CHIUSA
LA GROTTA DELL'ANNUNCIAZIONE PER PERMETTERE
RILIEVI SULLA ROCCIA |
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l'intervista con padre Michele Piccirillo
A
Nazareth chiusa la Grotta dell’Annunciazione per analisi
sulla roccia che presenta segni di deterioramento.
Intervista con l'archeologo padre Michele Piccirillo
23
novembre 2007
A
Nazareth la Grotta che, secondo la tradizione fu teatro
dell’Annunciazione narrata nel Vangelo di San Luca, è
chiusa da qualche tempo e lo resterà per circa tre mesi.
Nella Grotta sono visibili infatti segni di deterioramento
e sono in corso analisi per stabilire, eventualmente, un
piano di intervento per il restauro e il rafforzamento
della roccia, particolarmente friabile. Per almeno tre
mesi, dunque, non sarà dunque possibile l’accesso
all’interno della Grotta, finora consentito a tutti i
pellegrini. La Basilica inferiore e quella superiore,
invece, sono e resteranno aperte ai fedeli. Nella Grotta,
intanto, è iniziata l’acquisizione dei dati, attraverso
il posizionamento di sensori computerizzati. Ascoltiamo,
al microfono di Amedeo Lomonaco, padre Michele
Piccirillo, archeologo e francescano della Custodia di
Terra Santa.
R. - Abbiamo messo dei sensori all’interno della
Grotta per misurare l’umidità: questo ci darà la
possibilità poi di intervenire sulla roccia. C’è un
problema molto grave di umidità: la roccia si sta
sfaldando.
D. - In particolare, quali segni di deterioramento
destano maggiore preoccupazione?
R. - Chi Conosce la pietra di Nazareth sa moto bene che
è molto polverosa: è un calcare molto tenero che si
decompone per l’alta percentuale di umidità; in
particolare, c’è polvere che scende dal tetto. Prima la
Grotta, nella vecchia chiesa francescana, era all'interno
di un'edicolache, da una parte, l’ha preservata e
dall’altra, però, ha conservato all’interno
l’umidità; togliendo i marmi, è seguita questa
reazione che adesso stiamo cercando di fermare: sono stati
già fatti degli esami presso il Centro ateneo
dell’Università di Firenze, dove si spera di esaminare
accuratamente la roccia. Probabilmente, per le analisi
serviranno più di tre mesi e poi, dopo la festa
dell’Annunciazione a marzo, ci sarà bisogno
dell’intervento.
D. - Ci sono anche altre cause all’origine di questo
processo?
R. - La causa principale è il continuo flusso di gente
nella Grotta: i troppi pellegrini. Tutti vogliono entrare.
Quindi si è deciso di chiuderla per precauzione.
D. - L’accesso all’interno della Grotta che finora
era garantito a tutti i pellegrini, sarà assicurato anche
in futuro?
R. - Se la roccia veramente verrà consolidata, come io
penso dopo aver visto il campione, si potrà di nuovo
ritornare nella Grotta; altrimenti, saranno i tecnici a
dirci cosa bisognerà fare per la sua conservazione.
D. - Padre Piccirillo, oltre alla Grotta
dell’Annunciazione ci sono anche altri luoghi, in Terra
Santa, che hanno bisogno di indagini preliminari ed
eventualmente di interventi?
R. – Sono tanti. Un po’ in tutti i luoghi visitati
dai turisti, in questo caso dai pellegrini: penso alla
Cappella sul Monte degli Ulivi a Betfage: anche lì ci
sono gravi problemi di umidità.
Per la Radio Vaticana, Amedeo
Lomonaco, 23 novembre 2007

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