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VERTICE GRUPPO DI RIO (4/11/2004 e 5/11/2004)

I presidenti latinoamericani discutono di debito, Haiti e Falklands

Oggi e domani a Rio de Janeiro si riuniscono i presidenti dei paesi che partecipano al «Gruppo di Rio». Partito una ventina d’anni fa come forum informale, il Gruppo comprende 19 paesi dell’America Latina (Argentina, Brasile, Colombia, Messico, Panama, Perù, Uruguay, Venezuela, Cile, Ecuador, Bolivia, Paraguay, Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua, Repubblica Dominicana e Guyana) e ora sta lavorando per darsi una forma più ufficiale: fra i documenti messi a punto nei giorni scorsi dai ministri degli esteri e che i presidenti firmeranno al termine del vertice, c’è la definizione del gruppo come «organizzazione regionale di dialogo e intesa politica».

I punti principali sull’agenda riguardano il debito estero e Haiti. A proposito del debito il gruppo sta elaborando proposte per prendere l’iniziativa invece di subire passivamente—o al massimo respingere—le condizioni finora poste dai paesi creditori e dalle istituzioni finanziarie internazionali. Haiti è una questione che importa molto al Brasile, che guida la forza Onu che sta cercando di mettere un po’ d’ordine nel caos del paese più disastrato della regione.

Dalla riunione uscirà anche una nuova punzecchiatura per Blair: l’Argentina ha chiesto, e otterrà, l’appoggio del gruppo per la sua richiesta di avviare una trattativa sulla sovranità delle Falklands-Malvinas, trattativa della quale la Gran Bretagna non vuole sentir parlare.

MercoPress - Flavio Grassi, 4/11/2004 

 

AL VIA IERI A RIO DE JANEIRO IL 18° VERTICE DEL “GRUPPO DI RIO”, INCENTRATO QUEST’ANNO SULLA DIFFICILE SITUAZIONE HAITIANA E SUL PESANTE DEBITO ESTERO DELLA MAGGIOR PARTE DEI PAESI SUDAMERICANI


RIO DE JANEIRO. = La situazione haitiana, ma anche il pesante debito estero della maggior parte dei Paesi sudamericani che impone tagli ai programmi sociali e di sviluppo, oltre che la necessità di una riforma delle Nazioni Unite. Questi i temi cardine attorno a cui ruoterà il 18° Vertice del “Gruppo di Rio”, che si è aperto ieri nella metropoli carioca. Allo stesso tavolo si sono seduti i presidenti di sinistra – il venezuelano Hugo Chávez, l’argentino Néstor Kirchner, il brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva e il neo-eletto capo di Stato uruguayano Tabaré Vásquez – che hanno presentato le principali istanze del “Gruppo”, inclusa la richiesta di una mozione di appoggio al programma mondiale di lotta alla fame e alla miseria, lanciato l'anno scorso da Lula. Non hanno preso parte parte all’incontro per impegni improrogabili, invece, i capi di Stato di Panama, Nicaragua, Honduras, Guatemala e El Salvador. Assente anche il presidente dell’Ecuador Lucio Gutiérrez che oggi dovrebbe affrontare in Parlamento la votazione di una mozione di sfiducia che rischia di aprire il procedimento di messa in stato d’accusa per presunta malversazione di fondi pubblici. La dichiarazione finale “è quasi pronta”- ha anticipato ai giornalisti il vice-ministro degli Esteri messicano, Miguel Hakim - e a differenza di altri documenti del Gruppo, comprenderà solo una dozzina di paragrafi con enfasi sul rafforzamento della democrazia soprattutto ad Haiti. Il Brasile, che guida i “caschi blu” nel Paese caraibico, pone la sua attenzione su tre fronti: la necessità di completare il dispiegamento dei militari dell’Onu, la concessione urgente di linee di credito e aiuti finanziari e la riconciliazione politica tra le forze pro e contro l'ex-presidente Jean-Bertrand Aristide, di cui non escluderebbe un eventuale rientro nella politica haitiana.


Radio Vaticana, 5/11/2004

 

 

 

 

 

 

 

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