Oggi
e domani a Rio de Janeiro si riuniscono i presidenti
dei paesi che partecipano al «Gruppo di Rio».
Partito una ventina d’anni fa come forum
informale, il Gruppo comprende 19 paesi
dell’America Latina (Argentina, Brasile, Colombia,
Messico, Panama, Perù, Uruguay, Venezuela, Cile,
Ecuador, Bolivia, Paraguay, Costa Rica, El Salvador,
Guatemala, Honduras, Nicaragua, Repubblica
Dominicana e Guyana) e ora sta lavorando per darsi
una forma più ufficiale: fra i documenti messi a
punto nei giorni scorsi dai ministri degli esteri e
che i presidenti firmeranno al termine del vertice,
c’è la definizione del gruppo come «organizzazione
regionale di dialogo e intesa politica».
I
punti principali sull’agenda riguardano il debito
estero e Haiti. A proposito del debito il gruppo sta
elaborando proposte per prendere l’iniziativa
invece di subire passivamente—o al massimo
respingere—le condizioni finora poste dai paesi
creditori e dalle istituzioni finanziarie
internazionali. Haiti è una questione che importa
molto al Brasile, che guida la forza Onu che sta
cercando di mettere un po’ d’ordine nel caos del
paese più disastrato della regione.
Dalla
riunione uscirà anche una nuova punzecchiatura per
Blair: l’Argentina ha chiesto, e otterrà,
l’appoggio del gruppo per la sua richiesta di
avviare una trattativa sulla sovranità delle
Falklands-Malvinas, trattativa della quale la Gran
Bretagna non vuole sentir parlare.
MercoPress
- Flavio Grassi, 4/11/2004