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Giovanni Paolo II e la globalizzazione

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GLOBALIZZAZIONE RELIGIOSA

 

Dall'annuncio "andate e annunciate la buona novella a tutti gli uomini" (cfr. Matteo, 28, 19-20; Marco 16, 15-16; Atti degli Apostoli 1,8) si ricava il mandato da cui la Chiesa trae origine e destino; cattolica, ovvero universale e quindi anche globale tanto da poter dire di se stessa che o sarà globale o non sarà affatto. La Chiesa cattolica si configura strutturalmente e da sempre come "globale", a partire dai capisaldi stessi della sua fede e della sua vita e missione. Alla fine del Vangelo di Matteo leggiamo: "Andate dunque, ammaestrate tutte le nazioni". Nel Vangelo di Matteo troviamo dunque due elementi essenziali: ammaestrate (educazione) tutte le nazioni (globalità). In obbedienza al mandato di Cristo, gli apostoli andarono per il mondo predicando il Vangelo nel rispetto delle varie culture. La Chiesa professa la fede in un unico Dio Creatore e Padre, sicchè tutti gli uomini formano una singolarissima unità, in forza non solo della comune natura umana ma anche della comune chiamata a diventare figli di Dio. La Chiesa crede in Gesù Cristo come unico e universale Salvatore: è lui - secondo la fede cristiana - a vincere la disgregazione del male morale e ad operare la riconciliazione degli uomini con Dio, tra di loro e con il creato, generando così nella storia una rinnovata umanità. La Chiesa è cosciente di aver ricevuto una missione veramente globale, secondo le stesse parole di Gesù Criso: "Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura."

Questa vocazione alla missione "globale" della Chiesa è confermata dal programma di salvezza e uguaglianza affidato a Mosè.

Siamo di fronte ad una lettura religiosa, "teologica" della globalizzazione in rapporto alla Chiesa. Una simile lettura, lungi dal farci evadere dalla storia a dai suoi problemi concreti, ci conduce a cogliere i fondamenti più radicali e le motivazioni più forti di un grandioso processo di unificazione che corrisponde al disegno di Dio sull'umanità: proprio perchè di Dio, questo disegno è a favore dell'uomo nell'integralità dei suoi valori e delle sue esigenze. Riprendendo le parole del mandato missionario che Gesù Cristo ha consegnato ai suoi ("andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura") si possono coniugare l'orizzonte mondiale della missione della Chiesa con l'attenzione alla singola persona nella sua unicità e irripetibilità.

E' questo uno dei tratti più caratteristici della visione cristiana della persona umana: questa è un "io" aperto al "tu" in una prospettiva la più ampia possibile, destinata ad abbracciare tutti gli uomini come membri di un'unica famiglia . E' un "io" che non può considerarsi come numero della massa, come volto che svanisce nell'anonimato della folla, come anello di una catena o ingranaggio di un sistema. A fondare a ad esigere questa "alleanza" tra universalità e singolarità, tra globale e individuale, sono ancora i capisaldi della fede cristiana, in particolare il fatto che, come scrive il Concilio, "con l'incarnazione il Figlio di Dio si è unito ad ogni uomo". Non è certo piccola cosa nella problematica della globalizzazione - in particolare in chiave economico-finanziaria e quindi in rapporto alle conseguenze di un insufficiente rispetto della dignità personale di singoli, gruppi e popoli -  sottolineare questa linea tipica della Chiesa e della sua missione: aperta alla massima globalità e preoccupata dell'unicità dell'individuo. Possiamo così comprendere, da un lato, gli sforzi storici compiuti dalla Chiesa nel sollecitare un ordine mondiale, anche giuridico, e dall'altro la sua insistenza nel chiedere il rispetto dei diritti di ciascun uomo.

La riflessione sull'argomento può essere utilmente introdotta da un testo onnicomprensivo e sintetico della sua ampia e articolata problematica. Si tratta del discorso di Giovanni Paolo II che, in occasione del Grande Giubileo 2000, ha rivolto il 2 maggio ai Rappresentanti mondiali delle diverse categorie di lavoratori. "A rendere ancor più complesso il mondo del lavoro" diceva "interviene oggi la cosiddetta globalizzazione". 

E' un fenomeno nuovo, che occorre conoscere e valutare con un'indagine attenta e puntuale, poichè si presenta con una spiccata caratteristica di "ambivalenza".  Può essere un bene per l'uomo e la società, ma potrebbe anche rilevarsi un danno dalle non lievi conseguenze. Tutto dipende da alcune scelte di fondo: se cioè la "globalizzazione" viene posta al servizio dell'uomo, e di ogni uomo, o esclusivamente a profitto di uno sviluppo svincolato dai principi della solidarietà, della partecipazione e al di fuori di una responsabile sussidiarietà. Al riguardo, è importante  tener presente che più il mercato è globale, più deve essere equilibrato da una cultura globale della solidarietà, attenta ai bisogni dei più deboli. L'uomo ha diritto ad uno sviluppo che coinvolga tutte le dimensioni della sua vita. L'economia, anche se globalizzata, va sempre integrata nel tessuto complessivo delle relazioni sociali, delle quali costituisce una componente importante, ma non esclusiva. Anche per la globalizzazione è necessaria una nuova cultura, nuove regole e nuove istituzioni a livello mondiale. Politica ed economia debbono, in questo campo, collaborare per determinare progetti a breve, medio e lungo termine, che abbiano come scopo la remissione, o almeno la diminuzione del debito pubblico dei Paesi poveri del mondo.

Per Gianfranco Ravasi, membro della Pontificia commissione dei Beni culturali della Chiesa e prefetto della Biblioteca-pinacoteca Ambrosiana, ai nostri giorni le modalità di comunicazione e di incidenza sono molto mutate anche per le religioni che, dopo un transitorio appannamento nella fase tutto sommato limitata della secolarizzazione, stanno registrando una tumultuosa reviviscenza. Il punto di partenza è quello della globalizzazione, fenomeno decisivo perchè al suo interno si attua una profonda ricerca di comunione, di corresponsabilità. La molteplice offerta di comunicazione genera possibilità di scambi, di collaborazione, di corresponsabilità, di comunione e di dialogo.

 

LIBRI CONSIGLIATI

AGNELLI A., "Fare giubileo nella globalizzazione" - Emi, 2000

KURTZ L. R. "Le religioni nell'era della globalizzazione" - Il Mulino

PONTIFICIO CONSIGLIO GIUSTIZIA E PACE, "Commercio, sviluppo e lotta contro la povertà", Città del Vaticano, 1999

RADI L., "Futuro è tra noi: dalla sfida globale al dialogo interreligioso" - Cittadella, Assisi, 1998

TETTAMANZI D., "Globalizzazione: una sfida" - Piemme

 

 

 

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