|
Radio
Vaticana, 8 agosto 2008
Giochi
olimpici: la testimonianza del vescovo coadiutore di Hong
Kong
Sono
“sentimenti ambivalenti” quelli che hanno spinto il
vescovo coadiutore di Hong Kong, mons. John Tong Hon, ad
accettare l’invito del governo cinese a partecipare alla
cerimonia di apertura dei Giochi oggi a Pechino. Alla
gioia per lo sport, che il presule pratica occasionalmente
quando gioca a pallacanestro, mons. John Tong Hon aggiunge
il rammarico per il mancato invito da parte delle autorità
cinesi al cardinale Joseph Zen Ze-kiun, vescovo di Hong
Kong. “A Pechino – osserva il presule in un articolo
pubblicato dal quotidiano della Santa Sede - sono stati
invitati i responsabili di tutte le sei maggiori religioni
a Hong Kong”. “Soltanto nel caso della Chiesa
cattolica - aggiunge - l’invito non è stato esteso alle
personalità più alte”. Oltre ad esprimere rammarico
per questo mancato invito, il vescovo coadiutore di Hong
Kong ricorda anche la drammatica situazione di diversi
vescovi e sacerdoti cinesi in carcere o agli arresti
domiciliari. Del vescovo Shi En’xiang – precisa mons.
John Tong Hon – non si sa nulla da un decennio e il
vescovo Liu Guandong vive sotto stretta sorveglianza. Il
vescovo Su Zhemin – si legge ancora nell’articolo - è
detenuto da circa dieci anni ed il vescovo Yao Liang è
agli arresti domiciliari. Molti sacerdoti, inoltre,
vengono arrestati e soffrono per la fede cattolica e per
la fedeltà al Papa. In occasione della Giornata di
preghiera per la Cina, lo scorso 24 maggio, la polizia ha
anche limitato l’accesso al Santuario di Nostra Signora
di Sheshan. Riferendosi ai Giochi Olimpici, il vescovo
coadiutore di Hong Kong fa notare, poi, come una delle
finalità sia quella di mostrare “il progresso materiale
della Cina”. “Noi cristiani – aggiunge –
sottolineiamo di più lo sviluppo spirituale”. Anche per
questo mons. John Tong Hon, incoraggiato dal cardinale
Joseph Zen Ze-kiun, ha accettato l’invito del governo
cinese. “I cinque anelli del logo olimpico - osserva -
sono noti in tutto il mondo: “Vorrei che la Cina
attribuisse la stessa importanza ai cinque aspetti
interconnessi di democrazia, diritti umani, stato di
diritto, giustizia e pace”. Facendo riferimento, quindi,
al problema dell’inquinamento atmosferico, il presule
sottolinea come i provvedimenti drastici presi dal governo
per contrastare lo smog, dimostrino “a tutto il mondo
che l’aria pulita è essenziale per i Giochi”:
“Vorrei – scrive il vescovo – che si comprendesse
anche “l’importanza di una maggiore libertà religiosa
e sociale”. Speranza, questa, rinfrancata da alcuni
segnali di apertura: dopo il devastante terremoto a
Sichuan dello scorso 12 maggio - scrive mons. John Tong
Hon - “il governo è divenuto più trasparente” e ha
concesso ai giornalisti, anche stranieri, la libertà di
entrare nell’area colpita e di riferire quanto hanno
visto e ascoltato. “Tutto il Paese - ricorda il presule
– si è mobilitato come una sola grande famiglia per
aiutare le vittime”. Il vescovo coadiutore di Hong Kong
scrive, infine, che “non è peccato per i cristiani
provare sentimenti ambivalenti”: “Dobbiamo nutrire –
conclude – fede, speranza e carità”. (A cura di
Amedeo Lomonaco) |