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GLOCAL FORUM DI ROMA (16 e 17/05/2004)

ROMA OGGI IL GLOCAL FORUM, LA CONFERENZA SULLA GLOBALIZZAZIONE. IL CONCERTO  AL CIRCO MASSIMO LANCIA IL PROGETTO “WE ARE THE FUTURE” IN FAVORE DEI BAMBINI DELLE ZONE DI GUERRA 

-   A cura di Concita De Simone per la Radio Vaticana -

16 maggio - ROMA. - Si è aperta stamattina con una tavola rotonda la terza edizione del Glocal Forum la conferenza sulla Globalizzazione cui partecipano 55 sindaci da tutto il mondo, oltre a rappresentanze istituzionali e ai 120 delegati del Parlamento dei giovani, che presenteranno il progetto vision 2020, sulle prospettive del loro futuro. Presenti tra gli altri, anche i 6 sindaci i cui paesi, Addis Abeba, Asmara, Free town, Kabul e Nablus, beneficeranno dei fondi raccolti dal progetto We are the future. Salute e nutrizione i temi al centro della tavola rotonda che si è tenuta in un hotel di Roma, prima di dare il via al concerto in favore dei bambini delle zone di guerra, che si terrà questo pomeriggio a partite dalle ore 18, al Circo Massimo, organizzato dal produttore musicale Quincy Jones. Sul palco si esibiranno artisti internazionali come Alicia Keys, Andrea Bocelli, Carmen Consoli, Herbie Hancock, Khaled, Noa, Youssou N'Dour, Zucchero e Carlos Santana. L'evento è gratuito e i proventi ricavati dalla trasmissione del concerto e dalle vendite del merchandising collegato saranno devoluti ai centri per bambini We are the future.Questo progetto nasce dal desiderio collettivo della Fondazione Listen Up di Quincy Jones, del Glocal Forum, l’organizzazione no profit fondata dal capo della delegazione degli Accordi di Pace di Oslo Ambasciatore Uri Savir, del Sindaco di Roma Walter Veltroni e del leader per la pace Hani Masri. Tutti insieme in partnership strategica con la Banca Mondiale e decine di ONG e Istituzioni internazionali, stanno lavorando per concretizzare le loro proposte. Proprio il presidente della Banca Mondiale, James D. Wolfenshon poco fa ha presenziato a una colazione di lavoro con i sindaci del Global Forum per condividere le proprie idee sulla decentralizzazione e la cooperazione tra le varie città. Negli ultimi dieci anni, a causa di conflitti a livello regionale, 2 milioni di bambini sono stati uccisi, 6 milioni feriti e 12 milioni sono stati costretti a lasciare la loro casa. Quincy Jones, l’ideatore del concerto, ha detto: “Questo evento è un richiamo per il mondo intero, affinché prenda coscienza della condizione dei bambini ovunque. Noi crediamo che “We are the future” sia un importante primo passo sull’allarmante incremento dei tassi di mortalità dei bambini nelle aree colpite dalla guerra”.

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A Roma la terza edizione del Glocal Forum, che aspira a trovaRE UN NUOVO EQUILIBRIO TRA GLOBALE E LOCALE, RAFFORZANDO LE RELAZIONI TRA LE CITTà A TUTELA DEGLI INTERESSI ECONOMICI, SOCIALI E CULTURALI DEI SINGOLI PAESI

- A cura di Concita De Simone per la Radio Vaticana -

17 maggio - ROMA. = Si è aperta stamane a Roma la sessione di lavori dedicata al progetto “We are the future”. Il produttore musicale Quincy Jones, al termine dell’omonimo concerto di ieri, da lui ideato, al Circo Massimo, ha dichiarato con soddisfazione: “Non possiamo più permetterci di girare le spalle ai nostri bambini, proprio loro che sono il nostro futuro. Questa giornata è un richiamo rivolto a tutto il mondo, una ricerca di aiuto per sostenere tutti i bambini dei Paesi distrutti dalla guerra”. Il sindaco di Roma, Walter Veltroni, a questo proposito ha aggiunto: “Roma già da tempo appoggia varie iniziative contro la povertà e l’ingiustizia. Siamo convinti infatti che l’impegno per costruire un futuro diverso per i Paesi dell’Africa, come per qualsiasi Paese dove guerra e povertà uccidono milioni di persone, non è soltanto un dovere morale ma è un impegno essenziale per il futuro di tutti gli esseri umani”. Nell’aula Giulio Cesare del Campidoglio erano presenti stamattina oltre all’onorevole Veltroni, Uri Savir, presidente del Glocal Forum, Hani Masri, leader per la pace co-fondatore del progetto, Anna Kajumulo Tibaijuka, direttrice di “Un habitat”, il Centro dell'Onu per gli insediamenti umani, Théoneste Mutsindashyaka, sindaco di Kigali, associata a Roma nel progetto “We are the future” e James D. Wolfenshon, presidente della Banca Mondiale, che ha dichiarato: “Se ci impegniamo subito, se ci mostriamo coraggiosi, se pensiamo di allocare e distribuire le nostre risorse in base alle loro esigenze, possiamo dare ai nostri bambini la speranza di un mondo senza conflitti. Non è solo un sogno, è la nostra responsabilità”.  

 

 

 

 

 

 

 

 

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