove.