Dario
Fo&Franca
Rame
News
10
Giugno
2001
Un'idea meravigliosa sta prendendo piede nel
mondo: basta con la guerra, basta con le barriere tra gli stati, un'unica legge
valida in tutto il pianeta e interessi talmente intrecciati da rendere
impossibile nel futuro lo scoppiare di una guerra. La globalizzazione e' una
rivoluzione straordinaria, resa possibile da internet, qualche cosa per la quale
i nostri nipoti ci saranno grati.
Perche' allora c'e' tanta gente che contesta questa globalizzazione? Vogliono
tornare alle divisioni nazionali, costruire nuove barriere e dazi?
No. Abbiamo girato i siti dei "contestatori" e non abbiamo trovato una
sola parola contro la globalizzazione. Il problema e' su come si sta facendo
questa globalizzazione. E' bellissima l'idea della liberta' di commercio.
Basta
con i dazi e le dogane che gonfiano
artificialmente il costo dei prodotti stranieri per proteggere quelli nazionali.
Tutti commerciano con tutti e vinca il migliore! Alla fine questa rivoluzione
andra' a favore proprio dei consumatori garantendo qualita' migliore e prezzi
inferiori. Questa e' la teoria.
La pratica e' che questa liberta' di commercio e' regolata da 27 mila pagine di
leggi e regolamenti. I potenti del mondo credono di aver fatto una furbata
enorme che li dovrebbe arricchire al di la'
dell'immaginabile: creare un super potere mondiale eletto non dai cittadini ma
dai governi (il WTO - World Trade Organization - Organizzazione mondiale del
commercio). Per le grande multinazionali influenzare le scelte di un unico
governo mondiale e' piu' facile e piu' economico che aver a che fare con 150
autorita' nazionali. E quando la globalizzazione dei ricchi
entra in azione son dolori. Eccovi un esempio reale: l'Europa decide di vietare
la commercializzazione di carne agli ormoni (quella che fa crescere i seni ai
bambini e fa crollare la percentuale di spermatozoi che produrranno da adulti),
e decide che la quantita' di diossina presente in una bistecca deve essere
molto bassa. Bene, bravi.
Ma questa legge penalizza la carne Usa, dove sono
convinti che gli ormoni e la diossina galvanizzino la virilita'. Cosi' gli Usa
fanno causa all'Unione Europea e le leggi del WTO danno ragione agli americani.
L'Europa si rifiuta di accettare l'imposizione ma ogni anno deve pagare sanzioni
pesantissime per questo rifiuto, sanzioni che colpiscono in particolare alcuni
nostri prodotti. Ad esempio, i produttori di tartufi italiani pagano parte di
questa multa di tasca loro perche' che il WTO ha stabilito che i tartufi
italiani venduti in Usa debbano
pagare una tassa del 100%. Cosi' si scopre che questa globalizzazione dei
potenti serve per aggirare le leggi nazionali e impedire ai cittadini di
difendere la qualita' dei consumi.
E' una globalizzazione del commercio completamente amorale attraverso la quale
si impongono i giocattoli per bambini in plastica tossica e la soia transgenica.
E si toglie il diritto a una nazione di impedire il commercio di palloni
costruiti da bambini schiavi. E' una globalizzazione che non tiene conto della
qualita'. Le banane delle multinazionali Usa, coltivate chimicamente
in immensi latifondi sudamericani, costano di meno di quelle biologiche
coltivate in piccole aziende africane. Mettere sullo stesso piano i due prodotti
e' ingiusto. La politica dei vertici del WTO e' quella di impedire qualunque
forma di protezione dei prodotti di qualita'. Ad esempio, non vogliono che sulle
etichette ci sia l'obbligo di dichiarare se i cibi contengono prodotti
transgenici o se i palloni sono stati fabbricati rispettando i diritti
sindacali. Dicono che e' concorrenza sleale. Ma il grottesco si raggiunge quando
si pretende il diritto di poter brevettare piante e batteri trasformando una
ricchezza del pianeta in un bene privato.
Ma per fortuna dirlo e' un conto e farlo e' un altro e gia' questo progetto
infame ha incassato i primi smacchi. Il Sud Africa si e' preso il diritto di
autorizzare la produzione locale indipendente delle medicine essenziali
rifiutandosi di rispettare i brevetti. Le case farmaceutiche hanno intentato
causa ma la reazione dell'opinione pubblica internazionale e' stata talmente
forte che alcune multinazionali hanno deciso di liberalizzare l'uso dei
loro brevetti nel terzo mondo e quando il tribunale sudafricano ha dato ragione
al governo il fronte farmaceutico ha abbandonato la battaglia.
Ma lottare solo contro i singoli provvedimenti del WTO e' perdente. Dobbiamo
opporre la nostra globalizzazione alla loro. Se il governo del WTO e' in mano
agli uomini delle multinazionali e' su queste che dobbiamo agire usando la leva
del consumo. L'immenso potere dei nostri acquisti. Non vi piacciono le scelte di
Bush sull'ecologia? Non fate piu' benzina ai distributori della Esso. La Esso e'
della statunitense Exxon. Sono loro i petrolieri che hanno sostenuto Bush
finanziando la sua campagna elettorale. Possiamo sfilare in milioni contro le
scelte di
questo ubriacone e lui non se ne accorge neanche.
Ma se
la Esso gli dice una parolina... I protagonisti di questo grande complotto
contro i popoli del mondo sono qui, davanti a noi, ogni giorno, e noi abbiamo un
modo molto semplice per dire loro che non ci piace quello che fanno. Non
comprare i loro prodotti!!!
(Alla fine della newsletter trovi un sintetico percorso in rete per approfondire
questo tema).
Dario Fo e Franca Rame