Fonte:
Agenzia AGI, 22 aprile 2006 2006
G7:
AZIONE VIGOROSA PER RADDRIZZARE SQUILIBRI
ECONOMIA
(AGI) -
Washington, 22 apr. - Il G7 si impegna a
realizzare "una azione vigorosa per
raddrizzare gli squilibri" che minacciano
l'economia mondiale. Nel comunicato diffuso ieri
al termine del vertice di Washington i grandi
sottolineano che la crescita economica e'
entrata ormai nel suo quarto anno consecutivo e
che "le prospettive rimangono
favorevoli". Ma tre rischi minacciano
l'espansione futura: gli alti prezzi del
petrolio, gli squilibri globali e "il
crescente protezionismo". Per questo, si
legge nel documento, e' importante che
"l'aggiustamento economico globale sia una
responsabilita' condivisa". E a tutti i
principali protagonisti vengono assegnati
compiti ben precisi. Negli Stati Uniti "e'
necessaria un'ulteriore azione per rafforzare il
risparmio domestico e continuare il
consolidamento fiscale". All'Europa viene
chiesto di "realizzare riforme strutturali
del mercato del lavoro, dei prodotti e dei
servizi", accrescere "la flessibilita'
del mercato e incoraggiare una crescita guidata
dalla domanda interna". Il Giappone dovra'
invece accompagnare la ripresa "con
politiche di bilancio solide". Ma i grandi
si rivolgono anche ai nuovi protagonisti
dell'economia globale. E in particolare alla
Cina ricordano che "e' cruciale" una
maggiore flessibilita' del tasso di cambio,
cosi' come il rafforzamento della domanda
domestica e del settore finanziario. I paesi
produttori di petrolio vengono invece invitati a
"accelerare gli investimenti nella
capacita' produttiva" e accrescere la
diversificazione economica.
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Fonte:
Agenzia AGI, 22 aprile 2006 2006
G7:
CINA, CI VORRA' TEMPO PER RIFORMA SISTEMA VALUTARIO
Washington,
22 apr. - Ci vorra' ancora tempo prima che la Cina
realizzi una piena riforma del proprio sistema
valutario in direzione di una maggiore flessibilita'
dello yuan. La posizione, riferisce una fonte
giapponese, e' stata espressa dai rappresentanti di
Pechino in occasione della cena svoltasi al termine del
G7. Nel comunicato ufficiale diffuso ieri notte i
Grandi sono tornati a chiedere alla Cina la rimozione
delle rigidita' che ancora gravano sulla gestione della
valuta. "Non e' cambiato molto rispetto al
passato. I rappresentanti del governo cinese hanno
ripetuto che non sara' facile muovere rapidamente verso
una riforma del regime valutario dopo i cambiamenti
introdotti lo scorso anno. Ma hanno ribadito
l'intenzione di muoversi verso una maggiore
flessibilita'", ha riferito la fonte. Nel luglio
scorso lo yuan e' stato sganciato dal rapporto fisso
con il dollaro e oscilla ora all'interno di una banda
piu' larga. Da allora la divisa cinese si e' rivalutata
del 2,1% a quota 8,11.
Fonte:
Il Giornale, 22 aprile 2006 2006
Il
petrolio sfonda quota 75 dollari: è allarme nel G-7
Gian
Battista Bozzo, inviato a Washington
Prezzi del petrolio e squilibri globali - fra questi,
in prima fila, la questione irrisolta del calo ordinato
del dollaro - i temi al centro del summit primaverile
del G7. I ministri delle Finanze di Stati Uniti,
Giappone, Germania, Francia, Regno Unito, Italia e
Canada si sono riuniti nella serata di ieri nella
capitale americana per analizzare la situazione
economica globale.
L'andamento
del mercato e la presenza, come ospiti, dei ministri
finanziari di Arabia Saudita e degli Emirati arabi
uniti insieme ai russi, ha evidentemente focalizzato
parte della discussione sugli approvvigionamenti
energetici, in particolare di greggio. Ieri, sui
mercati americani, le quotazioni sono giunte ai 75
dollari al barile (75,21 la chiusura a New York), nuovo
record assoluto, a causa dei timori sulla regolarità
delle forniture provenienti da Iran e Nigeria («È
necessaria un'alternativa e non può essere che il
nucleare», ha detto il ministro dell'Economia Giulio
Tremonti).
Insieme
con la preoccupazione per la volatilità dei prezzi
petroliferi, il comunicato del G7 conferma le
previsioni positive del Fmi sull'economia mondiale, che
per il quarto anno di fila cresce oltre il 4%. Prima
del summit, Tremonti ha avuto un incontro con il
segretario Usa al Tesoro John Snow. «La sinistra deve
smettere di parlare di economia italiana in crisi -
afferma Tremonti -; non è vera la teoria del rovinismo,
è vero invece che è in atto un rilancio. Il nostro
governo consegna al nuovo un'economia in ripresa. Se la
sinistra lo riconosce - aggiunge - è una buona base di
partenza».
Nuovo
governo cui il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude
Juncker, raccomanda «di tagliare il deficit». E il
commissario europeo agli Affari economici Joaquin
Almunia aggiunge: «Sul deficit il nuovo governo deve
rispettare gli impegni presi da quello uscente». La
questione degli squilibri globali, in particolare dei
cambi, è stata affrontata nel corso di una conferenza
del Fondo monetario che ha preceduto di poche ore il
vertice del G7, presenti ministri e banchieri centrali,
fra cui Mario Draghi.
Il
riordino dei tassi di cambio è stato definito «inevitabile»,
ed è stato chiesto a tutti i Paesi di contribuire, per
propria parte, a una discesa ordinata del dollaro. «Una
correzione disordinata di squilibri globali - ha
spiegato il direttore generale del Fmi, Rodrigo de Rato
- sarebbe molto dannosa, e questa possibilità diventa
sempre più attuale se il tempo passa e gli squilibri
non vengono affrontati». Se il deprezzamento del
dollaro non avvenisse in maniera graduale, i mercati
farebbero scintille.
Allo
stesso tempo, se alla discesa del dollaro
corrispondesse un parallelo calo dello yuan cinese, per
l'Europa sarebbero guai. Dunque, ognuno deve fare la
propria parte, compresi i Paesi emergenti. In un lungo
articolo pubblicato sul Washington Post, Snow ha negato
che i deficit gemelli americani, di bilancio e
commerciale, rappresentino il pericolo maggiore per gli
equilibri economici internazionali. «. Quanto
all'Europa, deve portare avanti le riforme strutturali
per modernizzare i mercati finanziari, del lavoro, dei
prodotti e aumentare così il potenziale di crescita
economica.