FESTA
DELLE GUARDIE SVIZZERE (7/05/2004) |
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Tra
fascino e tradizione si è svolta ieri, in aula
Paolo Vi, la cerimonia per il giuramento delle
reclute delle Guardie Svizzere, il corpo istituito
da Giulio II che festeggerà tra due anni 500 anni
di fondazione.
Il
rullo dei tamburi a scandire il passo delle guardie nelle
uniformi di gran gala mentre avanzano tra la meraviglia e
gli applausi della folla e la scintillante presenza delle
alabarde hanno accompagnato l’ingresso delle reclute
della Guardia Svizzera Pontificia nell’Aula Paolo VI.
La cerimonia, nella quale si commemora anche il
sacrificio di 147 soldati elvetici che morirono durante il
Sacco di Roma il 6 maggio del 1527 per difendere Papa
Clemente VII, è
quindi proseguita con l’esecuzione dell’inno elvetico
e di quello Pontificio.
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La
vignetta, di Andrea Bocchi, si riferisce al
giuramento nel 2003 della prima guardia di colore |
Successivamente
il cappellano della Guardia, Mons. Martin Beutler, ha
pronunciato il proprio discorso, incentrato sulla parola
‘nuovo’ e sul significato che questo termine assume
per il corpo istituito nel 1506 da Papa Giulio II.
Quindi il cappellano ha letto il testo del giuramento:
“Giuro
di servire fedelmente, lealmente e onorevolmente il Sommo
Pontefice Giovanni Paolo II e i suoi legittimi successori,
come pure di dedicarmi a loro con tutte le forze,
sacrificando, ove occorra, anche la vita per la loro
difesa”...
Le
nuove reclute, chiamate per nome, si sono quindi fatte
avanti ed ognuna, con la mano sinistra sulla bandiera
della Guardia e la destra alzata con le tre dita aperte,
quale simbolo della Trinità, ha confermato e giurato.
Ammirate nei secoli da pellegrini e turisti per la
caratteristica foggia rinascimentale della loro divisa, il
cui disegno viene attribuito all’estro di Michelangelo,
le Guardie Svizzere sono parte integrante della Città del
Vaticano. Un simbolo che suscita ammirazione, rispetto,
curiosità e che non sembra conoscere gli effetti del
tempo. Al suggestivo evento, sempre ricco di grande
fascino, hanno partecipato - tra gli altri - il Sostituto
per gli Affari Generali della Segreteria di Stato,
l’arcivescovo Leonardo Sandri, il segretario vaticano
per i rapporti con gli Stati, l’arcivescovo Giovanni
Lajolo, ed autorità svizzere e italiane.
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Per
la Radio Vaticana, Amedeo Lomonaco (7/05/2004)

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