|
GLOBALIZZARE
LA SOLIDARIETA' |
Radio
Vaticana,
intervista di Amedeo
Lomonaco
con padre Rodriguez Carballo (15/06/2003)
Il
nuovo
ministro
generale
dei
frati
minori,
lo
spagnolo
padre
Josè
Rodriguez
Carballo,
ha
illustrato
nella
conferenza
stampa
tenutasi
ieri
a
Roma,
nella
sede
della
Curia
generalizia
dell’Ordine,
le
sfide
e
le
priorità
emergenti
per
il
futuro.
Tra
queste,
padre
Carballo,
ha
messo
in
rilievo
la
ricerca
di
una
dimensione
solidale
da
contrapporre
alla
dominazione
economica
del
mercato
e
la
promozione
del
dialogo
come
strumento
di
pace.
Su
come
i
francescani
intendono
rispondere
al
messaggio
del
Papa
che,
nell’udienza
di
ieri,
li
ha
invitati
a
tendere
alla
santità,
ascoltiamo
padre
Carballo
al
microfono
di
Amedeo
Lomonaco.
**********
R.
–
Tentando
di
vivere
la
nostra
‘forma
vitae’,
che
ha
come
priorità
lo
spirito
di
orazione
e
devozione,
la
dimensione
contemplativa,
la
vita
in
fraternità,
in
povertà
e
l’evangelizzazione.
Io
penso
che
nella
misura
in
cui
siamo
fedeli
a
quanto
abbiamo
promesso
nella
professione
religiosa,
nella
stessa
misura
ascolteremo
l’invito
del
Santo
Padre
e
risponderemo
a
questa
esigenza
fondamentale
della
vita
francescana
e
della
vita
cristiana:
essere
Santi.
D.
–
Padre
Carballo,
come
è
possibile
coniugare
l’attività
missionaria
francescana
con
le
varie
dimensioni
della
nostra
società,
dominata
dai
processi
di
globalizzazione?
R.
–
La
globalizzazione
ha
degli
aspetti
negativi
perché
porta
molte
volte
all’esclusione,
ma
presenta
anche
degli
aspetti
positivi.
Noi
vorremmo
collaborare,
essendo
strumento
di
globalizzazione
in
cui
condividere
quello
che
siamo
e
quello
che
abbiamo.
Proprio
le
nostre
presenze
missionarie
tendono
a
creare
questa
globalizzazione
fraterna,
rispettando
le
differenze
senza
escludere
nessuno.
D.
–
La
costruzione
della
pace,
la
ricerca
della
giustizia
e
del
perdono
possono
interrompere
la
scia
di
violenza
che
già
sta
segnando
il
XXI
secolo:
come
è
possibile,
secondo
lei,
educare
l’uomo
del
nostro
tempo
alla
concordia
e
alla
riconciliazione?
R.
–
Se
non
vogliamo
che
questa
catena
di
violenza
continui,
noi
dobbiamo
educare
già
i
piccoli
alla
riconciliazione,
cioè
all’accettazione
dell’altro
educandoli
a
vedere
la
differenza
come
un
arricchimento
reciproco
e
non
come
una
limitazione
del
proprio
‘io’.
D.
–
Quale
ruolo
possono
assolvere
i
mezzi
di
comunicazione
nell’annuncio
del
Vangelo?
R.
–
Essere
il
più
oggettivi
possibili
nella
trasmissione
dei
fatti:
i
mezzi
di
comunicazione
devono
cercare
sempre
di
offrire
i
lati
positivi
dei
fatti.
Soprattutto,
inviterei
i
mezzi
di
comunicazione
di
ispirazione
cristiana
a
leggere
sempre
i
fatti
alla
luce
del
Vangelo.
D.
–
Quali
speranze
per
la
pace
in
Terra
Santa
e
quale
è
il
ruolo
dei
francescani
nei
luoghi
Santi?
R.
–
La
speranza
della
pace
in
Terra
Santa
passa
necessariamente
per
l’impegno
di
tutte
le
parti
in
conflitto
per
il
dialogo,
per
l’ascolto
e
per
la
reverenza
verso
l’altro.
Il
ruolo
dei
francescani
è
proprio
in
questa
società,
così
fortemente
divisa
e
violenta,
testimoniare
che
è
possibile
essere
fratelli
e
vivere
come
amici
nelle
differenze.
E
poi,
non
dobbiamo
dimenticare
che
non
possiamo
mai
utilizzare
il
nome
di
Dio
per
combattere
l’altro.
Il
nostro
Dio,
come
dice
il
Vangelo,
fa
sorgere
il
sole
sugli
uni
e
sugli
altri.
**********

|