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RIUNIONI DEL G7 E DEL FMI A WASHINGTON (17/04/2005 )

Lotta alla povertà ancora un rinvio. Alle riunioni di G7 e Fmi inascoltati gli appelli canadese e inglese

Per l'ennesima volta gli appuntamenti internazionali del G7 e del Fondo monetario internazionale non hanno deciso nulla sul fronte di una concreta lotta alla povertà, ma nonostante questo l'appello alle coscienze dei Big dell'Economia continua ad arrivare. Anche a Washington si è deciso di non decidere e di rinviare tutto ai successivi vertici internazionali in vista del G8 in Gran Bretagna e del vertice straordinario del Millennio in programma a settembre.
Anche sulla possibilità di cancellare il debito dei paesi meno poveri, utilizzando le riserve d'oro del Fondo monetario internazionale, è proseguita l'opposizione ferma di Stati Uniti e banche centrali. 

Riunione del G7 a Washington


A far cambiare idea non sono bastati il forte appello del minsitro delle Finanze canadese Ralph Goodale né la determinazione del cancelliere dello Scacchiere britannico, Gordon Brown, favorevole a raggiungere un obiettivo concreto sul fronte della lotta alla povertà durante la presidenza inglese del Club dei Paesi ricchi. A sostegno di un maggiore coinvolgimento nel risolvere questa piaga mondiale è arrivato anche l'appello del Governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio, che ha sottolineato l'impegno dell'Italia a sostegno dell'Iff, l'International financing facility (le politiche del fondo monetario in direzione di un aiuto alle economie più povere), dell'accesso ai vaccini (una politica che l'Italia sostiene insieme al Canada), ai finanziamenti, alla scolarizzazione, alla riduzione della mortalità infantile.
Nonostante le delusioni di quanti vogliono maggiore incisività nelle politiche a favore dei Paesi meno sviluppati e delle Ong internazionali, che continuano a far sentire la loro voce nei vertici internazionali, al vertice di Washington è stato salutato positivamente l'impegnpo dichiarato dal prossimo presidente della banca Mondiale, Paul Wolfowitz di mantenere il focus dell'istituto a favore della lotta alla povertà e il raggiungomento degli obiettivi del Millennium Development Goals.
E un messaggio importante è arrivato anche da James Wolfensohn, presidente uscente della Banca Mondiale: la globalizzazione, nonostante gli inevitabili rischi, «può essere un'opportunità». Che richiama così l'attenzione sulle proposte, avanzate da Francia e Germania per l'introduzione di tasse su carburanti o sui voli aerei per finanziare l'Iff. Ipotesi che trovano anche in questo caso l'opposizione degli Usa. Ma la possibilità per sostenere queste politiche c'è, «basta ricordare lo sforzo collettivo della comunità mondiale dimostrato dopo lo Tsunami».

Corriere Canadese, 17/04/2005

 

Al G7 e all'Fmi soltanto promesse per i Pvs

Ancora un niente di fatto sulla lotta alla povertà. Anche le riunioni del G7 e dell’Fmi di Washington si chiudono con generici impegni dei paesi più ricchi e nessuna decisione concreta

WASHINGTON - Ancora un niente di fatto sulla lotta alla povertà. Anche le riunioni del G7 e dell’Fmi di Washington si chiudono con generiche promesse dei paesi più ricchi e nessuna decisione concreta. Bocciata la vendita dell’oro del Fondo monetario internazionale per finanziare i nuovi aiuti, ridotta a un programma pilota sui vaccini l’idea britannica di sfruttare lo strumento delle cartolarizzazioni per reperire risorse fresche sul mercato, ancora allo studio l’ipotesi franco-tedesca di introdurre nuove forme di tassazione sul trasporto aereo.
Risultato: non arriverà un singolo dollaro in più, sebbene tutti si dicano impegnati al raggiungimento del Millennium Goal di dimezzare la povertà entro il 2015. «Quante persone dovranno morire prima che questi sette uomini ben vestiti capiscano l’urgenza?», si chiede Jonathan Hepburn di Oxfam, la più antica ed autorevole Ong mondiale.
Scuote la testa il cancelliere dello Scacchiere, Gordon Brown, che degli aiuti all’Africa ha fatto una specie di crociata personale. «Tutti», dice, «si sono detti d’accordo sul fatto che sono necessari più soldi per la cancellazione del debito dei Paesi più poveri. Potremmo farcela per Gleneagles», dove a giugno si terrà il vertice del G8. Ma la strategia del rinvio comincia a stufare i diretti interessati, che premono anche per rivedere la governance di Fmi e Banca mondiale, a scapito delle nazioni più ricche e a favore di una rappresentatività più diffusa e più rispondente ai cambiamenti imposti dalla globalizzazione. Ma neanche l’appello del segretario generale dell’Onu, Kofi Annan, è servito a qualcosa, così come a Londra rimasero inascoltate le parole del Premio Nobel per la pace, Nelson Mandela.
La posizione italiana è stata sintetizzata dal governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio. Al nostro Paese, «in linea di principio», non dispiace l’ipotesi britannica ma servono maggiori approfondimenti. Per questo ci si può accontentare, per ora, di applicarla a un progetto pilota sulle vaccinazioni.
E «ulteriori, profonde analisi tecniche» necessita anche l’eventuale introduzione di nuove tasse. Fazio ha anche tenuto il discorso ufficiale di saluto al presidente della Banca mondiale, James Wolfensohn, che sarà sostituito da Paul Wolfowitz, noto «falco» dell’amministrazione Bush. I grandi complimenti spesi per il «caro Jim» tracciano anche l’agenda del suo successore.


Gianluca Maurizi, , 17/04/2005

 

 

 

 

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