ROMA
OGGI
IL
GLOCAL
FORUM,
LA
CONFERENZA
SULLA
GLOBALIZZAZIONE.
IL
CONCERTO
AL
CIRCO
MASSIMO
LANCIA
IL
PROGETTO
“WE
ARE
THE
FUTURE”
IN
FAVORE
DEI
BAMBINI
DELLE
ZONE
DI
GUERRA
-
A
cura
di
Concita
De
Simone
per
la
Radio
Vaticana
-
16
maggio
-
ROMA.
-
Si
è
aperta
stamattina
con
una
tavola
rotonda
la
terza
edizione
del
Glocal
Forum
la
conferenza
sulla
Globalizzazione
cui
partecipano
55
sindaci
da
tutto
il
mondo,
oltre
a
rappresentanze
istituzionali
e
ai
120
delegati
del
Parlamento
dei
giovani,
che
presenteranno
il
progetto
vision
2020,
sulle
prospettive
del
loro
futuro.
Presenti
tra
gli
altri,
anche
i
6
sindaci
i
cui
paesi,
Addis
Abeba,
Asmara,
Free
town,
Kabul
e
Nablus,
beneficeranno
dei
fondi
raccolti
dal
progetto
We
are
the
future.
Salute
e
nutrizione
i
temi
al
centro
della
tavola
rotonda
che
si
è
tenuta
in
un
hotel
di
Roma,
prima
di
dare
il
via
al
concerto
in
favore
dei
bambini
delle
zone
di
guerra,
che
si
terrà
questo
pomeriggio
a
partite
dalle
ore
18,
al
Circo
Massimo,
organizzato
dal
produttore
musicale
Quincy
Jones.
Sul
palco
si
esibiranno
artisti
internazionali
come
Alicia
Keys,
Andrea
Bocelli,
Carmen
Consoli,
Herbie
Hancock,
Khaled,
Noa,
Youssou
N'Dour,
Zucchero
e
Carlos
Santana.
L'evento
è
gratuito
e
i
proventi
ricavati
dalla
trasmissione
del
concerto
e
dalle
vendite
del
merchandising
collegato
saranno
devoluti
ai
centri
per
bambini
We
are
the
future.Questo
progetto
nasce
dal
desiderio
collettivo
della
Fondazione
Listen
Up
di
Quincy
Jones,
del
Glocal
Forum,
l’organizzazione
no
profit
fondata
dal
capo
della
delegazione
degli
Accordi
di
Pace
di
Oslo
Ambasciatore
Uri
Savir,
del
Sindaco
di
Roma
Walter
Veltroni
e
del
leader
per
la
pace
Hani
Masri.
Tutti
insieme
in
partnership
strategica
con
la
Banca
Mondiale
e
decine
di
ONG
e
Istituzioni
internazionali,
stanno
lavorando
per
concretizzare
le
loro
proposte.
Proprio
il
presidente
della
Banca
Mondiale,
James
D.
Wolfenshon
poco
fa
ha
presenziato
a
una
colazione
di
lavoro
con
i
sindaci
del
Global
Forum
per
condividere
le
proprie
idee
sulla
decentralizzazione
e
la
cooperazione
tra
le
varie
città.
Negli
ultimi
dieci
anni,
a
causa
di
conflitti
a
livello
regionale,
2
milioni
di
bambini
sono
stati
uccisi,
6
milioni
feriti
e
12
milioni
sono
stati
costretti
a
lasciare
la
loro
casa.
Quincy
Jones,
l’ideatore
del
concerto,
ha
detto:
“Questo
evento
è
un
richiamo
per
il
mondo
intero,
affinché
prenda
coscienza
della
condizione
dei
bambini
ovunque.
Noi
crediamo
che
“We
are
the
future”
sia
un
importante
primo
passo
sull’allarmante
incremento
dei
tassi
di
mortalità
dei
bambini
nelle
aree
colpite
dalla
guerra”.
*********
A
Roma
la
terza
edizione
del
Glocal
Forum,
che
aspira
a
trovaRE
UN
NUOVO
EQUILIBRIO
TRA
GLOBALE
E
LOCALE,
RAFFORZANDO
LE
RELAZIONI
TRA
LE
CITTà
A
TUTELA
DEGLI
INTERESSI
ECONOMICI,
SOCIALI
E
CULTURALI
DEI
SINGOLI
PAESI
-
A
cura
di
Concita
De
Simone
per
la
Radio
Vaticana
-
17
maggio
-
ROMA.
=
Si
è
aperta
stamane
a
Roma
la
sessione
di
lavori
dedicata
al
progetto
“We
are
the
future”.
Il
produttore
musicale
Quincy
Jones,
al
termine
dell’omonimo
concerto
di
ieri,
da
lui
ideato,
al
Circo
Massimo,
ha
dichiarato
con
soddisfazione:
“Non
possiamo
più
permetterci
di
girare
le
spalle
ai
nostri
bambini,
proprio
loro
che
sono
il
nostro
futuro.
Questa
giornata
è
un
richiamo
rivolto
a
tutto
il
mondo,
una
ricerca
di
aiuto
per
sostenere
tutti
i
bambini
dei
Paesi
distrutti
dalla
guerra”.
Il
sindaco
di
Roma,
Walter
Veltroni,
a
questo
proposito
ha
aggiunto:
“Roma
già
da
tempo
appoggia
varie
iniziative
contro
la
povertà
e
l’ingiustizia.
Siamo
convinti
infatti
che
l’impegno
per
costruire
un
futuro
diverso
per
i
Paesi
dell’Africa,
come
per
qualsiasi
Paese
dove
guerra
e
povertà
uccidono
milioni
di
persone,
non
è
soltanto
un
dovere
morale
ma
è
un
impegno
essenziale
per
il
futuro
di
tutti
gli
esseri
umani”.
Nell’aula
Giulio
Cesare
del
Campidoglio
erano
presenti
stamattina
oltre
all’onorevole
Veltroni,
Uri
Savir,
presidente
del
Glocal
Forum,
Hani
Masri,
leader
per
la
pace
co-fondatore
del
progetto,
Anna
Kajumulo
Tibaijuka,
direttrice
di
“Un
habitat”,
il
Centro
dell'Onu
per
gli
insediamenti
umani,
Théoneste
Mutsindashyaka,
sindaco
di
Kigali,
associata
a
Roma
nel
progetto
“We
are
the
future”
e
James
D.
Wolfenshon,
presidente
della
Banca
Mondiale,
che
ha
dichiarato:
“Se
ci
impegniamo
subito,
se
ci
mostriamo
coraggiosi,
se
pensiamo
di
allocare
e
distribuire
le
nostre
risorse
in
base
alle
loro
esigenze,
possiamo
dare
ai
nostri
bambini
la
speranza
di
un
mondo
senza
conflitti.
Non
è
solo
un
sogno,
è
la
nostra
responsabilità”.