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Roma capitale
della pace, ma anche centro strategico di grandi meeting
internazionali. L'11 maggio 2002 ha avuto inizio a Roma il
Glocal Forum con il concerto al Colosseo e l'incontro di 25
sindaci con le delegazioni israeliana e palestinese. Favorire un
governo della globalizzazione più democratico e più vicino ai
cittadini, l’obiettivo. Ne parleranno il presidente della
Banca Mondiale, James Wolfensohn, e i sindaci di 25 città: da
quello di Porto Alegre, Tarso Genro, ai rappresentanti di
Washington, D.C., Hanoi, Barcellona, Madrid, Istambul, Helsinki,
Milano e Amsterdam. A dare il via ai lavori saranno Veltroni e
l’ambasciatore Uri Savir, negoziatore per parte israeliana
degli accordi di Oslo. |

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A chiudere la prima sessione, il
segretario nazionale della Cgil, Sergio Cofferati. Strettissime
le misure di sicurezza. In serata, il concerto per 300 invitati
al Colosseo, che toccherà il momento clou intorno alle 22,30,
quando Shimon Peres stringerà la mano al rettore
dell’Università di Gerusalemme Est, Sari Nusseibeh. Domenica
sera, tutti a cena a Villa Miani. Mentre per la tarda
mattinata di lunedì i convegnisti saranno ricevuti in udienza
privata dal Papa.
Il Messaggero
on line
Sabato 11
maggio 2002
(AGI) - Roma,
11 mag. - Primo, movimentato fuori programma al Glocal Forum in
corso di svolgimento nella sala della
Protomoteca in Campidoglio. Quando il sindaco Walter
Veltroni, esaurito il suo intervento, da' la parola al
presidente della Banca Mondiale, James Wolfensohn, Nunzio
D'Erme, consigliere di Rifondazione comunista ed esponente del
movimento no global, grida al suo indirizzo
"azionisti", "guerrafondai" e altro ancora
prima di essere trascinato di peso fuori dalla sala dagli uomini
del servizio d'ordine. Wolfensohn dimostra notevole aplomb e
inizia a parlare. Una vera e propria "rete" che metta
in collegamento citta' e istituzioni che pensano sia possibile
costruire una nuova governance su scala globale. A proporla e'
il sindaco di Roma Walter Veltroni in apertura del Glocal Forum
in svolgimento in Campidoglio.
Parlando ai
sindaci di una ventina di citta' di tutto il mondo, Veltroni
parla di una "grande alleanza", di una "rete
sovranazionale che sia riconosciuta e che lavori insieme alle
grandi organizzazioni della comunita' internazionale come le
Nazioni Unite, come il G8, che deve arrivare al piu' presto a
comprendere anche Africa e America Latina, e come la Banca
Mondiale, alla quale chiediamo di pensare programmi e progetti
che coinvolgano non piu' solo i governi nazionali, ma anche le
citta'". Per il sindaco di Roma, e' arrivato il momento di
definire insieme "politiche sociali inclusive, solidali,
che disegnino un nuovo welfare di cittadinanza. Confrontiamo
problemi e risposte che servano a costruire - a Roma stiamo
cominciando a farlo - dei veri e propri piani regolatori sociali
capaci di garantire gli anziani, i minori in difficolta', le
persone non autosufficienti, di favorire l'inserimento degli
immigrati, di contrastare l'emarginazione dei giovani".
Fuori del Campidoglio, piu' che una manifestazione di protesta,
c'e'un presidio musicale 'caciarone'. I 300 no-global che
partecipano alla contestazione contro la presenza della Banca
Mondiale Hanno occupato solo una piccola fetta di piazza del
Campidoglio, esibendo manifesti e striscioni contro l'organismo
finanziario internazionale.
AGI
Sabato 11
maggio 2002
(AGI) - Roma,
11 mag. - Nella Sala della Protomoteca del Campidoglio, nel
corso della prima conferenza sulla glocalizzazione, e' arrivata
la protesta degli attivisti che, da stamane, stanno manifestando
in 300 nella piazza dinanzi alla sede del consiglio comunale.
Secco il giudizio di Fabio Galati, amministratore municipale ,
che autorizzato a prendere la parola a nome dei no global, ha
protestato perche', a suo giudizio, in seno al summit "si
e' data la parola agli affamatori", mentre non e' arrivata
la voce di chi avrebbe piu' diritto a parlare, i diseredati:
"le 'favelas' non sono solo in Brasile, ma anche qui da
noi. Siamo stati respinti alla porta, non ci hanno dato diritto
di parola". Di qui l'affondo al sindaco di Roma Walter
Veltroni: "non si costituisce cosi' un rapporto tra
amministrazione locale e governo del mondo.
Oggi le
nostre strade sono un po' piu' distanti". "Mi pare che
la vostra presenza qui - ha risposto Veltroni - sia la
testimonianza di un riconoscimento che in altre sedi. In questo
mondo "non v'e' uguaglianza", se permarranno le
distanze in termini sociali e di ricchezza tra i Paesi ricchi e
quelli poveri "non vi sara' pace". Nelle parole di
James D. Wolfensohn, presidente della Banca Mondiale, l'allarme
del mondo industrializzato sul futuro che ci attende. Meta'
della popolazione mondiale - ha detto il presidente - vive con
meno di due dollari, 1/5 con meno di un dollaro; un miliardo di
persone nel mondo sviluppato detiene l'80% del reddito, 5/6 di
esso gode solo del 20%. I problemi inerenti la poverta' non si
risolvono a Washington, Zurigo o Londra, ma entrando in contatto
con i poveri". E qui si inserisce l'aiuto che puo' arrivare
dalle amministrazioni locali, chiamate a giocare un ruolo sempre
piu' attivo.
AGI
Sabato 11
maggio 2002
Noa:
«Contro la violenza canto la pace»
«Sono tempi
molto difficili, e in un momento come questo io non so fare
altro che cantare per la pace. Cantare significa comunicare, e
mantenere viva la comunicazione è la cosa più importante perché
se la comunicazione si ferma la violenza vince»: forse sono
queste calme, logiche parole dell’israeliana Noa a riassumere
il senso del concerto Time for Life che nel quadro del
Glocal Forum ieri sera ha visto sul palco nel centro del
Colosseo tanti musicisti e cantanti di diverse nazionalità e
provenienze uniti da un solo obiettivo, il sogno della pace. «Tutte
e due le parti sono cattive, tutte e due le parti sono buone: è
questo il nostro problema, un alternarsi di buono e cattivo che
rende impossibile scegliere. Si può solo sperare, e nel
frattempo far musica per la pace», dice Noa, per la quale
cantare con artisti che vengono dall’altra parte della
barricata non è un’esperienza nuova. Nata a Tel Aviv,
cresciuta nel Bronx e poi tornata in patria, ha diviso il palco
con tanti colleghi dell’«altra parte», l’ultima volta a
Napoli, dove con il palestinese Nabil Salameh, leader della band
Radio Dervish e giornalista di Al Jazeera, ha cantato Centro
del mundo, un intenso brano in inglese, francese e spagnolo
nel quale "la mia casa e il mio destino sono il vero centro
del mondo".
«Far musica qui dentro al Colosseo è un impegno sovraccarico
di emozioni, un obiettivo alto ma anche desolante di fronte a
quello che succede nel nostro pianeta. C’è chi pensa che le
manifestazioni per la pace non servono a niente: può darsi, ma
sono sicuramente molto più utili delle manifestazioni per la
guerra», sorride amaro Nicola Piovani, che ha accompagnato al
piano Carla Fracci e suonato con Noa. «Bisognerebbe avere
sempre un pensiero di pace, e la mia musica, che è al tempo
stesso libertà e ribellione, parla d’amore e di pace —
scuote la testa Khaled, re algerino del räi, il ritmo
arabo che strizza l’occhio al rock. — I terroristi e gli
estremisti? Per me sono solo fascisti».
Ecco, era questa l’aria che tirava ieri al Colosseo, la stessa
che ha spinto i protagonisti della serata a orientarsi su brani
adatti all’atmosfera, come l’Imagine di John Lennon
che ha chiuso la serata. Così Noa ha proposto Beautiful That
Way e con Nabil Centro del mundo, Khaled ha fatto Aïsha
(è il nome della figlia), Fiorella Mannoia un bellissimo Oh
che sarà di Chico Buarque de Hollanda con Danilo Rea al
piano, l’afgano Farhad Darya ha cantato I Like, la
mitica vocalist argentina Mercedes Sosa Gracias a la vida,
il sudafricano Bongo Maffin’ The Way, la svedese Carola
Pride, e persino nelle note de superclassico Georgia
On My Mind interpretato dall’inossidabile Ray Charles il
pubblico ha letto un significato diverso dal solito. Che altro?
Bella la coppia Dino Merlin e Bilja Krstic (lui di Sarajevo, lei
di Belgrado, hanno cantato insieme), ottimi i musicisti del
Solis String Quartet, che in occasioni del genere non mancano
mai e che hanno composto ed eseguito la sigla del concerto
intitolata Heart Sound (Il suono del cuore) nonché molti
altri suggestivi brani che hanno fatto da colonna sonora ai vari
momenti della serata.
Il Messaggero,
domenica 12 maggio 2002
di Fabrizio
Zampa
